Dal Migliore dei Mondi a Più Libri 2012

Metamorfosi di vita per cogliere il lato più oggettivo della realtà: Gunther Wallraff

di Caterina Mirijello

fonte immagine:germanistica.net

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L’aggettivo onnipresente gli potrebbe calzare alla perfezione anche se Gunther Wallraff non ambisce alla presenza ovunque in un medesimo momento bensì in un altro momento. Ed ecco che tra i tanti luoghi visitati, osservati e narrati sotto finte spoglie lo ritroviamo come ospite, e quindi in versione originale, alla fiera della media e piccola editoria di Roma: Più Libri Più Liberi 2012.

La Sala Smeraldo del Palazzo dei Congressi di Roma ha accolto, in sacra concentrazione, l’intervista al giornalista investigativo, in occasione della presentazione del suo nuovo libro: Notizie dal Migliore dei Mondi, edito da L’Orma, nella collana Kreuzville.

Dopo 40 anni di attività celata, osservazione dietro maschere, critica accesa e analisi del reale, Wallraff traccia un resoconto della stiruazione nazionale che la Germaia vive e lo fa con l’ausilio di cinque storie, tre delle quali vissute in prima persona.

Una parabola raccontata direttamente, che non regala sorprese positive, anzi. Wallraff risponde in maniera concreta alle domande di un giornalista di pari meriti, Fabrizio Gatti, esponendo le sue avventure, comunicando i dati reperiti e contestualizzandoli nelle realtà prese in esame.

Se dietro una pelle di un altro colore ha sperimentato quel sentimento forte e disumano del razzismo che ancora popola le vie della Germania, dietro i cenci sgualciti di un senza tetto ha vissuto la gerarchia interna di queste categorie off limit, in cui spesso quel senso comune di appartenenza è forato da slanci egoistici e di individualismo.

Wallraff descrive la società odierna tedesca e, tracciando una linea di continuità grazie al suo fare camaleontico, ne riporta a galla le incongruenze, ciò che non si professa, in altre parole mette in luce la parte oscura della società.

Le sue tre storie di indagine in prima persona lo portano a scrutare il mondo dei call centre, in cui le personalità perdono colore e le persone sono interscambiabili fra loro. I luoghi dell’anonimato in cui anche lui, il più famoso giornalista tedesco, è riuscito a passare inosservato e non farsi riconoscere. Nel raccontare questo processo di trasformazione personale, il giornalista puntualizza le dinamiche di espansione della classe sociale del proletariato, in cui converge anche il cosiddetto “proletariato accademico”, a tal punto da tramutare le minoranze che vivono ai margini in maggioranze senza alcun privilegio.

E se, senza volerlo, Gunther Wallraff si è guadagnato un aggettivo da Dio, ora vediamo se riuscirà a realizzare il suo desiderio: inoltrarsi nel regno sacro e non di facile accesso del Vaticano.  

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