Conferenza di Monaco: il 2026 traccia una nuova rotta per la NATO

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A Monaco di Baviera i capi di Stato e di governo si riuniscono per discutere di questioni fondamentali, come la sicurezza e il rapporto fra Stati Uniti ed Europa. Questione fondamentale, dopo le tensioni a seguito delle dichiarazioni di Vance, Trump e Marco Rubio

Si è svolta a Monaco di Baviera, dal 13 al 15 febbraio 2026, la 62ª Conferenza sulla sicurezza internazionale. Il clima è teso, segnato dalle crescenti tensioni tra Stati Uniti ed Europa. La riunione è arrivata a un anno di distanza dal discorso pronunciato nel 2025 dal vicepresidente americano JD Vance, che aveva criticato duramente le democrazie europee accusandole di limitare la libertà di espressione e di non affrontare adeguatamente il problema dell’immigrazione.

Dichiarazioni che hanno rappresentato uno dei momenti più evidenti della crisi del rapporto tra Stati Uniti ed Europa, rese ancor più calde dal contenzioso in atto tra gli USA e la Groenlandia. Si pone a questo punto la domanda: questi Stati Uniti e questa Ue sono ancora formalmente alleati o si devono discriminare alcune variabili?

La frattura tra Stati Uniti e Ue

A Monaco, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha riconosciuto apertamente l’esistenza di una “profonda frattura” tra Europa e Stati Uniti, sottolineando tuttavia che la collaborazione transatlantica rimane indispensabile. Merz ha sostenuto la necessità di rafforzare l’Europa sul piano militare, politico, economico e tecnologico. Questo è un punto fondamentale della politica estera di Trump verso l’Europa. Per troppo tempo – secondo il presidente americano – l’Europa si è nascosta sotto l’ombrello americano, come a dire “gli USA pagavano mentre l’Europa usava le risorse per prosperare”, a danno degli Stati Uniti.

Accuse dell’evanescente Trump che sono state mitigate dall’intervento del segretario di Stato americano Marco Rubio, che ha rassicurato gli alleati europei definendo l’alleanza transatlantica un “appartenenza reciproca”.  Un’apertura più conciliante rispetto ai toni del suo collega e competitor all’eredità della Casa Bianca, nonostante siano d’accordo sulle critiche ad alcune politiche europee, come l’immigrazione e il commercio.

La difesa, Europa e USA: chi guiderà l’Alleanza?

La dipendenza tecnologica ed energetica dagli Stati Uniti, e le esigenze della nuova amministrazione americana di lasciar perdere per un momento le questioni europee a favore degli interessi in Asia, hanno aperto una questione. Se gli USA SI “dimettono” dalla guida, a quale Stato spetterà l’incombenza? Nell’essere tutti uniti nell’esigenza di una NATO a maggior guida europea, chi erediterà lo scettro?

Gli ospiti della Conferenza di Monaco sembrano essere i candidati più adatti, sebbene la vecchia concorrenza con la Francia – unico Pese Ue (escluso il Regno Unito) a detenere l’arma atomica e membro del Consiglio di sicurezza ONU – si faccia sentire a più riprese.

Il pericolo, viste le tante questioni che dividono e appartengono alla sovranità dei piccoli Stati dell’Europa (estesa e allargata anche a Paesi extra Ue), come sicurezza interna, politiche sulla difesa ed economiche, venendo a mancare il famoso ombrello che tutti ci univa (quello USA) non inneschi competizioni insensate. Verranno a vanificare gli sforzi fatti per avere un’Europa Unita. Allora la domanda diventa un’altra e più profonda: siamo pronti per questa sfida? E a quale costo?

Articolo a cura di Andrea Pezzullo

Immagine di copertina via Unsplash

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