Il dramma umanitario del Tigray

La situazione in Etiopia precipita, la guerra nel Tigray inasprisce le condizioni della popolazione. Il reportage di Charles Emptaz su ARTE mostra immagini sconvolgenti. Il direttore generale dell’OMS esprime viva preoccupazione per i suoi cari sul posto e parla di “catastrofe”.

Su Radio-Canada l’intervista a Charles Emptaz, La carestia, arma di guerra nel Tigray. Nel conflitto militare che oppone lo Stato federale di Etiopia alla regione ribelle del Tigray, la carestia è diventata arma di guerra. Da mesi il Tigray è sottoposto a un blocco militare e umanitario e la sua popolazione sta lentamente morendo di fame. Il giornalista Charles Emptaz è andato a filmare le devastazioni di questa guerra che si svolge lontano dalle telecamere e dall’attenzione dei media occidentali. Ne riporta immagini sconvolgenti.

 

Africa Radio racconta la “Viva preoccupazione del capo dell’OMS per i suoi cari in Etiopia“.

Originario della regione in conflitto del Tigray in Etiopia, il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha affermato giovedì (25 agosto 2022, ndt) di non avere più contatti da mesi con i suoi cari sul posto, e di non poterli aiutare mentre “soffrono la fame” Questa dichiarazione giunge all’indomani della ripresa dei combattimenti in Etiopia fra esercito federale e ribelli del Tigray, che ha messo fine a cinque mesi di tregua nel nord del paese. “Ho molte persone care laggiù. […] Non so nemmeno chi è morto e chi è ancora vivo”, ha dichiarato , durante una conferenza stampa il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Non è la prima volta che davanti ai giornalisti fa riferimento alla situazione del suo paese per denunciare il dramma umanitario nel Tigray. “Non posso mandare loro soldi. Soffrono la fame, lo so. […] Non posso condividere con loro quello che ho perché sono completamente isolati. Non posso parlargli. È da tanto che non gli parlo”, ha detto, scosso. Il 17 agosto aveva già lanciato un grido d’allarme riguardo alla situazione umanitaria nel Tigray, “la peggior catastrofe del mondo”, rimproverando ai governanti dei paesi sviluppati di aver trascurato la crisi. Sei milioni di persone vivono lì – ha affermato – e vengono “punite in massa”.

Il conflitto ha avuto inizio nel novembre 2020 quando il primo ministro etiope Abiy Ahmed ha lanciato un’operazione militare nella regione per rovesciare le autorità ribelli del Tigray nate dal Fronte popolare di liberazione del Tigray (TPLF), accusandole di aver attaccato dei campi dell’esercito federale. Dall’inizio del conflitto, la regione è andata incontro a penurie di prodotti alimentari e l’accesso a servizi essenziali come l’elettricità, le telecomunicazioni e le banche è stato drasticamente ridotto. I combattimenti hanno avuto una pausa durante la tregua umanitaria, per permettere la ripresa dei convogli di aiuti internazionali verso il Tigray.

Secondo Tedros Adhanom Ghebreyesus, però, i prodotti alimentari e i medicinali sono arrivati nella regione col contagocce. “Tutti coloro che sono impegnati in campo umanitario sono delusi dagli sforzi della comunità internazionale rispetto alla situazione nel Tigray. Non facciamo progressi da più di 21 mesi e la situazione di blocco ha creato condizioni inumane”, ha dichiarato durante la conferenza stampa il Dr. Soce Ibrahima Fall, vicedirettore generale dell’OMS per gli interventi nelle situazioni d’urgenza. “È una situazione estrema che richiede sforzi eccezionali da parte della comunità internazionale per salvare vite”, ha detto.

 

Traduzione di Sara Concato via africaradio.com e ici.radio-canada.ca

Immagine di copertina via twitter.com/UNICEF_Italia

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