Pegasus, il software che spia giornalisti, attivisti per i diritti umani e politici

Grazie a un’indagine congiunta di numerosi media internazionali è emerso che diversi governi del mondo avrebbero sorvegliato migliaia di persone.

Un software israeliano nato per combattere criminalità e terrorismo trasformato in “oggetto dei desideri” di vari governi di tutto il mondo per spiare migliaia tra giornalisti, attivisti per i diritti umani, politici, avvocati. Attraverso lo spyware Pegasus, come spiega il quotidiano britannico Guardian, governi autoritari ne avrebbero fatto un uso illegale.

Sono 16 le testate giornalistiche internazionali che hanno lavorato insieme a Forbidden Stories, organizzazione giornalistica francese, con il supporto tecnico di Amnesty International, per smascherare quello che potrebbe diventare uno scandalo globale a tutti gli effetti. Parliamo, tra gli altri, di Azerbaigian, Arabia Saudita, Kazakistan, India, Emirati Arabi Uniti e dell’Ungheria di Viktor Orbán, unico Paese europeo coinvolto.

L’elenco entrato in possesso dei vari quotidiani si compone di ben 50mila numeri di telefono che potrebbero essere spiati con Pegasus. Tra questi,  anche quelli di 37 persone legate al giornalista Jamal Khashoggi, assassinato il 2 ottobre 2018, di Roula Khalaf, direttrice del Financial Times, di due giornalisti dell’agenzia investigativa ungherese Direkt36.

Per Etienne Maynier, del Security Lab Amnesty International, “le massicce violazioni dei diritti umani che Pegasus facilita devono finire. La nostra speranza è che le prove schiaccianti che saranno pubblicate questa settimana spingeranno i governi a mettere sotto controllo un’industria della sorveglianza che ora è fuori controllo”.

(a cura della redazione)

Immagine di copertina via twitter.com/FbdnStories

 

Potrebbero interessarti anche...

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Privacy Preference Center

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: