A Palermo in mostra la Praga del 1968

Fino al 31 gennaio 2019 ai Cantieri Cultirali della Zisa di Palermo una mostra dedicata al fotografo Josef Koudelka, con gli scatti riguardanti l’invasione di Praga del 1968

La “Primavera di Praga” nell’autunno palermitano; un occhio a un periodo storico importante e di grande cambiamento per un intero popolo, raccontato e raffigurato dagli scatti toccanti e graffianti di Josef Koudelka. La mostra è stata inaugurata il 27 ottobre nel Centro Internazionale di Fotografia di Palermo, presso i Cantieri della Zisa, dal titolo “Invasion Prague ‘68 e sarà aperta fino al 31 gennaio 2019.

L’esposizione è strutturata all’interno di uno dei saloni dei Cantieri della Zisa, accompagnando il visitatore attraverso un percorso non a senso unico ma circolare, in una sala dalle pareti scure che risaltano ancora di più quelle fotografie in bianco e nero così forti e toccanti. Il racconto delle foto parte da ciò che accade quel 2 agosto 1968, quando i carri armati russi posero fine alla famosa primavera di Praga.

Ciò che colpisce maggiormente è la condizione umana di quegli anni in un Paese stanco e portato alla fame dalla seconda guerra mondiale: gli occhi spenti di una signora sul ciglio della strada, un freddo carro armato che avanza per le strade principali di quello che una volta era un nobile centro storico, i soldati a tenere a freno la rivolta tra fuoco e violenza. Ma allo stesso modo, queste foto così fredde, lasciano traspirare un fascio di luce di speranza, come un’energia positiva in base a come e in che ordine si osservino: dei ragazzi in lotta per la libertà (e la liberazione) del proprio paese, uno soffio di speranza (per quella che poi è divenuta Praga e tutta la Cecoslovacchia, poi divisa pacificamente in Repubblica Ceca e Slovacchia), un signore che tiene in mano il giornale di quei giorni e dei ragazzi con la bandiera alta sopra i carri armati; fotografie che meritano di essere osservate per parecchi minuti, non solo come semplice repertorio documentaristico ma anche come arte vera e propria, con punti focali, prospettive e gusto della fotografia.

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Alla fine della grande sala si accede a una saletta proiezioni, dove un filmato ripropone momenti di quel periodo storico, con testimonianze e racconti dello stesso Josef Koubulka. All’evento era presente l’autore degli scatti, che si è prestato alle interviste, raccontando come quelle foto di “uno sconosciuto fotografo ceco” arrivarono all’agenzia Magnum, di come soltanto in seguito vennero attribuite a lui, quando già avevano vinto il Premio Robert Capa, raccontando inoltre della sua filosofia fotografica e spiegando parte delle foto scelte per l’evento, infine ha brindato insieme ai presenti all’inaugurazione della mostra.

Ancora una volta Palermo si conferma grande amante della fotografia storica (il grande numero di presenti lo testimonia) e la città prosegue la sua programmazione di cultura e arte che ha già portato nomi come Steve McCurryHenri Cartier-Bresson e Ferdinando Scianna.

Sergio Basilio

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