“L’età dell’oro” di Cyril Pedrosa ha il volto di una donna

In una graphic novel dall’ambientazione medievale Cyril Pedrosa e Roxanne Moreil incoraggiano il lettore a non perdere la speranza e ribadiscono l’urgenza a lottare per un mondo migliore

Torna in libreria, a tre anni di distanza dalla sua ultima opera, Cyril Pedrosa, noto al grande pubblico per quel piccolo capolavoro autobiografico del 2011 chiamato Portugal.

Questa volta il fumettista francese presenta, in coppia con Roxanne Moreil, L’età dell’oro – Volume 1, un’opera ambiziosa divisa in due volumi, di cui al momento è disponibile solo la prima parte edita in Italia da BAO Publishing.

La graphic novel si presenta inizialmente come un appassionato omaggio al romanzo medievale, senza però volerne essere una pedissequa riproduzione sotto forma di disegno.

L’età dell’oro infatti ha solo le fattezze esteriori delle gesta d’armi e dei cavalieri di quel tempo ma rivela in realtà, pagina dopo pagina, la volontà di voler essere a suo modo un romanzo di denuncia sociale, in cui la cornice storica non intacca minimamente i temi descritti, che si rivelano essere quantomai attuali.

Sono gli stessi autori a raccontare, nel corso della recente presentazione del libro a Milano, come la sceneggiatura sia nata dalla loro percezione di una perdita di speranza diffusa e comune a tutti i livelli della società. Ed è stata proprio questa disillusione collettiva la spinta necessaria per scrivere L’età dell’oro e, come afferma Pedrosa “a tornare a credere nell’utopia, credere che le cose possano davvero migliorare”.

Protagonista ante litteram è Tilda, figlia primogenita del re defunto ed erede al trono. Spodestata ed esiliata dal fratello, la giovane principessa inizia un percorso di formazione e scoperta di sé stessa, guidata e aiutata dal fedele Tankred e dall’amico d’infanzia Bertil, verso la riconquista del suo regno.

Il personaggio di Tilda è sicuramente l’elemento che maggiormente svela la modernità dell’opera. Se la letteratura ci ha sempre abituato a leggere le gesta di uomini coraggiosi, protagonisti dei romanzi medievali, qui Cyril Pedrosa e Roxanne Moreil rompono gli schemi e consegnano al lettore un’eroina indipendente, capace di lottare e d’imporsi in una narrazione che ha sempre relegato le donne al mero ruolo dell’oggetto amato.

ciryl pedrosa

Cyril Pedrosa e Roxanne Moreil

Una scelta che non è affatto casuale, come sottolineano entrambi. In un’epoca caratterizzata da una sempre maggior ondata di empowerment femminile in tanti ambiti della società, decidere di scegliere una ragazza come protagonista di questa saga d’altri tempi è un ulteriore modo per sottolineare i cambiamenti che stanno avvenendo.

Così come non è casuale la scelta di concentrare molte pagine del racconto sull’incontro dei protagonisti con una comune di sole donne, auto-esiliatesi nel centro di una foresta in cui gli uomini sono banditi e in cui vige un forte codice etico e un’indipendenza assoluta da qualunque potere esterno. Si avverte quasi l’urgenza di raccontare un altro volto delle donne, speso poco approfondito, ovvero la loro capacità di far gruppo di fronte le avversità, riuscendo a stabilire un equilibrio duraturo

Se da un lato quindi il tema dell’emancipazione femminile investe buona parte del romanzo, è indubbio però che le disuguaglianze di classe e il desiderio di una società basata sulla solidarietà quale motore portante, rimangono il fulcro di questo primo volume.

Non si può cambiare l’ordine naturale del mondo.
Pensate che il mondo sia nato così? Con alberi, fiumi, vento, sole… padroni e servitori?

Ci ritroviamo così a seguire il percorso di formazione di Tilda e Bertil, che si scontreranno nel corso della storia con l’abbandono dei loro ideali per seguirne di nuovi, sullo sfondo di una società non così lontana dalla nostra, piegata dalle ingiustizie e dal potere della classe politica.

Con un cliffhanger conclusivo degno del finale di stagione di una serie tv, il primo volume de L’età dell’oro conferma il talento narrativo di Cyril Pedrosa, qui capace di coniugare egregiamente un tratto avvolgente dal sapore retrò e dai colori quasi onirici, a una sceneggiatura capace di restituire la musicalità del linguaggio dell’epoca pur trattando temi assolutamente contemporanei.

Non resta che aspettare l’uscita del secondo libro, prevista per il prossimo anno, per scoprire il destino di Tilda e Bertil, sperando allo stesso tempo di riuscire a trovare anche una piccola speranza per il nostro “regno”.

                                                                Alessia Carlozzo

L’età dell’oro – Volume 1
Cyril Pedrosa, Roxanne Moreil
BAO Publishing
pp. 232

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