La Virtus Roma batte Roseto in gara-3 (84-75) e conquista la salvezza

Roma supera Roseto e centra la salvezza al termine di un’annata complicata. Una breve analisi sul (primo?) triennio di A2, alla ricerca di un futuro migliore

virtus roma

Foto di Marta Bandino | Ghigliottina

LA PARTITA – Avvio di gara contratto per Roma, con Roseto che trova il primo canestro del match con Carlino (0-3). I capitolini provano a scuotersi con Thomas ma gli abruzzesi agguantano il pari sempre con Carlino (9-9).

La tensione domina entrambe le squadre ma i padroni di casa con due triple in fila di Parente e Chessa provano a scappare via (17-12), senza sfuggire però alla morsa di un Carlino incontenibile dalla distanza, che porta Roseto sul -1 (18-17) al 10’.

Si procede per piccoli passi anche nel secondo quarto, con Chessa dal perimetro a siglare il 25-21 ed i liberi di Contento a tenere a contatto Roseto (27-26). Gli abruzzesi trovano anche il vantaggio con Di Bonaventura, prima che sia ancora Chessa dall’arco a provare a staccare gli ‘squali’ (38-32).

Roseto prova a ricucire lo strappo arrivando fino al -2 (40-38), prima che l’improvvisa accelerazione di Thomas valga quel +7 (45-38) con cui la Virtus torna negli spogliatoi.

Inizio di secondo tempo distratto per Roma, che vede Carlino e Lupusor accorciare fino al -2 (45-43) per Roseto. Thomas e Raucci scuotono il tabellino dei capitolini, ridando un minimo di ossigeno (50-45). Chessa riallunga dal perimetro (54-47), Marulli accorcia dalla stessa distanza (56-52) ma ecco che il match sembra prendere la strada di Roma.

Una fatale e rapida accoppiata tecnico-antisportivo a Contento causa l’espulsione dell’ex Agropoli, mandando Roseto su tutte le furie. A cronometro fermo la Virtus è libera di incrementare il suo vantaggio fino al +11 (63-52), con la tripla sulla sirena di Carlino che chiude il terzo quarto sul 63-55, tenendo Roseto ancora in vita.

Filloy-Parente-Thomas: tre marcatori diversi per tre triple capitoline in fila, che fanno sprofondare gli abruzzesi sul -13 (72-59). Ogide e Carlino reagiscono per il -6 (72-66) e Thomas risponde dall’arco (75-70), con l’esterno virtussino che poco dopo si prende un antisportivo che rischia di orientare l’inerzia del match verso gli adriatici.

Sarà Chessa a segnare un fondamentale canestro scaccia-fantasmi (75-70). Marulli accorcia dall’arco per il -4 (77-73), ma Roma dalla lunetta allunga fino all’82-75. Una sanguinosa palla persa di Carlino mette però la parola ‘fine’ sulle speranze di rimonta di Roseto, che non troverà più la via del canestro. Roma vince 84-75 (2 a 1 nella serie) e conquista la permanenza in serie A2.

Claudio Toti

IL COMMENTO – Una stagione estenuante quella chiusa quest’oggi per la Virtus Roma, che ha visto alternarsi tre allenatori, al cospetto di limiti, errori in fase di costruzione della squadra e infortuni, con una carenza di risultati che ha costretto i capitolini a doversi salvare passando per i playout. La permanenza in A2 viene ottenuta su una Roseto che ora avrà una seconda occasione contro Napoli.

Il 2 a 1 nella serie maturato oggi al Palazzetto dello Sport porta la firma di un ritrovato Chessa, che in questo playout ha fatto valere tutta la sua fondamentale esperienza, e di un Thomas da 25+10 nell’odierna gara-3, senza poter omettere il basilare e fisico apporto difensivo di Raucci, che ha coperto le lacune di un Roberts sottotono.

Dopo le sciocchezze costate gara-2, la Virtus è stata brava ad approfittare dell’espulsione di Contento, che nel terzo quarto paga a caro prezzo una terribile ‘combo’ tecnico-antisportivo (quest’ultimo dubbio). Da quel momento Roma ha preso il controllo del match senza più perderlo, nonostante il cuore degli adriatici nel tentare l’ennesimo rientro in questa serie playout.

È salvezza per la Virtus, che evita così l’onta della Serie B. Piero Bucchi riesce nella missione affidatagli due mesi fa, avendo dato un’identità caratteriale ad una squadra che ne è stata priva troppo a lungo, lavorando in particolare sulle individualità più complicate. Anche se la principale domanda rimane…

ED ORA, QUALE FUTURO? – La salvezza raggiunta quest’oggi coincide con la fine di quel triennio che il Presidente Toti aveva indicato come linea temporale di riferimento dopo la dolorosa auto-retrocessione in A2. A dire il vero ci fu un secondo countdown triennale, partito con l’era Corbani e che mirava alla promozione in A1 nel 2020. Dato che il progetto con il coach milanese si è sgretolato anzitempo, prendiamo per buone le intenzioni manifestate nell’estate del 2015. In questo triennio si è costruito poco o nulla, con gli spinosi casi ‘Unicusano’ ed ‘esclusione dal campionato 2016/17’ che, al netto dei favorevoli esiti processuali, hanno minato nelle fondamenta qualsiasi parvenza di progettualità ci fosse.

Sul campo pesano i due playout disputati. L’unico percorso che ha goduto di credibilità tecnica e di risultati è stato quello della coppia Giofrè-Corbani, che nello scorso campionato ha portato gli accessi a Coppa Italia e playoff con un gioco rapido e divertente, che non ha convinto tutti ma quantomeno ha regalato vittorie e serenità. Ma tale strada si è sciolta come neve al sole, con il GM mandato via causa dissidi sul mercato ed il coach ex Cantù esonerato dopo il difficile avvio nella stagione corrente.

La sensazione, ancora una volta, è di essere nuovamente al punto di partenza. Il lento declino degli ultimi anni, tra rinunce e cambi di palcoscenico, ha sfinito i tifosi capitolini, ma probabilmente ha fiaccato anche lo stesso Toti. Analizzare obiettivamente la (quasi) ventennale presidenza dell’ingegnere classe ’54 richiede un’opera più approfondita: da un lato sarebbe miope evidenziare esclusivamente auto-retrocessione ed una ‘casa della Virtus’ mai realizzata, ma dall’altro sarebbe indulgente aggrapparsi ai campioni passati per l’Urbe con finali scudetto e partecipazioni all’Eurolega annesse.

Nelle ultime settimane, su alcuni quotidiani, si è diffusa la notizia dell’interessamento alla Virtus di una società di servizi finanziari, confermata pochi giorni fa direttamente dal Presidente Toti. Le trattative proseguono serrate ed ancora vige incertezza su quale potrebbe essere la soluzione da adottare per permettere l’ingresso in società degli eventuali nuovi soci. Sta di fatto che in un’epoca in cui la pallacanestro italiana non vive più di mecenati, un’iniezione esterna potrebbe rappresentare quella scossa di cui Roma necessita per risvegliarsi da uno stato asfittico. Vedremo nei prossimi giorni cosa accadrà e quello che sarà della storica società capitolina. A partire dalla stagione 2018/19, che in Serie A2, con tre promozioni e cinque retrocessioni, sarà più agguerrita e complicata che mai.

VIRTUS ROMA-ROSETO 84-75 (18-17; 45-38; 63-55)

ROMA: Maresca 2, Chessa 20, Baldasso 3, Lucarelli ne, Landi 7, Filloy 3, Roberts 9, Thomas 25, Parente 6, Raucci 9. All.: Bucchi

ROSETO: Carlino 22, Ogide 11, Lupusor 9, Contento 7, Di Bonaventura 6, Lusvarghi, Zampini 2, Casagrande 4, Marulli 10, Infante 4. All.: Di Paolantonio

Matteo Buccellato

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