Quale governo per la nuova Svezia?

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I Social Democratici sono il primo partito ma servirà una coalizione

di Sara Gullace

602-408-20140915_074404_541F1743È tutta in salita la strada del neo Governo svedese. Stefan Lovfen in questi giorni ha il difficile compito di formare un gabinetto per guidare il Paese nei prossimi 4 anni. Con le consultazioni in corso, trovare punti di incontro si sta rivelando più arduo del previsto. Questo, nonostante il futuro Primo Ministro si sia dichiarato, subito dopo la vittoria, “Aperto alla collaborazione tra le diverse parti politiche” – fatta eccezione per i Democratici Svedesi (DS), partito di estrema destra che si è affermato quale terza forza del Paese.

Vogliamo collaborare – ha sottolineato – per formare un blocco politico senza confini“. Il primo dialogo per l’alleanza è stato intavolato con i Verdi ma le differenze non sono poche o facilmente superabili, soprattutto per quanto riguarda infrastrutture e nucleare. Del resto, anche con l’appoggio del partito ecologista, Lovfen raggiungerebbe appena il 38%. Ed una coalizione con la sinistra sembra ancora meno probabile: la Left Party ha puntato tutto sulla linea dura alla privatizzazione, e difficilmente farebbe marcia indietro.

Dopo otto anni di governo di centro destra di Reinfeldt, il 14 settembre scorso gli svedesi hanno scelto di cambiare rotta. Hanno premiato i Social Democratici di Lovfen, primo partito con il 31,2%. Di seguito, ma con distacco (23,2%), i Moderati del Primo Ministro uscente. Il vero successo, dicevamo, è dei DS guidati dal 35enne Akesson, entrati in parlamento per la prima volta nel 2010. Mentre il risultato di Lovfen risulta come il minimo storico, gli estremisti del giovane Akesson sono in ascesa: alle precedenti elezioni, infatti, aveva ottenuto il 5,7% mentre oggi ha raggiunto il 12,9% e siederà su 49 dei 349 seggi in parlamento.

Segnali di cambiamento. I cambi di governo sono frequenti in quei Paesi afflitti da crisi economiche o socio-politiche. Non è il caso della Svezia. Durante il suo doppio mandato, il centro destra ha garantito al Paese un reddito pro capite più alto della media europea, ha tenuto la disoccupazione ai minimi internazionali (anche se la giovanile è cresciuta) permettendo agli svedesi di attraversare la crisi degli ultimi anni a testa alta e senza baratri socio economici.

Una situazione di positività, quindi, che, però, è stata possibile riducendo un sistema di Welfare che era stato un modello per tutta l’Europa. Oltre a recriminare sulle riduzioni dello Stato Sociale, l’opinione pubblica si è dimostrata sensibile ai forti flussi di immigrazione dell’ultimo biennio. L’aumento di rifugiati e di popolazione immigrata ha generato ansie xenofobe che il piano anti-immigrazione dell’estrema destra ha promesso di soddisfare, a differenza del governo in carica che l’aveva resa possibile. A Reinfeldt, così, non è servito far leva sulla buona gestione del suo (duplice) mandato.

Stefan Lovfen aveva fondato la sua campagna elettorale sulla promessa di ulteriore crescita economica, investimento pubblico ed una ripartizione di tasse per aziende e privati equa e più proporzionale al reddito. Forte attenzione era stata posta anche sulla qualità della sanità, dell’assistenza agli anziani e dell’educazione come settore pubblico, là dove Reinfeldt aveva lasciato spazio crescente al privato.

I Democratici Svedesi di Jimmie Akesson, come dicevamo, hanno acquisito consenso con lo stop ai flussi di immigrazione ed una campagna che ha fatto leva su sicurezza, difesa e nazionalizzazione. Soprattutto nel sud del Paese, dove l’informazione globale stenta a decollare ed è stato facile far passare il messaggio di un ritardo economico per fondi destinati a non autoctoni. Per il giovane leader “L’Islam è il nazismo ed il comunismo del nostro tempo“. Il nemico numero uno. La sua tolleranza zero ha conquistato quel 13% di preferenze che, come abbiamo visto, ha spostato l’ago della bilancia: ha scalfito le certezze della destra uscente e, al tempo stesso, ha minato quelle della sinistra di Lovfen.

Le prossime settimane saranno cruciali per definire la coalizione: Lovfen dovrà arginare i DS e conquistare la fiducia delle altre parti democratiche.

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