Hockey su ghiaccio: Bolzano conquista l’Austria

I Foxes sul tetto della Coppa Ebel: prima italiana a vincere il torneo transfrontaliero

di Gabriele Farina
su Twitter @Gabri3_0

bolzano hockey 01Eccellenza d’esportazione. Il Bolzano dell’hockey su ghiaccio è diventato il primo club “non austriaco” a conquistare la Coppa Ebel, un torneo transfrontaliero d’elite a cui partecipano formazioni della Repubblica Ceca, dell’Ungheria e ovviamente dell’Austria.

Dopo diciannove scudetti in Italia, i biancorossi sono subito riusciti a imporre la loro forza al primo tentativo. Un’impresa raggiunta a Salisburgo, 3-2 ai supplementari contro i padroni di casa. Una doppia rimonta contro una delle squadre a migliori d’Europa, poi la rete del successo, siglata da Ziga Pance, nazionale della Slovenia.

Un punto, quest’ultimo, su cui dovrà lavorare tanto il gruppo azzurro. La nazionale dell’hockey non ha mai brillato come in altri sport, ma in passato è riuscita a tagliare traguardi importanti a livello internazionale. Negli anni Cinquanta è arrivato un quarto posto ai Campionati del mondo e un settimo alle Olimpiadi di Cortina d’Ampezzo del 1956. Nell’ultimo periodo le stecche si sono arrugginite.

Dal 2000 l’Italia non fa meglio del nono posto, con scivolamenti vari nel gruppo B, nella rassegna iridata. Peggio ancora forse nella competizione a cinque cerchi. Dopo il nono posto di Lillehammer nel 1994, un dodicesimo posto a Nagano (1998), un undicesimo posto a Torino (2006) e poi nulla. Nel vero senso della parola. La nazionale azzurra è stata assente sia a Salt Lake City (2002), sia a Vancouver (2010) e infine a Sochi (2014).

Ciò nonostante ci siano quattro giocatori della squadra altoatesina nella selezione: il difensore  Alexander Egger e gli attaccanti Markus Gander, Marco Insam e Anton Bernard.

Skaterche, insieme alla squadra di Tom Pokel, sono migrati dallo scorso alla ricerca di nuove sfide. Il campionato tricolore era infatti giudicato “di pochi stimoli”, tanto che anche il numero degli spettatori si era andato progressivamente riducendo.

Un cammino che poteva sembrare di assestamento e che invece si è rivelato una vera e propria sorpresa. I biancorossi hanno cominciato a inanellare successi su successi e hanno riconquistato il proprio pubblico, con numeri di biglietti venduti che hanno raggiunto le “quote d’oro” dei primi anni Novanta.

Gli altoatesini sono giunti così, quasi a sorpresa, tra le prime otto. Sembrava già tanto, invece il meglio doveva ancora venire. Ai quarti i Foxes hanno sconfitto gli ungheresi del Sapa Fehervar, in semifinale hanno battuto il Villach, formazione austriaca tra le favorite per il titolo. Vittorie alla base del trionfo al cardiopalma contro il Red Bull, proprio a Salisburgo. Due partite vinte dagli italiani, due dagli austriaci, poi la rete di Pance ha fatto alzare il trofeo. Grande merito va anche alle parate di Jaroslaw Hübl, estremo difensore ceco.

Alla prima partecipazione all’Erste Bank Eishockey Liga, gli altoatesini hanno quindi ottenuto il trofeo più importante, strappandolo per la prima volta a una formazione dell’Austria, per cui il torneo vale come un campionato nazionale. Una vittoria di un’eccellenza italiana, seppur Oltralpe. Gli altoatesini avevano già stupito nel dicembre del 1994, quando al Palaonda avevano conquistato la Coppa 6 Nazioni.

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