Basket: il grande comeback della NBA

Da domani sera parte la Lega più appassionante, con un’annata tutta improntata sui ritorni e sui “fab four” italiani Bargnani, Gallinari, Belinelli e Datome

di Stefano Brienza
Su Twitter @BrienzaStefano

La campagna #thereturn per Derrick Rose (fonte immagine: exquisitesportstalk.wordpress.com)

La campagna #thereturn per Derrick Rose (fonte immagine: exquisitesportstalk.wordpress.com)

I’m back”. Dal 19 marzo 1995 il ritorno in grande stile di Sua Maestà Michael Jordan rese queste due semplici parole un dogma, una spinta ispiratrice per tanti sportivi che sono risorti dalle ceneri.

Da quelle due parole in poi, il concetto di comeback ha invaso lo sport – soprattutto quello americano – di storie che spesso rendono più umani campioni che solitamente sembrano appartenere ad un’altra categoria.

In NBA, ovviamente, più che in ogni altro ambito. Prima che diventasse una pratica seguita anche da giocatori già ritiratisi e ormai alla frutta (chi ha detto Iverson?), il comeback altro non era che un pensiero fisso nella testa di una persona che non vuole far altro che tornare a performare e vincere.

La stagione 2013/14, che inizierà domani sera, sarà la grande annata dei comeback. E basta osservare il calendario dell’Opening Night per estrapolare alcuni dei temi più caldi dell’anno, tolta un’Indiana-Orlando davvero di poco interesse, se non per il debutto della seconda assoluta dei Magic Oladipo, vista la disparità fra le due.

Il ritorno più annunciato dell’anno (scorso), forse il più “pompato” della storia dei media con la campagna #thereturn di Adidas, avverrà all’1 italiana, quando Derrick Rose tornerà a calcare i parquet che nel 2011 l’avevano reso MVP e, un anno dopo, gli avevano tolto un legamento ed un anno di basket. Avversario? Proprio quei Miami Heat che hanno appena completato un repeat e non vedono l’ora di tornare a vincere ancora. Insomma, una partita che offre tantissima carne al fuoco, dopo che Rose in preseason è sembrato immarcabile ed esplosivo come un tempo.

Gli Heat di Lebron James saranno ovviamente gli osservati speciali numero uno dell’anno, ma di squadre che possono dar fastidio ce ne saranno tante. Una sono gli stessi Indiana Pacers, che da due anni ai playoff sfiorano l’impresa di battere Re Lebron con la propria pallacanestro europea. Un’altra potrebbero essere i Bulls di Rose, giunti fino alla semifinale di Conference l’anno scorso anche senza il proprio leader.

Kobe Bryant tornerà a volare? (fonte immagine: nbaarena.com)

Kobe Bryant tornerà a volare? (fonte immagine: nbaarena.com)

Al quinto anno di gestione Prokhorov, anche i Nets sono pronti a far parte dell’élite dopo aver completato una squadra da paura con le leggende veterane Pierce e Garnett ad affiancarsi ai vari Williams, Lopez e Johnson. Forse a livello tattico la squadra più interessante da seguire saranno proprio loro, guidati da un Jason Kidd alla prima esperienza da allenatore che dovrà saper amalgamare dentro e fuori dal campo un gruppo pieno di primedonne.

L’ultima partita in programma il 29 ottobre sarà il derby di Los Angeles, che dall’anno scorso per la prima volta vede i Clippers nelle vesti della squadra da battere. Con Doc Rivers e i puntelli messi al roster la squadra di Paul e Griffin quest’anno contenderà seriamente per le Finals ad Ovest. Avversari? I soliti Spurs, ovviamente, arrivati letteralmente a pochi secondi (o centimetri: la tripla di Allen, il gancio di Duncan, il rimbalzo offensivo di Bosh) dall’anello a giugno.

E poi i Thunder di Kevin Durant, che aspettano il comeback post-infortunio di Russell Westbrook, al quale mancano ancora un paio di mesi prima di tornare a devastare le aree avversarie. Si potrebbero inserire i nuovi Rockets: quello di Dwight Howard non sarà un vero e proprio ritorno, ma l’annata vissuta ai Lakers è stata una parentesi da dimenticare per colui che, fino ai problemi alla schiena, era il centro più determinante della Lega.

A proposito di Lakers, se c’è un comeback che divide le opinioni, scalda gli animi e dimostra cosa vuol dire aver passione per il gioco, sarà sicuramente quello di Kobe Bryant. Rotto il tendine il 12 aprile, il trentacinquenne Black Mamba ha più volte dichiarato di voler tornare per l’inizio della stagione, attuando un recupero praticamente impossibile anche per un ragazzino.

Ancora non è conosciuta la data del suo rientro, ma riuscirà senz’altro a stupire tutti come fa ormai da 17 anni di NBA. La lega dei ritorni incredibili, la lega che tornerà a scaldare i cuori del mondo intero domani sera, per il sessantottesimo anno, il trentesimo ed ultimo dell’era da commissioner di David Stern.

Infine i ragazzi di casa nostra. Andate a spulciarvi, se ancora non lo avete fatto, la nostra preview su Bargnani, Gallinari, Belinelli e il nuovo “Jesus” di Detroit, Gigi Datome.

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