Formula 1: Vettel trionfa anche in India e cala il poker mondiale

Il pilota tedesco domina a Nuova Delhi e per la quarta volta consecutiva vince il titolo mondiale. Massa arriva quarto, Alonso solo 11° e la Red Bull si porta a casa anche il titolo costruttori

di Marina Cavaliere
su Twitter @CavaliereMarina

L'esultanza di Vettel a fine gara

L’esultanza di Vettel a fine gara

Nessuna sorpresa e giù il cappello: Sebastian Vettel trionfa in India e si laurea, per la quarta volta consecutiva, campione del mondo. Per il titolo era ormai solo questione di tempo e si sapeva da un bel pezzo che anche quest’anno nessuno sarebbe riuscito a mettere i bastoni tra le ruote al tedeschino della Red Bull.

Sepang, Sakhir, Montréal, Nurburgring, Spa-Francorchamps, Monza, Marina Bay, Yeongam, Suzuka e infine Nuova Delhi le tappe nelle quali il pilota ha trionfato prima di andare a vincere il titolo mondiale e regalare al suo team anche il mondiale costruttori.

Bottino pieno quindi per il 26enne “mangia-record” che è andato così a eguagliare il primato di Alain Prost e si prepara a raggiungere i prossimi traguardi, impegnativi sì ma non così impossibili per uno come Vettel:  battere Juan-Manuel Fangio (cinque titoli mondiali) e il “Kaiser” Michael Schumacher, sette volte iridato. Non impossibili per uno che di record ne ha bruciati già parecchi nella sua breve ma intensa carriera: pilota più giovane di sempre ad aver ottenuto punti (Indianapolis 2007), a conquistare pole position, podio e vittoria (Monza 2008) e ovviamente pilota più giovane di sempre ad aver vinto un titolo mondiale, quello del 2010.

Il podio del Gp di India

Il podio del Gp di India

Dall’anno del suo debutto in Formula 1 nel 2007 il tedesco di Heppenheim si è fatto le ossa prima con BMW Sauber e poi con Toro Rosso prima di approdare alla Red Bull, la scuderia dove con il genio Adrian Newey avrebbe poi scritto la storia delle quattro ruote. Dal 2010 i due hanno letteralmente decimato la concorrenza: un esempio la stagione 2011, l’anno dei grandi primati con  15 pole position su 19 gare, 11 vittorie, 5 secondi posti, un terzo posto, 392 punti in classifica finale.

Che “Seb” guidi una macchina senza eguali è indubbiamente vero ma ridurre esclusivamente a questo fattore il motivo delle sue vittorie sarebbe altrettanto ingiusto: il ragazzo è un predestinato e se anche la sua scia di successi si fermasse qui, avrebbe comunque contribuito a scrivere la storia della Formula 1. E poi, è anche vero che il suo compagno di scuderia Mark Webber guida la stessa identica macchina non riuscendo però mai ad andare neanche vicino ai risultati del “collega”. 

È una sensazione indescrivibile – ha dichiarato raggiante Vettel a fine gara –, tutto è stato perfetto. Voglio ringraziare la squadra per il lavoro sulla macchina: abbiamo ottenuto grandi risultati nelle ultime stagioni. Incredibile pensare al mio nome accostato a quelli di Alain Prost, Juan-Manuel Fangio e Michael Schumacher. Sono ancora troppo giovane per capire cosa significa. Solo con il tempo riuscirò a rendermi conto di tutto ciò. Voglio ringraziare i miei genitori perché hanno sacrificato parte della loro vita per me e perché hanno sempre assecondato la mia passione fin da quando ho iniziato a 10 anni sui kart”, ha detto dal podio il nuovo campione del mondo che, almeno in questa occasione, non è riuscito a trattenere l’emozione. “Non è stata una stagione facile anche se dell’esterno si pensa che avevamo tutto in mano. Ho subito anche delle contestazioni, ma ho cercato sempre di rispondere in pista e sono fiero di quello che ho fatto”, ha concluso.

Le lacrime di Vettel dopo la conquista del titolo 2010

Le lacrime di Vettel dopo la conquista del titolo 2010

Un percorso facilitato anche dalla inconsistenza della Ferrari, piloti inclusi, che non è mai riuscita non solo a raggiungere i livelli Red Bull ma neanche mai a impensierire la scuderia avversaria. Ne è un esempio lampante la corsa di ieri in India, dove Alonso non è riuscito ad andare oltre un deludente 11° posto. È vero che il pilota spagnolo è stato penalizzato da un contatto a inizio gara con Webber, poi costretto ad abbandonare la gara, come è altrettanto vero che questi incidenti di percorso non possono essere usate come scuse. Così la Ferrari è riuscita a perdere anche la testa del mondiale costruttori e in queste ultime tre gare, dovrà cercare di portare a casa l’unico “trofeo” che le è rimasto, ovvero il secondo posto. “Come conquistare il secondo posto nella classifica dei costruttori? Dobbiamo fare dei podi, se arriviamo davanti togliamo punti agli altri. Dobbiamo fare meglio a cominciare da Abu Dhabi con tutte e due le macchine possibilmente. Vettel?Dobbiamo fare i complimenti a lui e alla Red Bull, hanno fatto meglio, sono stati loro i migliori”, le parole di Alonso a fine gara.

Più soddisfatto del Gp indiano si può dire il compagno di scuderia Felipe Massa che è riuscito ad arrivare ai piedi del podio, dietro Rosberg e Grosjean. A seguire il brasiliano invece Perez, Hamilton, Raikkonen, Di Resta, Sutil e Ricciardo in zona punti.

Neanche il tempo di festeggiare per Vettel e compagni che bisogna già prepararsi e partire per la prossimo gara, in programma il primo weekend di novembre ad Abu Dhabi. Ormai la Red Bull ha vinto tutto quello che si poteva vincere, ora tocca alla Ferrari difendere il secondo posto nella classifica piloti e in quella costruttori.

(fonti immagini: formula1.com e derapate.it)

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