Italian Heritage Award, un premio tutto italiano per i Beni Culturali

Lo scopo è quello di promuovere i Beni Culturali e premiare chi si occupa della loro conservazione e diffusione

di Alessia Signorelli (@lasignorelli)

fonte immagine: italianheritageaward.org

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L’ “Italian Heritage Award colma il vuoto nell’ambito dei riconoscimenti internazionali di merito che perdura nel mondo e anche nel nostro Paese riguardo proprio una delle sue maggiori eccellenze: il patrimonio artistico culturale.”

Queste le parole di presentazione sulle homepage del sito web, alla voce “Le ragioni del premio”.

Si perde nella notte di tempi, oramai, non tanto il dibattito quanto l’appurata certezza che un Paese come l’Italia avrebbe tutto da guadagnare, sia in termini di “prestigio” che più semplicemente in termini economici dallo sfruttamento oculato del proprio patrimonio artistico e culturale; ed altrettanto “vecchio” è lo spiel sulla tanto lamentata inadeguatezza della conservazione di alcuni siti archeologici o storici (vedi Pompei e la Reggia di Caserta, per citare due casi che di eclatante oramai non hanno più niente, ma di sconfortante invece continuano ad avere molto), sui tagli alla cultura e relative conseguenze, dei quali questo settimanale si è occupato più e più volte, degli scandali vari che hanno portato a commissariamenti, chiusure, ridimensionamenti. E le lotte di potere non risparmiano nemmeno l’arte e la cultura, oramai oggetti passivi più che soggetti attivi, che si lasciano sballottare inconsapevoli a seconda degli umori di chi si trova “nella stanza dei bottoni.”

E’ vero, c’è un vuoto che questo premio, abbiamo già detto, vuole colmare. E per colmarlo, non è stata lasciata fuori alcuna sezione relativa alla conservazione e divulgazione della cultura e dell’arte; si rivolge, insomma, a tutti: dai restauratori (tutta la categoria dei restauratori d’arte), alle Università, alle Fondazioni, le Soprintendenze, gli Istituti di Ricerca…l’elenco è lungo ed è tutto dettagliatamente pubblicato sempre nel sito. Si vuole premiare, insomma, lo sforzo e l’eccellenza dello sforzo conservativo ed erogativo, la ricerca (croce e delizia di questo Paese, dove essere ricercatore equivale ad una lotta continua per la sopravvivenza personale e del proprio lavoro, spesso condotto in condizioni non esattamente idilliache) in ambito artistico culturale, la tutela di questo nostro patrimonio così amato, adorato, ma anche tanto mal sopportato, percepito in alcuni casi più come un peso, un’eredità importante ma troppo vasta e spesso scomoda.

Si comincia quest’anno, con un premio che ha come obiettivo non solo ribadire il concetto dell’importanza intrinseca del bene artistico culturale, ma anche riconoscere il valore di chi si impegna in questo ambito sia conservando che scoprendoUn riconoscimento che va a coprire un’area vastissima ed anche difficile.

fonte immagine: greenews.it

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Sicuramente, un’iniziativa come questa incuriosisce per molti aspetti, soprattutto per quanto riguarda gli esiti e il futuro che ne potrebbe o non potrebbe scaturire.

Ma è ancora presto per tirare le conclusioni e quindi per sapere come sarà andata dovremmo aspettare il 4 ottobre, giorno della premiazione, che avrà luogo alle Terme di Caracalla, a partire dalle 20 e 30 in poi (a proposito, il termine ultimo per presentare la propria candidatura è il 14 luglio).

Chissà chi e in quanti e soprattutto come e con che cosa risponderanno a questa “chiamata.”

Nuovamente, la cultura e l’arte sono in attesa del loro futuro.

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