Ecco gli “Artisti Nomadi in Città d’Arte”

Giovani artisti d’arte contemporanea in mostra al Macro Testaccio di Roma

di Giorgia Braico

fonte immagine: Helia Hamedani

fonte immagine: Helia Hamedani

Factory – Spazio Giovani Roma Capitale situato al Macro Testaccio (ex mattatoio) mette in mostra, dal 23 maggio al 9 giugno 2013, Artisti Nomadi in Città d’Arte, esposizione d’arte contemporanea.

L’evento, a cura di Helia Hamedani, si inserisce all’interno della rassegna Ho qualcosa da dire…e da fare che comprende sei progetti di curatori under 35 selezionati tramite un concorso indetto da Factory. Le opere presentate sono di 25 giovani artisti italiani e stranieri formatisi nella Capitale, che spaziano dalla pittura, alla videoarte, fino ad installazioni e performances.

Durante tre fine settimana, la collettiva Artisti Nomadi in Città d’Arte intende mettere in risalto il talento di 6 artisti “con identità ibrida” che fondono il proprio bagaglio culturale d’origine con quello del paese che li ospita, divenendo “profeti transculturali”.

Tutti provenienti dall’Accademia delle Belle Arti di Roma, questi ragazzi (nati tra il ’78 e il ’91) vengono dalla Romania (Iulia Ghita), dalla Grecia (Despina Charitondi e Yiannis Vogdanis), e dall’Iran (Leila Mirzakhani, Navid Azimi Sajadi e Maziar Mokhtari), e hanno deciso di esprimersi con il linguaggio universale per eccellenza, ossia quello artistico (ognuno con un proprio stile unico ed originale), scegliendo anche il luogo per eccellenza, la Capitale, che loro definiscono “terra franca per l’arte”.

Iulia Ghita presenta Soffio Vitale, opera del 2012 formata da 13 contenitori tondi di vetro contenenti diverse variazioni dell’acqua, simbolo di vita. Un progetto semplice per rappresentare il più complesso dei concetti, ossia l’esistenza stessa.

Despina Charitondi crea sculture contrarie ai soliti canoni, invece di “togliere” materia “crea” su di essa, incarnando figure presenti nel suo immaginario. Per la mostra esibisce un’installazione appropriata all’evento.

L’opera di Yiannis Vogdanis, Eyes, è anch’essa del 2012 e si inserisce tra l’arte e il design, una macchina in costante mutamento che rende partecipe lo spettatore. “Metamorforsi della forma”, l’arte del continuo rinnovamento.

fonte immagine: facebook.com

fonte immagine: facebook.com

La serie fotografica di Navid Azimi Sajadi, Camouflage, rappresenta statue mitologiche Greco-Romane su uno sfondo di decorazioni che si possono trovare all’interno delle moschee, da cui spicca un volto camuffato rivolto verso il pubblico. Elementi culturali diversi che si sovrappongono e creano una doppia reazione di spaesamento e familiarità.

Maziar Mokhtari mette in mostra la serie Apocalisse Gialla, la rappresentazione di una città immaginaria, visibile solo in giallo. Questa fa parte del suo progetto Palimpsest, iniziato nel 2010 e composto da fotografie e video-installazioni, ispirate in un primo momento ai muri della sua città, Esfahan, ma con un valore culturale universale, e la costante ricerca della memoria.

Il viaggio di Leila Mirzakhani è raccontato nel suo Giardini di solitudine, progetto partito nel 2012 e di cui presenta in quest’occasione La casa è nera e Giardino dei salici, serie di dipinti che descrivono con dolore la sua lontananza dal paese d’origine, la nostalgia, ed un viaggio personale ed emozionale alla ricerca della bellezza.

Un evento da non perdere per conoscere la storia, la sensibilità ed il talento di sei giovani artisti e le loro opere di grande potenza comunicativa e ricche di elementi culturali tra i più diversi e originali.

Artisti Nomadi in Città d’Arte”

c/o Factory – Spazio Giovani Roma Capitale

Macro Testaccio (ex mattatoio)

p.zza Orazio Giustiniani 4, Roma

23, 24, 25, 31 maggio – 1, 2, 7, 8, 9 giugno

Orario 19.00 – 24.00

Ingresso gratuito

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