Il collasso del mondo del lavoro in Italia

Il declino del mercato del lavoro in Italia nelle parole del Presidente di Confindustria

di Andrea Ranelletti

squinziperplUn Paese incapace di creare lavoro, dare slancio all’investimento e far spazio ai giovani. E’ drammatico il quadro dipinto dal Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, intervenuto a due incontri tenuti nella settimana appena passata per fare il punto sulla situazione del mondo del lavoro in Italia.

Al convegno “Crescere fra le righe”, organizzato al Borgo La Bagnaia dall’Osservatorio Permanente Giovani-Editori, Squinzi ha fatto appello a Governo, parti sociali e imprese per un aumento della sinergia. Per uscire dall’attuale stallo sarà necessario iniziare a “remare nella stessa direzione” ha affermato il leader degli industriali.

Il focus dell’incontro è stato posto sulla drammatica situazione relativa all’offerta d’impiego per i giovani, prime vittime della crisi. Le cifre relative alla disoccupazione (circa il 40%) e alla sotto-occupazione per i giovani tra i 19 e i 25 anni sono in costante aumento e stanno generando una grave ferita all’interno della società. “Rischiamo di perdere una o due generazioni di giovani – ha detto Squinzi – e questo è un problema tragico, che impatta sulla struttura sociale del Paese”.

E’ necessario quindi ricercare un’inversione di rotta sia da parte delle istituzioni che dei lavoratori stessi: nonostante la creazione di posti di lavoro fissi rimanga oggi la priorità, non è più possibile prescindere da un aumento della flessibilità. L’incremento della competitività a livello globale costringe il lavoratore a doversi adattare alle necessità di un mondo dell’impresa in grave difficoltà. “Non possiamo più permetterci – sostiene il leader di Confindustria – di entrare nel mondo del lavoro pensando solo al posto per la vita. Dobbiamo pensare a meccanismi di incentivazione dell’entrata dei giovani”. Tra questi meccanismi sarà importante dar rilievo all’apprendistato, accantonato in Italia ma molto importante in Germania, dove funge da trampolino di lancio per i giovani in via di assunzione.

Il 23 maggio si è invece tenuta l’assemblea annuale dell’Associazione delle Grandi Imprese, cui ha presenziato anche il Presidente del Consiglio Enrico Letta. Il rapporto tra il nuovo Governo e il mondo industriale è stato al centro dei dibattiti: il Presidente di Confindustria ha sottolineato la necessità di un intervento immediato con una terapia d’urto per porre fine agli squilibri strutturali dell’economia italiana e quindi procedere alle riforme necessarie per donare nuovo slancio al Paese.

Un passaggio fondamentale sarà ristabilire un rapporto corretto tra le imprese italiane e il fisco, definito “opaco, complicato e incerto nella norma”. Di fronte a un mondo industriale indebolito e a corto della liquidità necessaria a rimanere in piedi, è necessario ripensare l’entità della pressione fiscale. Il fisco oggi è “quanto di peggio si possa immaginare – secondo Squinzi – e scoraggia gli investimenti e la crescita”.

Il Presidente Letta garantisce di aver colto il messaggio: “Siamo dalla stessa parte” ha affermato al termine dell’incontro. Rimane ora da vedere come si concretizzerà nel corso dei prossimi provvedimenti tale sinergia: è necessario dar vita a risposte immediate e dall’impatto forte per impedire che un mercato del lavoro già atrofizzato vada incontro a un declino costante e inesorabile.

(fonte immagine:http://www.lindipendenza.com)

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