Servirà qualcuno che ci legga, alla fine!

Presentato a Roma il primo libro di Carlo Zambotti

di Clarissa Coppola

L’originale Carlo Zambotti ha di recente pubblicato il suo primo libro dal titolo “Servirà qualcuno che ci legga, alla fine.” edito da Gorilla Sapiens Edizioni , giovane casa editrice romana con la quale sembra essersi creato un  legame già dopo il racconto “Triangolo scaleno grigio” della raccolta “Urban Noise”. Il perché è semplice, suscita decisamente impatto la personalità dello scrittore trasmessa in una linea di scrittura che spiazza e per questo piace.

fonte immagine:gorillasapiensedizioni.fom

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Proprio in occasione del lancio di questa nuova opera letteraria, in una cornice semplice, vivace e cordiale viene presentato il lavoro svolto. A iniziare un divertente sketch dai toni irriverenti per addentrarsi nell’atmosfera schietta tipica dello stile dello scrittore. Tra scambi di battute a metà tra irriverenza e risate,  passando per un linguaggio decisamente espressivo ecco finalmente il grande libro: 317 pagine per 36 racconti. A completare il volume, anche dodici illustrazioni che richiamano gli episodi narrati e create da noti disegnatori scelti dall’autore stesso il quale, lavorando come illustratore, fotografo, grafico e giornalista musicale conosce bene il campo.

Dopo la lettura di alcuni pezzi più significativi, spazio alle domande da cui traspare che Carlo Zambotti punta molto sull’effetto istantaneo, tutto ciò che descrive prende spunto da una situazione comune e procede apparentemente senza far accadere nulla di particolare. Ma il tocco in più alla fine arriva: esplosione, tensione, metafore di vita in cui è il lettore stesso a dover trarre le proprie conclusioni. “Servirà qualcuno che ci legga, alla fine.” è infatti un libro che sconfina leggermente nel fantastico proprio per gli elementi decisamente fuori dal comune che stravolgono situazioni reali (ciò deriva dalla passione che lo stesso Carlo Zambotti ha verso il genere letterario).

Due i tratti principali attorno a cui lui ruota: la staticità e la modalità di scrittura. I racconti si muovono in situazioni chiuse che si evolvono poi con il linguaggio sempre più incalzante. Episodi semplici che scandiscono un ritmo ma offrono anche la possibilità di riflettere.

Per descrivere la scrittura di Carlo Zambotti si potrebbe dire che non è uno scrittore moralista, lascia tutto avvolto da una sottile ironia che fa appunto sorridere ma anche pensare. Il libro ci parla infatti di storie semplici ma che in un modo o nell’altro riescono a coinvolgere. Così come suscita curiosità la scelta del titolo, evocativo ma che in realtà è una frase tratta da uno dei racconti e che funziona bene messa anche al di fuori. Dunque una lettura all’insegna dell’evasione per lettori pronti ad andare fuori dall’ordinario.

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