Bergamo e la cultura “pop” sudamericana

In mostra alla GAMeC, 140 opere raccontano gli anni Sessanta

di Giorgia Braico

La GAMeC (Galleria d’Arte Moderna e Contemporeanea) di Bergamo ospita, dall’8 marzo al 26 maggio 2013, la mostra Pop, Realismi e Politica. Brasile – Argentina, anni sessanta, che presenta e ricorda l’arte contemporanea sudamericana in un periodo di “profondi cambiamenti sociali”, nonché politici.

"Che Guevara", Claudio Tozzi, 1968 fonte immagine:

“Che Guevara”, Claudio Tozzi, 1968 fonte immagine:

Organizzato dalla Fundación PROA e dal Museu Oscar Niemeyer, questo evento copre un itinerario mondiale, studiato e riadattato per ogni diversa sede (quella italiana è la terza e penultima) e che vedrà la sua conclusione al Museu de Arte Moderna do Rio de Janeiro.

Le opere esposte – ben 140 tra dipinti, disegni, video, documenti, installazioni e fotografie –  riflettono un momento particolare della storia del sudamerica (oltre che mondiale), caratterizzato da movimenti sociali, lotte, regimi militari, ma anche l’arte come propaganda e scambi tra Argentina e Brasile.

Tutto ciò non poteva essere interpretato artisticamente in modo migliore che con la Pop Art, che si sviluppava proprio in quel decennio e che metteva in mostra simboli e linguaggi della cultura popolare; nel caso dell’America Latina, due figure spiccavano nell’immaginario collettivo, benché con connotazioni molto diverse, anzi opposte: Che Guevara simbolo della rivoluzione, e la Coca Cola simbolo dell’“imperialismo americano”.

Nei due piani del museo che ospita la mostra, si può seguire un percorso di somiglianze e opposizioni tra gli artisti dei due paesi in questione, che richiamano e contrastano fortemente il modello americano, tra le opere di Cildo Meireles, Hélio Oiticica, Lygia Pape, Antonio Dias, Marta Minujín, e tanti altri; passando per i movimenti brasiliani Nova Objetividade e Tropicália, e l’argentino Otra Figuración.

Le opere, anticonformiste e oggetto di scandali e polemiche nel loro tempo, trattano i temi più svariati: si va dal consumismo, alla pubblicità, il design, la moda, oltre che la politica e le questioni sociali.

La Pop Art latina, a differenza di quella americana, utilizzava i mezzi di comunicazione stessi come forme d’arte, cambiandone il significato. Così, si usciva dai classici “spazi istituzionali” per entrare direttamente nella quotidianità, rivoluzionandola in ogni campo, dalla moda fino al comportamento sociale vero e proprio.

Proprio per questo motivo, gli artisti incontrarono molte difficoltà ed ebbero vari scontri con la dittatura militare presente in quei paesi negli anni sessanta, decisa a mantenere il controllo sulla diffusione delle idee, delle informazioni e della comunicazione.

Pop, Realismi e Politica. Brasile – Argentina, anni sessanta

c/o GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea

Via San Tomaso, 53 – Bergamo

Dal 3 marzo al 26 maggio 2013

Orario: mar-dom 10.00/19.00; gio 10.00/22.00; lunedì chiuso

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