Spagna: guerra aperta nel Partito Popolare

Il caso “Bárcenas” ha aperto una guerra all’interno del Partito Popolare, che reagisce tardi e male alle accuse di finanziamento illegale

di Maria Bonillo Vidal

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(fonte immagine: eldigitalcastillalamancha.es)

Ogni giorno i politici ci sorprendono in forme diverse. Luis Bárcenas, ex tesoriere del Partito Popolare, è al centro di un bufera. Come già scritto da Ghigliottina, sembra che il PP possa aver ricevuto finanziamenti illeciti negli ultimi 20 anni. Dopo le dichiarazioni e la pubblicazione di documenti che potrebbero dimostrare questo reato, la formazione politica ha deciso di denunciare Bárcenas. Almeno così aveva detto un mese fa.

Ma Bárcenas non è rimasto fermo ad aspettare gli attacchi del suo ex partito. Ha deciso di combattere, e per il momento, ha denunciato il Partito Popolare per licenziamento senza giusta causa. Una settimana dopo è scatta una seconda denuncia contro il PP, stavolta per il furto di due computer nel suo ufficio nella sede centrale del partito a Madrid. Secondo l’ex senatore e avvocato di Maria Dolores de Cospedal, braccio destro di Rajoy, Bárcenas avrebbe sottratto illegalmente documenti e oggetti dal suo studio.

Potrebbe sembrare quanto meno interessante: Bárcenas ha dichiarato come imputato una settimana fa davanti al giudice, che gli ha tolto il passaporto a causa di un fondato rischio di fuga. L’ex senatore ha rivelato che ha ricevuto circa 38 milioni di euro in una banca svizzera, e non 22 come si pensava all’inizio. Bárcenas ha stravolto la vita dei popolari e anche se ancora si conosce chi è stato a far filtrare i documenti segreti della supposta doppia contabilità del PP. Questi dati si troveranno nei computer che secondo lo stesso Bárcenas sarebbero stati  ‘rubati’?

Così, mentre il Partito Popolare e il Presidente del Consiglio spagnolo Mariano Rajoy continuano a pensare cosa fare con Bárcenas, del quale dicono non abbia più nessun rapporti con il partito. Ma lo scandalo non sembra finire, compreso l’immagine della polizia che entra nella sede del PP a Madrid per ispezionare la sala dove l’ex tesoriere aveva le sue cose. Paradossalmente, secondo il partito, dal 2009 Bárcenas non ha nessuno ufficio lì.

L’ansia per far tacere Bárcenas si estende in tutto il partito del governo. L’unica che per il momento l’ha denunciato individualmente per calunnia è stata Maria Dolores de Cospedal. Chissà chi rimarrà in piedi dopo questa guerra fatta di denunce e contro denunce. Sicuramente, non il popolo, che vive tra la vergogna e l’indignazione per ogni nuova notizia sui diversi casi di corruzione.

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