La crisi cancella la Settimana della Cultura (e non solo)

Nuove forme di promozione culturale dal MiBAC, ma San Valentino non si tocca

di Giorgia Braico

fonte immagine:radiocinema.it

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Ormai da diversi giorni circola la notizia della cancellazione della Settimana della Cultura da parte del MiBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali).

La causa sarebbe da ricondurre alla crisi economica che imperversa nel paese e che ha ridotto considerevolmente, negli ultimi tempi, l’afflusso di visitatori nei musei e siti archeologici italiani. Lo stesso direttore generale, Anna Maria Buzzi, in una circolare di fine gennaio 2013, ha comunicato la scelta di non realizzare l’evento nel solito mese di aprile, ma rimandarlo a novembre o addirittura considerare promozioni culturali alternative, motivando il tutto con un’analisi eseguita su visitatori ed introiti, anche tramite un sondaggio pubblico.

Tra le nuove opzioni c’è l’ingresso libero nei musei l’ultima domenica di ogni mese, in aiuto alle famiglie che, proprio in quel periodo <<fanno fatica anche ad acquistare persino beni di prima necessità>>; è in via di valutazione, invece, l’eventualità di portare a ridotti” i biglietti gratuiti per gli over 65 ed aumentare il limite d’età per le riduzioni dai 25 ai 29 anni, per agevolare i giovani considerati “fascia debole”.

Rimane la promozione per il giorno di San Valentino (sotto lo slogan MiBACi?), che prevede l’ingresso per due persone con un solo biglietto, e salta invece quella prevista l’8 marzo per la festa della donna.

La Settimana della Cultura, istituita nel 1998, comprendeva sette giorni di visite gratuite in centinaia di luoghi artistici statali come musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, monumenti e ville, in tutto il territorio nazionale. Inoltre si svolgevano attività collaterali come convegni, incontri, laboratori, concerti e visite guidate.

La scelta di cancellare questo evento in aprile, secondo la Buzzi, sarebbe per non lasciarsi sfuggire proprio il momento più fertile dell’anno, la primavera, quando si registra la maggior affluenza di pubblico.

Ma c’è chi non è d’accordo e sostiene che sia una mossa sbagliata togliere una delle poche iniziative che incentivano l’ingresso della gente all’interno dei musei. Oltretutto, il direttore generale tira in ballo la carenza di personale, che per ora può contare più che altro sulle <<associazioni di volontariato, sul Touring, l’Archeo club e i carabinieri>>.

I continui tagli alla cultura (di cui abbiamo già accennato nel numero 160 del nostro settimanale) e ai lavoratori statali, effettuati dalle manovre del governo, di certo non aiutano, così come la recente approvazione del DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) del 22 gennaio 2013 sulle dotazioni organiche e le eccedenze del personale pubblico, che prevedono ulteriori misure di riduzione e non favoriscono i lavoratori del MiBAC.

 

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