Bembo e il Rinascimento italiano

Ecco la mostra che riporta a Padova le meraviglie della “casa delle muse”

di Silvia Cresci

fonte immagine: viavai.net

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Dal 2 febbraio al 29 maggio si celebra a Padova uno dei personaggi più importanti del Rinascimento italiano, Pietro Bembo.

L’occasione è proprio la mostra Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento, in corso presso il Palazzo del Monte di Pietà e il cui allestimento è stato curato da Guido Beltramini, Davide Gasparotto e Adolfo Tura.

Bembo è stato un personaggio dai molteplici interessi, che si è distinto in diversi campi. Appassionato d’arte, ma soprattutto grande collezionista, egli abitò per alcuni anni, intorno al 1530, proprio a Padova, in quella casa che oggi è diventata la sede del Museo della Terza Armata. Qui Bembo aveva raccolto una serie di innumerevoli capolavori, tanto che la sua abitazione era stata ben presto definita Musaeum, o Casa delle Muse. Fu quello, del resto, il primo utilizzo del termine per indicare un’importante raccolta di opere d’arte.

La collezione comprendeva alcuni capolavori di grandi pittori, come Bellini, Mantegna, Giorgione, Tiziano, Sebastiano dal Piombo e Raffaello. La sorte di tali opere fu, però, quella della dispersione, in quanto Torquato, il figlio di Bembo, decise di vendere l’intera collezione in seguito alla morte del padre. È così che, entrati a far parte del patrimonio di alcuni dei più prestigiosi musei del mondo, alcuni di questi capolavori stanno tornando ora in Italia per la prima volta in assoluto, proprio per la mostra padovana. A concederli in prestito sono stati, tra gli altri, il Musée des Beaux-Arts di Besançon, lo Szépmuvészeti Muzeum di Budapest, il Museo del Prado di Madrid e la National Gallery of Art di Washington. Proprio da quest’ultima proviene ad esempio il ritratto in cui Tiziano immortalò Bembo nelle vesti di cardinale.

Tra le tante opere collezionate dal Bembo, c’erano anche diverse sculture antiche. Ecco dunque che, in quest’esposizione, sono stati coinvolti da una parte il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, da dove è giunta la statua di Antinoo, meglio nota come Antinoo Farnese, e dall’altra il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, che ha concesso in prestito l’Idolino di Pesaro, statuetta rappresentativa dei bronzi di epoca romana collezionati dal Bembo.

fonte immagine:mymovies.it

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Accanto a sculture e dipinti, nel Musaeum c’erano anche gemme, manoscritti miniati e libri a stampa. Bembo, dal canto suo, era anche un grande letterato e insieme a Manuzio fu l’inventore dei libri tascabili di piccolo formato. Questi ebbero subito un grande successo, come dimostra il dipinto di Giorgione esposto in mostra, intitolato Ritratto d’uomo con un libro verde, in cui è raffigurato, per l’appunto, un uomo che tiene in mano un libro e si accinge a sfogliarlo.

Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento. Da Bellini a Tiziano, da Mantegna a Raffaello”

Padova, Palazzo del Monte di Pietà

2 febbraio – 19 maggio 2013

Orari: 9.00 – 19.00 (lunedì – venerdì); 9.00 – 20.00 (sabato e festivi)

Biglietto: 8 € (intero); 6 € (ridotto)

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