Dalla parte del lettore digitale

Avete mai pensato di postare una favola su Twitter? 

di Flavia Lucchetti

fonte immagine: letture.wordpress.com/

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Questa e tante altre idee innovative a cavallo tra lettura, nuovi media e cultura sono state raccontate il “Dalla parte del lettore digitale”, l’incontro  condotto da Carlotta Mismetti Capua, iniziato alle 19.00 di giovedì.

Si parla di nuovi supporti tecnologici per leggere e condividere letteratura, ma gli stessi ospiti si presentano con libri cartacei, quasi un paradosso, ma in fondo questi rappresentano il nostro background: siamo lettori formati sulle pagine di carta. Tralasciando le sensazioni, già descritte (uno su tutti) da Italo Calvino, del libro tra le mani, la tecnologia viene incontro ad altre esigenze, di fruibilità e funzionalità del libro, creando supporti della grandezza di un libro in cui possono entrare centinaia di libri.

Ebook ed iPad, ma anche una innovazione nella scrittura, come testimoniano gli ospiti Finzioni e Storify, entrambi impegnati in progetti di rielaborazione di classici e in condivisione digitale della letteratura tramite i social network.

Postare una favola su Twitter i tre tranche quotidiane, ad esempi o, “remixare” la Luna e i Falò di Cesare Pavese, come ha fatto Doppiozero (che ha portato la preziosa prima copia del libro appartenuta all’autore) in collaborazione col la Fondazione Cesare Pavese.

Assente, purtroppo, Creative Commons, che ha rivoluzionato il diritto d’autore nella nuova era informatica, creando la licenza che consente di tutelare la proprietà intellettuale in rete.

Questo è stato il primo di cinque incontri, organizzati da Più libri Più Liberi, per fare il punto sullo stato attuale della letteratura, affrontando le tematiche e le innovazioni che stanno cambiando l’approccio alla lettura e alla scrittura.

A giudicare dalla folla accorsa alla manifestazione, non sembrerebbe che il formato cartaceo sia in crisi, ma i supporti digitali di lettura sono una realtà in forte espansione e le case editrici si stanno impegnando a digitalizzare i loro cataloghi.

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