“Impacchettatore” a chi?

Ecco “Mastaba”,  il (quasi) nuovo  progetto dell’artista Christo and Jeanne -Claude: il più grande e costoso al mondo

di Alessia Signorelli

fonte immagine: womensvoicesforchange.org/

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Il nome e la forma (una piramide a base rettangolare con un tetto piatto) sono stati presi in prestito dall’antico Egitto, dove indicavano una tipologia di tomba utilizzata dai nobili; sarà edificata a sud di Abu Dhabi (Emirati Arabi), nella regione di Al Gharbia, in prossimità della città-oasi di Liwa, sarà alta 500 piedi (poco più di 152 metri, superando di gran lunga la Grande Piramide di Cheope, a Giza) ed avrà un costo di 340 milioni di dollari.

Ecco la carta d’identità dell’ultimo progetto dell’artista statunitense, di origine bulgara, Christo, famoso in tutto il mondo per “impacchettare” monumenti, luoghi, pezzi di natura e ambiente. Famoso, insomma, per uno dei più colossali equivoci, alimentati anche da un certo tipo di stampa raffazzonata ed approssimativa, della storia dell’arte.

Christo, insieme a sua moglie Jeanne-Claude (scomparsa il 18 novembre del 2009)  con la quale aveva formato un sodalizio di vita ed artistico sin dal 1958, tanto che la denominazione corretta è “Christo and Jeanne-Claude”, (Christo, per inciso, è il vero nome dell’artista, non uno pseudonimo ammantato di chissà quale mistica), in tutta la sua lunghissima ed affascinante carriera d’artista, ha “impacchettato” solamente tre edifici, tra i quali il Reichstag di Berlino, avvolgendolo in tessuto argentato nel 1995, dopo anni di negoziazioni.

Christo and Jeanne-Claude, è molto più che un’univoca associazione d’idee; è una visione sensoriale e sensuale del mondo, della natura, delle strutture create dall’ uomo, senza alcun desiderio di messaggi reconditi, per stessa ammissione di questo duo di artisti, che continua ad essere un duo, anche dopo la morte (e per i più “romantici”, per quelli che credono nell’ ineluttabile destino già scritto, Christo e la sua estrosa compagna, condividono la stessa data di nascita, entrambi nati il 13 giugno del 1935, quelli che, nel “gergo” vengono definiti “gemelli astrali”).

E, pur rifiutando l’ incasellamento nella Land-Art, è il paesaggio il punto focale, il centro dominante, sia esso urbano che  selvaggio. Relativamente all’accusa di essere un distruttore dell’ambiente, Christo and Jeanne – Claude ha sempre risposto (useremo il singolare, per delimitare questa creatura bifronte) sottolineando come non si sia mai trattato di lavori permanenti, che abbiano in qualche modo deturpato o danneggiato l’ambiente nel quale erano inseriti, ma, che, nello smantellarli, abbiano contribuito a ripulire zone già precedentemente in pericolo di inquinamento o abbiano, a volte, sollecitato l’attenzione del più vasto pubblico sui problemi ambientali di una determinata zona.

Nessun messaggio politico, nessuna presa di posizione, dunque, ma l’ “art pour l’art”, o, meglio ancora, un’arte che raccontasse “gioia e bellezza”; un canto fatto di natura, di colori, di tessuti sinuosi stesi, tesi, avviluppati.

Mastaba, dunque, è la prima installazione permanente, il cui progetto ha preso il via nel 1977 circa, con schizzi e disegn; altra caratteristica di Christo and  Jeanne- Claude, sono le tempistiche lunghe per la realizzazione di queste installazioni fugaci ma comunque incisive,sia per questioni di design che, ovviamente, più burocratiche. Ecco perché, parlare di “nuovo progetto” non è mai del tutto esatto.

Sarà composta da 410.000 barili di petrolio (ma Christo and Jeanne- Claude nega fermamente che questa decisione di utilizzare i barili sia, in un certo senso, una metafora relativa al luogo dove sorgerà Mastaba), colorati come i “mosaici islamici”. Accanto all’ installazione, che necessiterà di almeno 30 mesi per la realizzazione, sorgeranno un “art campus” dove i visitatori potranno prendere visione degli schizzi e dei disegni per l’installazione, un hotel di lusso e un ristorante. I visitatori attesi sono circa 2 milioni.

La buona educazione suggerisce che parlare di soldi è, quasi sempre, poco elegante, ma, in questo caso, interessante è anche il finanziamento del costoso progetto, che verrà sovvenzionato indipendentemente da dei generosi e danarosi investitori anonimi e dai ricavi (stimati attorno ai 10 milioni di dollari) provenienti dalla vendita delle opere di Christo and Jeanne – Claude (il cui senso per la libertà, lo ha spinto a rifiutare recisamente qualsivoglia tipo di agente o rappresentante; è quindi l’artista stesso a gestire anche l’aspetto più commerciale del suo lavoro).

La famiglia reale del Paese ha entusiasticamente appoggiato questo progetto faraonico (è proprio il caso di dirlo), tanto che, Sheikh Hamdan bin Zayed, fratello del principe ereditario, affiancherà Christo e Jeanne –Claude nel lavoro.

In un libro uscito proprio a novembre, ed intitolato “The Mastaba Project for Abu Dhabi”, l’artista ribadisce, nuovamente, che, dietro ai suoi progetti non ci sono né eventi politici né, tantomeno, economici, ma solo la bellezza e la felicità che produce il creare ed il godere di un’opera d’arte.

Ed ecco che, il titolo di “impacchettatore”, è proprio fuori luogo. Del resto, come Christo e Jeanne – Claude ha sempre affermato :”le etichette sono importanti, soprattutto sulle bottiglie di vino”

 

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