Basket: una brutta Acea Roma perde a Bologna

Il solo Datome non può bastare: ko 85-79 nello scontro fra Virtus

di Stefano Brienza

Sconfitta dura da digerire in una giornata che poteva dare tanta fiducia alla Virtus Roma. A Bologna scende però in campo una squadra poco concentrata e mentalmente a terra, forse appagata dalla vittoria a Venezia, sicuramente disastrosa come atteggiamento generale nella serata di un possibile e deciso passo in avanti.

Si tramuta in un ridimensionamento, invece, la trasferta bolognese raccontata da uno sconsolato Marco Calvani, che – ora risucchiato nel gruppone a quota 10 – dichiara: “Non so spiegarmi le ragioni di tali superficialità e presunzioni“. L’Acea ha offerto un gioco livellato verso il basso, così come la SAIE3 Bologna che, a fronte di un’incredibile statistica come 18 perse e 0 recuperate a fine terzo quarto da parte dei suoi avversari, riesce a strappare i due punti solo nel finale, avendo sempre la partita in pugno ma senza mai darle l’accelerata giusta.

La continuità dunque manca ad entrambe le squadre, e la partita va a sprazzi: quando Datome è in campo furoreggia e rappresenta da solo l’intero attacco romano a discapito degli smarriti Taylor e Goss, le ‘V Nere’ cercano di aprire la scatola tirando da fuori grazie alla circolazione: un 5/10 da tre che basta a chiudere davanti il primo tempo (43-38).

Basterebbe poco: una difesa più aggressiva, alimentata dalla ‘zonetta’ che si vedrà nel quarto periodo dopo le strigliate di Calvani. “Non abbiamo mai iniziato a difendere, stavamo a guardare. E nonostante la porcheria di stasera eravamo meno tre con la palla in mano a 30” dalla fine, andando vicini ad una vittoria pesante su un campo molto duro. Bravi loro, ma le colpe sono tutte nostre”, dice l’allenatore capitolino.

Perchè, fra una porcheria (ipse dixit) e l’altra, Roma è resistente come il ferro. Qualche gravissima disattenzione difensiva nel terzo quarto porta ad un timeout dal quale la squadra esce con un canestro e fallo ed un recupero con coast to coast del solito Datome. Mentre segnava sovrastando Minard, però, gli arbitri riconoscevano uno sfondamento che porta al tecnico per Calvani e due minuti dopo, dopo sei filati di Rocca che sguazza nel nulla dell’area giallorossa, al +16 bianconero.

Neanche il quarto parziale è bellissimo: tenuta a distanza ma aggrappata furiosamente alla coda della partita, l’Acea trova da D’Ercole punti (di ogni tipo: triple, entrate, contropiedi) preziosi per rosicchiare qualcosina prima dell’entrata in scena del capitano. L’ala sarda ne mette cinque in fila ma andrà storto sul tentativo più importante, la difficile tripla del -1 a pochi secondi dalla fine. Prima anche Taylor aveva avuto la palla buona, su quel -3 di cui parlava Calvani: l’ombrello virtussino si era però chiuso sulla guardia romana.

Trasferta deludente, dunque: un po’ per due punti possibili con uno sforzo neanche esagerato, un po’ per svarioni mentali e poca aggressività da parte della squadra. Occorre lavorare e dimenticarsi tutti gli elogi, rimanendo consapevoli (concetto più volte ripetuto da Calvani, come fosse un mantra) che ancora non si è fatto né dimostrato nulla. Diminuire la dipendenza da Datome, andare a prendersi falli in post e difendere più duro. Anche perchè la prossima è l’imbattuto orologio svizzero varesino della Cimberio, e contro l’organizzazione estrema certe disattenzioni si pagano doppio.

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4 Risposte

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