Sale la tensione fra la Repubblica Democratica del Congo e il Ruanda

La Repubblica democratica del Congo accusa il vicino Ruanda di sostenere il gruppo ribelle M23, attivo nella regione orientale del paese, da una settimana teatro di combattimenti. L’opposizione congolese punta il dito contro il fallimento della strategia delle autorità al potere, mentre l’Unione africana invoca negoziati fra le due parti. La rassegna stampa di RFI.

«La tensione attuale fra Repubblica Democratica del Congo e Ruanda preoccupa al massimo grado la comunità internazionale, in particolare l’Unione africana», rileva Le Nouvel Observateur a Kinshasa. In una dichiarazione del 29 maggio, il presidente in carica dell’Unione, Macky Sall, si è detto ‘seriamente preoccupato’ e ha lanciato un ‘appello alla calma’. Il presidente senegalese ha chiesto alle due parti di far tacere le armi, in attesa dell’apertura dei negoziati diretti fra Kigali e Kinshasa.

Ormai quasi da una settimana, «violenti scontri infuriano a Rutshuru nel Kivu Nord tra le FARDC, l’esercito congolese, e in ribelli dell’M23», riferisce Politico.

M23 che sarebbe sostenuto dal Ruanda. Questo «gruppo criminale», insorge il sito congolese, «beneficiando dell’evidente sostegno di certi attori regionali, ha deciso di battersi con le forze di difesa e sicurezza nelle posizioni che occupano sui territori di Rutshuru e Nyiragongo. Questa forza negativa, nata dalla manipolazione, ha incontrato l’impegno accanito e infallibile delle FARDC a difendere ogni centimetro quadro del territorio nazionale […]».

Kinshasa certa del coinvolgimento dei Ruandesi

«La tensione è salita ancor più quando le autorità congolesi hanno annunciato questo week-end di aver catturato due soldati ruandesi sul suolo congolese, vicino Bihumba… a più di 20 chilometri dalla frontiera ruandese». Su questo punta il dito Afrikarabia, sito specializzato sulla Repubblica democratica del Congo.
«La presenza di forze ruandesi in Repubblica democratica del Congo non è una novità per gli abitanti della zona. Le incursioni di Kigali nel Kivu Nord sono regolarmente denunciate dalla società civile, dall’opposizione politica e dai movimenti cittadini. Ma stavolta Kinshasa ha deciso di alzare i toni. Pressati dagli attacchi dell’M23 che hanno minacciato Goma, e di fronte alla rabbia dei congolesi, le autorità del Congo hanno, per la prima volta, accusato ufficialmente il Ruanda di sostenere i ribelli. Sono effettivamente state trovate sul campo divise dell’esercito ruandese e armi. Prove inconfutabili per Kinshasa.»

Un aiuto esterno?

Afrikarabia si interroga: «Mostrare gli artigli sul piano diplomatico può essere efficace sul piano della sicurezza? Per il momento, l’esercito congolese fatica a porre un freno alle azioni dei gruppi armati. Quindi Kinshasa spera in un aiuto esterno. La sua ferma condanna di Kigali inizia a dare timidamente i suoi frutti sulla scena internazionale. La Commissione degli Affari Esteri del Senato americano ha chiesto spiegazioni a Kigali, e Paul Kagame sarà probabilmente molto sensibile a ogni evoluzione della posizione americana sul Ruanda. Poi Félix Tshisekedi conta sulla Comunità dell’Africa orientale per istituire una forza militare offensiva contro i gruppi armati. Bisognerà vedere quali paesi vorranno partecipare.»

Ma una cosa è certa, conclude Afrikarabia: «Dopo le accuse di Kinshasa contro il Ruanda, i paesi della regione saranno obbligati a prendere posizione. Almeno è ciò che spera Félix Tshisekedi, impotente a risolvere la crisi della sicurezza nell’est del paese fin dal suo arrivo al potere

L’opposizione congolese all’attacco

E sul piano interno, l’opposizione aumenta la pressione sul capo dello Stato. «A pochi mesi soltanto dalle presidenziali, questa tensione fra Repubblica Democratica del Congo e Ruanda non è una buona notizia», rileva Le Pays del Burkina Faso. «Perché i suoi avversari potrebbero servirsene per mettergli i bastoni fra le ruote in campo politico. E l’FCC [Fronte Comune per il Congo, NdT] ha già dato il là.»
In effetti, per il partito dell’ex presidente Joseph Kabila «ciò che sta accadendo alla Repubblica Democratica del Congo non è che la triste degli accordi militari ed economici che Tshisekedi ha firmato con i suoi omologhi ruandese, ugandese e keniano. Detto questo», secondo Le Pays «bisognerà fare di tutto per evitare a ogni costo una guerra fra la Repubblica Democratica del Congo e il Ruanda. Perché potrebbe contribuire a destabilizzare tutta la regione dei Grandi Laghi».

Traduzione di Sara Concato via courrierinternational.com

Titolo originale tradotto: Tensione. Si alzano i toni fra la Repubblica Democratica del Congo e il Ruanda

Immagine di copertina via Flickr

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