Pedalando nel silenzio tra ghiaccio, ciclismo estremo e felicità

Omar Di Felice, campione di ciclismo estremo, racconta se stesso fra imprese estreme e sfide ai propri limiti.

Nel 2018 Omar Di Felice si è messo alla prova pedalando nel silenzio dei ghiacci del Canada Artico, sfidando il freddo e soprattutto se stesso. In Pedalando nel silenzio di ghiaccio (BUR Rizzoli, 2019) troverete il racconto di tutte le sfide morali e fisiche che da esperto ultracycler ha dovuto affrontare nel freddo artico canadese a 30 gradi sotto zero. Partendo da una pedalata in bici quando era ancora bambino, Omar cresce e con lui cresce il bisogno di spingersi verso l’avventura tutta nuova del ciclismo estremo. È così che, una volta adulto, Di Felice decide di abbandonare il ciclismo professionistico per salire in sella a bici che lo accompagneranno nelle passeggiate più ardue, per vocazione verso l’avventura ma anche per gareggiare e sfidare i più grandi ultracycler.

In pochissimi anni Omar Di Felice diventa un vero e proprio campione. Dopo aver gareggiato per la prima volta nel 2012 nel Tortour Switzerland (seconda competizione al mondo – oltre 1.000 km – dopo la Race Across America) iniziano ad arrivare anche le vittorie: conquista il podio nella Race Across Italy nel 2013 dando filo da torcere al favorito Cristoph Strausser. Ha poi vinto la Le Raid Provence Extrême nel 2014 e nel 2015 (600 km), il Tour du Mont Blanc nel 2015 (330 km), l’Ultracycling Dolomitica 2015-16 (616 km) e l’Italian Endurance 24 Hours Championship nel 2018, diventando inoltre campione italiano di specialità nel 2015 e nel 2017.

Il libro vuole essere soprattutto il racconto dell’impresa più illustre di questo grande ultracycler e cioè quei 1.300 km percorsi su un prototipo di WILLIER TRIESTINA JENA che Di Felice ha avuto il compito di testare in condizioni estreme sulla Arctic Highway prima che uscisse sul mercato. Nella prima tappa ha percorso in un giorno 180 km per raggiungere la località di Carmacks e i primi giorni sono serviti allo sportivo per abituare il fisico a pedalare per almeno 8 ore in condizioni di freddo estremo. Per la prima volta il tragitto è stato compiuto in bici durante la stagione invernale.

Il ciclismo, infatti, è un’attività che contrasta nettamente con il freddo della parte artica del Canada, specialmente se si tratta di compiere un’impresa estrema in pieno inverno. Anche la macchina ammiraglia ha avuto bisogno di particolari attenzioni dato il clima freddo e le temperature estremamente basse; di notte l’auto doveva rimanere accesa il più possibile e costantemente collegata a una presa di corrente.

 

Pedalando nel silenzio di ghiaccio è un libro che vale la pena leggere perché racconta di una sfida sportiva che è anche sfida per noi lettori a cogliere il lato più avventuroso della vita, a raggiungere obiettivi sempre nuovi senza paura dei cambiamenti e, proprio come Omar Di Felice, a mettere alla prova noi stessi, tentando senza sosta di superare i nostri limiti.

Proprio come aveva già raccontato sulle nostre pagine tre anni fa in questa intervista e come continuerà a fare anche nel suo nuovo libro, Zona Omar, in uscita per Baldini+Castoldi.

Maria Laura Canori

Immagine di copertina via facebook.com/omar.difelice

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