Il particolare 1° maggio del 2020

A causa del Coronavirus la Festa dei Lavoratori del 2020 è diversa. La pandemia ha mostrato ancor di più ingiustizie e problematiche del mondo del lavoro

La Festa dei Lavoratori affonda le sue radici nella data dell’1 maggio 1886, quando alcuni sindacati degli Stati Uniti indissero uno sciopero. Tra le richieste, c’era quella di limitare l’orario di lavoro a non più di 8 ore giornaliere. In seguito alla manifestazione, il 4 maggio si verificò l’esplosione di una bomba a Chicago, in Illinois. L’incidente, noto come la Rivolta di Haymarket, dal nome della piazza dove scoppiò la bomba, rese quegli eventi estremamente significativi. Da quel momento, la data del primo maggio celebra e onora il contributo di tutti i lavoratori e lavoratrici. La festività si è poi estesa a livello mondiale e da sempre viene celebrata con manifestazioni, concerti, scioperi e discorsi.

Quest’anno, tuttavia, l’evento ha subito un cambiamento. Infatti, la pandemia del Coronavirus ha creato il caos non solo tra i Paesi e le varie industrie ed attività, ma ha anche colpito, forse più pesantemente degli altri settori, quello della forza lavoro.

L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di promuovere la giustizia sociale e i diritti umani internazionali, ha descritto la pandemia che stiamo affrontando come “la peggiore crisi globale dalla seconda guerra mondiale”. L’OIL ritiene che, a causa dell’impatto del COVID-19 sulle economie mondiali, circa il 6,7% di ore lavorate globali nel secondo quarto di quest’anno verranno eliminate: ciò equivale a 195 milioni di lavoratori a tempo pieno in meno in tutto il mondo.

Per gestire la situazione, l’OIL ha suggerito una serie di soluzioni, come ad esempio estendere le misure per ridurre il rischio e la vulnerabilità economica e sociale, permettendo così a milioni di persone di non perdere il lavoro. Si parla, ad esempio, di lavoro part-time, permessi pagati e sgravi fiscali e finanziari per piccole e medie imprese.

L’Organizzazione Internazionale del Lavoro ha sottolineato che centinaia di migliaia di persone si troveranno disoccupate se l’epidemia continuerà nei mesi a venire.

Lavoratori e aziende di tutto il mondo stanno affrontando questa situazione, catastrofica sia a livello finanziario che psicologico. Lavorare insieme per trovare una soluzione non è solo un dovere dei singoli Paesi, ma anche delle organizzazioni di tutto il mondo.

In questo periodo di crisi, è necessario essere più empatici con i lavoratori, in quanto le scelte odierne influenzeranno direttamente l’evoluzione futura della situazione e, di conseguenza, la vita di miliardi di persone. È tempo che le organizzazioni e i Paesi si discostino dai modelli di sviluppo che considerano i lavoratori semplicemente come un assetto facilmente sostituibile. È necessario considerarne anche il benessere fisico, finanziario e psicologico, a prescindere dall’esistenza di una crisi globale.

In questa Festa dei Lavoratori, è necessario lodare la determinazione e il duro lavoro di migliaia di lavoratori che hanno mantenuto in vita l’economia globale. Stiamo parlando di quei “lavoratori essenziali” – oltre al personale sanitario – che hanno permesso alla nostra vita di andare avanti quasi come prima. Coloro che si occupano delle consegne, ad esempio.

Negli Stati Uniti, ci saranno alcune proteste contro le ordinanze di isolamento a casa. Alcuni gruppi sostengono che tali misure stanno mettendo in ginocchio l’economia statunitense. Allo stesso tempo, nel giorno della Festa dei Lavoratori, quelli definiti essenziali sciopereranno a livello nazionale per richiedere condizioni più sicure durante l’epidemia del cCronavirus.

I dipendenti di Amazon, Whole Foods, Target, Fedex e altre compagnie hanno guadagnato, in modo inaspettato, un posto in prima fila in questa situazione di pandemia. Pertanto, il primo maggio si daranno malati o smetteranno di lavorare in diverse città statunitensi per richiedere malattie pagate, dispositivi di sicurezza e indennità di rischio.

In altri Paesi del mondo, invece, non ci saranno proteste o manifestazioni per commemorare la giornata del primo maggio.

Dimostrazioni online, concerti virtuali e cori dalle finestre rimpiazzeranno tutti gli eventi che di solito vengono organizzati per la Festa dei Lavoratori, ad esempio in Italia o in Francia.

Come ha affermato Guy Rider, direttore generale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, questa pandemia ha svelato, nel modo più crudele possibile, la straordinaria precarietà e le ingiustizie del mondo del lavoro. La decimazione dei mezzi di sostentamento nel mondo ha messo in allarme il World Food Program. Le mancanze nei sistemi di protezione sociale, anche dei Paesi più ricchi, hanno lasciato moltissime persone in difficoltà. C’è stato un ampio fallimento nel garantire la sicurezza sul posto di lavoro. Tutto ciò ci ha fatto capire che, in termini medici, il Coronavirus non fa discriminazioni tra le sue vittime in termini di impatto economico e sociale. Ma diventa una discriminante brutale contro i più poveri e gli impotenti.

Cinquantadue anni fa, Marthin Luther King Jr. tenne un discorso, poco prima del suo assassinio, rivolto ai lavoratori sanitari in sciopero. Egli ricordò che tutti i lavori hanno pari dignità. Oggi, il virus ha similarmente sottolineato il ruolo essenziale dei lavoratori, che erano tali già prima del Coronavirus. Persone che di solito sono invisibili, ignorate, sottovalutate, sono state riportate alla luce. Personale sanitario, addetti alle pulizie, cassieri, autisti dei mezzi di trasporto e altri sono diventati eroi della pandemia.

Si spera che per la Festa dei Lavoratori dell’anno prossimo tutta l’emergenza dovuta al Covid-19 sarà sparita. Ma davanti a noi avremo il compito di costruire un futuro per il settore del lavoro che contrasti le ingiustizie che la pandemia ha portato alla luce.

Traduzione di Chiara Romano da en.mercopress.com, rfi.fr, abcnews.go.com, ilo.org, peoplematters.in

Immagine di copertina via techcrunch.com

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