Joe Bastianich racconta la sua New York… in musica

Dopo aver pubblicato lo scorso settembre il suo primo album, “Aka Joe”, Joe Bastianich porta il suo lavoro sul palco in una veste particolare: i racconti della sua New York

Joe Bastianich ©Marta Bandino | Ghigliottina

Se nominassimo Joe Bastianich in qualsiasi contesto, nessuno escluso, la visione collettiva ci porterebbe sicuramente a quello spietato giudice di Masterchef Italia col tempo diventato un simpatico meme tra tutti i suoi “Mi stai diludendo” e commenti sarcastici in un italiano troppo influenzato dallo slang americano.

Eppure, The restaurant man, non è solamente il giudice televisivo e ce lo aveva dimostrato il 20 settembre 2019 quando uscì quel Aka Joe che ci ha mostrato un altro animo di questa figura dalle mille sfaccettature. Joe Bastianich ha un animo rock, fortemente influenzato dalla tradizione americana del blues, del folk rock, da Bruce Springsteen. Ogni canzone racconta una storia e racchiude un significato speciale.

E proprio su questo concetto si fonda il suo show, New York Stories così ha deciso di chiamare i suoi due show di Roma e Milano, uniche due tappe per ora sui palchi dei club italiani.

Uno spettacolo che si fonda sul racconto, attimi di una vita a metà tra gli Stati Uniti e l’Italia, resi possibili dalla Nonna Erminia tante volte nominata in TV ed interviste.

Si parte a sala completamente buia, ma non piena come nelle migliori occasioni, ma si poteva immaginare. Arriva sul palco la band e infine proprio Bastianich, la cui sagoma è riconoscibile dal largo cappello.

Inizia lo show con il testo di New York New York recitato dallo stesso artista prima che la musica inizi a risuonare nel locale. Shadow è il primo pezzo che apre la scaletta della serata. 

Il concerto è un susseguirsi di racconti e musica, che genera un rapporto intimo tra i fan presenti e il palco, bisogna ammettere che poco è importato che la sala non fosse gremita.

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Si parla degli inizi della carriera musicale di Bastianich, quando come ogni teen movie americano ci ha insegnato, un adolescente si chiudeva con gli amici in un garage per suonare (Joe played guitar). Di tristi eventi saliti alla cronaca globale come la sparatoria alla scuola elementare Sandy Hook del 2012, Twenty Snowflakes è la risposta di Bastianich alla domanda del figlio Miles: Perchè succedono queste cose?

Non scordiamoci poi il sogno americano: Cadillac è scritta ricordando la macchina di papà Felice, a quanto pare amata quasi più del figlio stesso, ma si sa la caddy ha sempre rappresentato il sogno americano per chi arrivato negli USA doveva ricostruire la propria vita.

Non poteva mancare un ricordo di quella vita newyorkese di Joe, Nonna Erminia da poco diventata novantanovenne a cui è dedicato il pezzo Nonna (97 years).

Musica, Jam session e infine cover per chiudere una serata davvero speciale. Prima Purple Rain in acustico eseguita dal solo Joe e infine Stayin’ alive  con tutta la band.

Quel che è andato in scena sul palco di Roma ha dimostrato che c’è dell’altro oltre il personaggio tv spesso cinico e forse un po’ duro davanti agli aspiranti chef: un’umanità molto grande costruita col tempo e che sul palco irrompe e crea una forte connessione col pubblico. La nuova carriera musicale di Joe Bastianich è promossa a pieni voti.

Di seguito la scaletta del concerto:

Shadow
Joe Played Guitar
Forever
Make Up
Twenty Snowflakes
Cadillac
Beautiful Bird
Nonna (97 years)
Pray on Paine

(Jam session)
16 Day
Take Me Down
What is a man
Won’t Say Another Word
Purple Rain – versione acustica
Stayin’ Alive

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