“The Last Hero” ha toccato finalmente la capitale: gli Alter Bridge live all’Orion

La band statunitense infiamma il piccolo club di Ciampino il 5 luglio per la tappa romana del tour estivo

Un concerto nato sotto un dubbio costante, un cambiamento repentino di location che ha spostato il palcoscenico dal palco dell’ippodromo di Capannelle al piccolo, ma non meno importante, dell’Orion Club di Ciampino. L’organizzazione sempre la stessa, quel Rock in Roma che si propone ogni anno di portare gli artisti più importanti del panorama internazionale sul suolo della capitale, non sempre riscuotendo il favore del pubblico, ma poco importa, ciò che conta è il livello artistico che spesso sa accontentare tutti i gusti.

Sicuramente il palco dell’Orion non sarà grande come quello di Capannelle, a risentirne ne è stata anche l’acustica, come sarà noto a chi più volte ha frequentato il locale saprà non essere delle migliori, ma l’impressione una volta entrati è quella di essere in un teatro statunitense dove di lì a poco l’hard rock scalzerà tutti i dubbi e tutte le perplessità.

L’impatto è dei migliori e l’apertura dei Blues Pills, rock band svedese scelta per scaldare entrambe le date italiane del tour, non fa che confermare la sensazione che la serata farà di gran lunga divertire.
Ma il momento più atteso arriva quando sono appena le 21, un boato assordante, il locale è pieno e il caldo asfissiante non fa che confermarlo. Gli Alter Bridge salgono sul palco e l’impatto sonoro delle chitarre di Myles Kennedy e Mark Tremonti è inimmaginabile. La band statunitense dà da subito il meglio di sé, Come to life mostra subito i loro punti forti, l’inaudita voce di Kennedy e la potenza della chitarra di Tremonti.

La band è carichissima, il passaggio al primo pezzo in scaletta dall’ultimo lavoro, The Last Hero, è diretto senza una pausa, The writing on the wall scuote ancora il pubblico come se non fosse bastato il primo brano, il pogo nel pubblico è già fitto nonostante il piccolo spazio.
Iniziano a volare i primi plettri, si sa è un’usanza abbastanza frequente soprattutto tra le band d’oltreoceano, e il pubblico non può far a meno di litigarsi i cimeli, la folla è in visibilio. Passando per Addicted to pain, singolo di lancio del penultimo album (Fortress), si arriva a Ghost of days gone by, uno dei brani più conosciuti della band. Inutile dirlo, la band lo sa e sa giocare bene con il pubblico che si unisce all’unisono sul ritornello, più volte invitati dallo stesso Kennedy.

Si ritorna ad un pezzo più recente, forse uno dei più elaborati della band, Cry of Achilles, un brano di 6 minuti in cui la chitarra di Mark Tremonti, mostra la sua forza tra assoli elettrizzanti e riff potenti, e la melodica voce di Myles Kennedy fa capire perché è considerata tra le migliori del panorama rock mondiale ad oggi, cambi di tonalità perfetti senza sbavature e senza nemmeno mai accennare una stonatura, in una sola parola: pazzesca.
Il concerto prosegue spedito, si passa da My champion, singolo dell’ultimo album, fino ad arrivare a Water Rising dove il microfono passa allo stesso Tremonti che dimostra di non essere solamente un chitarrista superlativo.

La scena passa però al solo Myles Kennedy, per quello che forse può essere il momento migliore di tutto il set. Da solo sul palco, in braccio una chitarra acustica, prima un gioco di voce con il pubblico, ma poi le prime note escono dalla chitarra. Watch over you, rivisitata in chiave puramente acustica chitarra e voce, lì dove manca la seconda voce di Cristina Scabbia, la voce dei Lacuna Coil che proprio insieme agli Alter Bridge ha interpretato il pezzo, c’è il coro unisono del pubblico, che alla fine strappa un sorriso a Kennedy che si lascia andare un “You guys are the best”.

Ma siamo arrivati al giro di boa del concerto e si susseguono una dopo l’altra le hit più conosciute della band: Isolation, Blackbird, Open your eyes e Metalingus. Immancabili in ogni scaletta della band di Orlando. Il pubblico continua a cantare, pogare e divertirsi. La soddisfazione si può leggere lampante negli occhi degli artisti, che continuano a divertirsi sul palco irrefrenabili.

Prima della pausa c’è tempo per Show me a leader, quarto ed ultimo brano in scaletta tratto da The Last Hero, che chiude così la prima parte del concerto lasciando con sé tanta carica.
La sola Rise Today riempie il bis della band, come un urlo liberatorio che congeda i fan finalmente soddisfatti della scaletta e della serata.
Una voce inaudita, tra le migliori del panorama mondiale odierno, e una compattezza sonora della band hanno scacciato tutti i dubbi e le perplessità date dal cambio di location, gli Alter Bridge si sono mostrati come gli “ultimi eroi” della serata.

Cristiano Tofani

SCALETTA
Come to Life
The Writing on the Wall
Addicted to Pain
Ghost of Days Gone By
Cry of Achilles
My Champion
Ties That Bind
Crows on a Wire
Waters Rising
Watch Over You
Isolation
Blackbird
Open Your Eyes
Metalingus
Show Me a Leader

Bis
Rise Today

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