Il centro-destra e il “Ti odio e poi ti amo e poi ti odio e poi…”

Il nuovo tentativo di Berlusconi di riallacciare i rapporti con gli storici alleati e il resto del centro-destra, a partire da Alfano, che riflette su quest’ennesima possibilità, comprese le primarie per l’eventuale nuovo candidato a Presidente del Consiglio

di Andrea Rosiello

Silvio Berlusconi e Angelino Alfano (fonte immagine: huffingtonpost.it)

Silvio Berlusconi e Angelino Alfano (fonte immagine: huffingtonpost.it)

La storia, specialmente quella politica e italiana, è fatta di corsi e ricorsi. Una sorta di statico dinamismo usato da tutti nei momenti di crisi ma, magicamente, dimenticato non appena si ottengono potere o voti.

E non c’è molto da meravigliarsi, perché se fossero solo alcuni partiti o pochi soggetti politici, questo modo di agire sarebbe esecrabile e da ostracizzare. Ma tutti prima o poi cedono alla tentazione e strizzano l’occhio all’ex acerrimo nemico diventato, poi, fidato alleato per il bene del Paese.

Questa volta sembra sia Forza Italia a fare gli occhi dolci al Nuovo centrodestra di Angelino Alfano, ma anche a Fratelli d’Italia, Lega e forse Udc. Pochi giorni fa Silvio Berlusconi ha inviato una lettera pubblica, dalle pagine de Il Giornale, ai leader del centro-destra.

Il leader degli azzurri invita ad “una riflessione sul tema dell’unità politica intorno ai valori che ci accomunano”. E ancora, a “riprendere, per gradi e nel rispetto delle storie di ciascuno, la strada per costruire non un cartello elettorale, che non servirebbe a nulla, ma una piattaforma politica comune in vista delle prossime scadenze elettorali”.

Più chiaro di così si muore.

All’assemblea nazionale del Nuovo centrodestra a Roma, svoltasi lo stesso giorno della pubblicazione della lettera di Berlusconi, l’ex delfino dell’ex Cavaliere ha aperto i lavori dichiarando: “La nostra strada non si allarga. E leggendo i giornali stamattina si capisce che chi doveva capire ha capito il gesto di coraggio – ha detto Alfano –,  e ha scelto una strada del tutto diversa rispetto a quella che c’era il rischio potesse scegliere”. Lo stesso ministro dell’Interno ha inoltre annunciato che uno dei prossimi impegni sarà la “costruzione di una grande area moderata italiana del centro-destra”.

Ma per un ex che apre, seppur parzialmente, un altro mette in chiaro i paletti dell’alleanza. Pochi giorni dopo l’assemblea nazionale, il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi ha dichiarato che per dare vita ad una nuovo accordo  tra le forze politiche di centro-destra, “Forza Italia deve chiarire da che parte sta, perché non tolleriamo la linea estremista che la Lega Nord sta rappresentando con Salvini”. 

Di idee un po’ diverse l’ex ministro dell’Agricoltura, ora capogruppo di Ncd alla Camera, Nunzia De Girolamo che, in un’intervista al Corriere della Sera la scorsa settimana, ha parlato di coesione nel centro-destra, “da Forza Italia a noi del Nuovo centrodestra, passando per Udc, Fratelli d’Italia e Lega. Dobbiamo costruire la coalizione dei prossimi vent’anni“.

Dunque si pensa a ritorno alle origini che sembra puntare più sui numeri del potenziale elettorato che sui punti in comune tra le diverse forze politiche. Ma se davvero si tornerà ad un cartello del centro-destra, non ci sarà il problema della scelta del futuro leader nonché candidato a Presidente del Consiglio?

L’ultima volta, nel dicembre 2012, Berlusconi mandò il tavolo delle primarie all’aria, scendendo nuovamente in campo e annientando le velleità degli aspiranti candidati, Alfano in primis.

Questa volta però l’ex Cavaliere a causa della sentenza sul processo Mediaset non può essere candidato, come previsto dalla legge Severino. Ed ecco che l’ipotesi primarie trova largo non solo tra le fila di Ncd ma, soprattutto, tra i protagonisti di Forza Italia.

Tra questi Giovanni Toti, consigliere politico di Berlusconi. Il neo europarlamentare azzurro ha ammesso che il nuovo leader del centro-destra sarà scelto “probabilmente con lo strumento delle primarie, che non per forza però sono lo strumento migliore”.

Ma in tutto questo tira e molla fra chi va e chi torna, tra incerti sul da farsi e sicuri della vittoria, qualcuno si sarà domandato se agli elettori del centro-destra piacerà questa reunion?

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