Renzi: un'inchiesta per capello (bianco)

Neanche il tempo di rifiatare dalle fatiche del G7. Ad attendere il Presidente del Consiglio di ritorno da Bruxelles un agenda fitta di impegni. Dal caso Mose al bonus fiscale, sono ore decisive per l’esecutivo

di Mattia Bagnato

renzitrenoRientrando da Bruxelles, Renzi rischierà di veder aumentare il numero dei suoi capelli bianchi.

Ad attenderlo, infatti, un’agenda politica densa e complessa. Il caso Mose è sicuramente quello più impellente, perché segue di pochi giorni l’inchiesta Expo, ma soprattutto perché rischia di affondare definitivamente la già fragile credibilità internazionale dell’Italia. A dettare i ritmi degli impegni del Governo ci sono anche: l’intrigata questione della riforma della RAI; il decreto Irpef legato al famigerato bonus di 80 euro; le sanzioni annunciate da Strasburgo se non si troverà una soluzione per il sovraffollamento delle carceri. Il tutto mentre arriva come un fulmine a ciel sereno l’ennesima bocciatura da parte di S&P.

Alto tradimento. Con queste parole Matteo Renzi ha etichettato, dalla sala Stampa del G7, i politici che si macchiano del reato di corruzione. Nessun decreto d’emergenza. Secondo il Premier il problema non sono le regole, ma coloro che in barba a quelle già esistenti continuano a rubare. Renzi, però, incalzato dai giornalisti, ha dovuto ammettere che il sistema di appalti pubblici fa acqua da tutte le parti, ma ha anche ribadito che nei prossimi giorni il Governo lavorerà a nuove regole anti-corruzione. Le novità dovrebbero riguardare il Daspo per i corrotti ed un ampliamento dei poteri per il Commissario Cantone. Provvedimenti che si dovrebbero aggiungere a quelli sul falso in bilancio e sull’auto-reciclaggio.

Riforma RAI. Era l’altro nodo spinoso per il Governo, una questione che si trascina da tempo. Al Festival dell’economia di Trento, Renzi aveva proposto la cessione di Rai Way, tagli per 150 milioni di euro e la riduzione delle sedi regionali. Proposte che avevano scatenato, inizialmente, le reazioni di tutti, giornalisti e addetti ai lavori. Ora, però, la protesta sembra sia quasi rientrata. Il Senato ha approvato sia i tagli che la cessione di quote di Rai way, ma la questione rimane ancora aperta. Servono proposte concrete che possano rilanciare l’azienda, ridurre gli “sprechi veri”, ma soprattutto togliere la RAI dalle grinfie della politica, come ha ribadito Vittorio di Trapani, Segretario dell’Usigrai.

Bonus fiscale. Resta ancora aperto uno dei capitoli più importanti per l’esecutivo, quello su cui il Governo si gioca gran parte della sua credibilità, sopratutto dopo il risultato delle elezioni europee. Grazie alla dodicesima fiducia è passato al Senato il Decreto Irpef, con 159 voti a favore e 122 contrari. Nel maxiemendamento era compreso il bonus fiscale di 80 euro per i lavoratori dipendenti, ma rimane ancora irrisolto il nodo dell’estensione del bonus alle famiglie monoreddito con figli. Ora la “battaglia” si sposta alla Camera dove, forse già il 13 giugno, il provvedimento potrebbe essere discusso ed approvato.

Sovraffollamento carcerario. Sarebbe pronto per essere discusso, già in questi giorni, il decreto legge con il quale il Governo può evitare le sanzioni minacciate dalla Corte di Strasburgo. Un decreto che dovrebbe prevedere un risarcimento di 8 euro per ogni detenuto che ha vissuto in meno di 3 metri quadrati o uno sconto delle pena per coloro che sono ancora in carcere. Con questi provvedimenti, ad un anno dalla Sentenza Torreggiani e nonostante le cose non siamo cambiate molto nelle carceri italiane, il Governo Renzi ha superato l’esame davanti al Consiglio d’Europa. Momentaneamente. Ad ogni modo entro giugno 2015 l’Italia dovrà dimostrare di aver risolto la questione.

(fonte immagine: http://qn.quotidiano.net)

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