Formula 1: pronti al giro di boa con Vettel al comando

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    Sebastian Vettel esulta dopo il successo in Germania: per il tedesco 4 vittorie fino ad ora nel 2013 (fonte immagine: redbull.com)
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    Nella foto Fernando Alonso: lo spagnolo della Ferrari riuscirà a contrastare il dominio di Vettel? (fonte immagine: agi.it)

In vista del Gp di Ungheria di domenica prossima, analisi e numeri di quella che è stata la prima parte del mondiale

di Marina Cavaliere

Sebastian Vettel esulta dopo il successo in Germania: per il tedesco 4 vittorie fino ad ora nel 2013 (fonte immagine: redbull.com)

Sebastian Vettel esulta dopo il successo in Germania: per il tedesco 4 vittorie fino ad ora nel 2013 (fonte immagine: redbull.com)

Si iniziano a tirare le somme nel mondiale di Formula 1. Sì, perché il prossimo Gran premio, quello d’Ungheria che si disputerà nel weekend del 26-28 luglio sul circuito dello Hungaroring, è il decimo della stagione. Una sorta di giro di boa, insomma.

Certo, ne mancano altri nove e la classifica al momento dice che matematicamente è ancora tutto possibile. Comanda Sebastian Vettel su Red Bull con 157 punti, segue il ferrarista Fernando Alonso con 123 punti e Kimi Raikkonen che con la sua Lotus è fermo a 116. Quarto Hamilton su Mercedes, 99 punti per lui, quinto Mark Webber sulla seconda Red Bull, 93 punti, e sesto Nico Rosberg, 84 punti su Mercedes, e solo dopo arriva l’altro ferrarista Felipe Massa, fermo a 57.

Matematicamente sì, è ancora tutto possibile, almeno per quanto riguarda i primissimi in classifica, ma in alcuni casi non si può fare i conti solo con la matematica e la Formula 1 non ne è esclusa. In uno sport in cui contano, in primis, bravura del pilota e qualità della vettura ma anche efficacia delle strategie, uso sapiente degli pneumatici e, come in tutto, un pizzico di fortuna, va da sé che sono necessari un mix di elementi e tanta tenacia per essere incoronati campioni del mondo.

Sebastian Vettel, se la classifica rimanesse questa, si avvierebbe a diventare campione per la quarta volta consecutiva e non avrebbe sicuramente rubato niente a nessuno. È andato a punti 8 volte su 9, quattro volte sul gradino più alto del podio, con una qualità di guida e una tenacia che, nonostante la giovanissima età, potrebbe insegnare a molti altri piloti. Un’altra lezione l’ha involontariamente data anche in occasione dei test Pirelli di Silverstone (per provare i Pirelli P Zero che saranno utilizzati a partire dal Gp di Ungheria) dove, tra i big della Formula 1, è stato l’unico a provare le gomme insieme a Felipe Massa. E, al termine della tre giorni di test, è stato l’unico a mettere d’accordo tutti: il tedesco ha chiuso col miglior tempo. Quinta e sesta le due Ferrari con Davide Rigon davanti a Felipe Massa che si è detto soddisfatto della riuscita dei test. Perché alla fine i mondiali così si vincono, anche mettendoci la faccia in prima persona in test che di solito si delegano al collaudatore o al giovane pilota di turno.

Incomprensibilmente Fernando Alonso, primo pilota Ferrari e colui che dovrebbe recitare il ruolo di avversario principale di Vettel, ha deciso di non partecipare. Sia chiaro, non è un’assenza a un test Pirelli a far demeritare un campione come Alonso o a compromettere irrimedialmente una stagione ma, forse, di leggerezza si può parlare. Soprattutto dopo che un intero Gran premio come quello corso sulla pista di Silverstone, è stato letteralmente funestato da una moria di pneumatici che ha dimezzato i piloti in gara e creato non poche polemiche proprio nei confronti della Pirelli. “Perchè non vado ai test? Perche non è possibile provare…! Ho un lavoro importante al simulatore“, è stata la risposta di Alonso a chi gli ha chiesto i motivi del suo forfait.

Nella foto Fernando Alonso: lo spagnolo della Ferrari riuscirà a contrastare il dominio di Vettel? (fonte immagine: agi.it)

Nella foto Fernando Alonso: lo spagnolo della Ferrari riuscirà a contrastare il dominio di Vettel? (fonte immagine: agi.it)

Capitolo gomme a parte, comunque, le qualità dello spagnolo si conoscono ma, come si diceva prima, per vincere servono un mix di elementi e a volte si ha come la sensazione che alle Ferrari e ai suoi piloti ne manchi sempre qualcuno. Anche i numeri lo dicono: è vero che Fernando è andato a punti, come Vettel, 8 volte su 9 ma è anche vero che lo spagnolo ha vinto due gran premi (contro i quattro del tedesco), è andato 5 volte sul podio (contro le 6 dell’avversario) ma soprattutto non è ancora mai riuscito a imporsi nelle qualifiche.

Un’altra sostanziale differenza tra i due riguarda i compagni di scuderia: uno si chiama Mark Webber e, nonostante abbia già annunciato l’addio al circus della Formula 1 per l’anno che verrà, tenta sempre con successo di non demeritare al cospetto del suo compagno di scuderia Red Bull. E bisogna dire che ci riesce così bene che talvolta l’ha addirittura messo in difficoltà.

L’altro invece si chiama Felipe Massa, che non viene proprio da un momento felice: la sua stagione non è delle più esaltanti, funestata da incidenti e uscite di pista repentine, tanto che anche il presidente della Ferrari Montezemolo è dovuto intervenire sulla questione affermando che “Felipe sa che ha la nostra totale fiducia, mi auguro di veder presto concretizzate nei risultati tutte le sue doti, come le ottime partenze che ha fatto vedere negli ultimi due GP“. Ma sul futuro del brasiliano il patron non si sbilancia: “Il futuro? Ne parleremo più avanti, non c’è fretta“, è stata la risposta secca.

In questo quadro dominato dalla “lotta” Ferrari-Red Bull si inseriscono per la gioia degli spettatori, meno per i tifosi delle scuderie sopracitate, gente come Raikkonen, Hamilton e Rosberg, che animano non poco classifica e gare in pista.

Il Gp di Ungheria sta arrivando, il giro di boa anche…vediamo chi riuscirà a mettere la prua davanti a tutti e attendiamo che la pista ci dica chi, alla fine, è stato il migliore.

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