A Roma “SPAM, informazione indesiderata”

La visione della società e del nostro tempo, secondo l’artista Dario Carratta

di Giorgia Braico

fonte immagine: ilmuromag.it

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La Galleria 291 Est di Roma ospita, a conclusione della III edizione del progetto artistico Distopie, la mostra di Dario Carratta SPAM, informazione indesiderata, dal 15 al 29 giugno 2013.

Distopie nasce nel 2012 a cura di Roberto D’Onorio, con l’intento di riunire artisti che raccontino e mettano in mostra luoghi comuni ma svelandone la natura distopica, ossia l’ambiente che incide e forma l’individuo.

Una critica, a suo modo ironica, verso la società in cui si vive, esasperando i rituali tradizionali della “civiltà”, prospettando la peggior visione possibile, al fine di focalizzare l’attenzione su ciò che invece c’è di bello e positivo.

In questo contesto si inserisce Dario Carratta (classe 1988), ultima tappa di questo percorso, sottolineando gli effetti della cultura sull’ambiente, i mass media, e l’informazione.

Ghigliottina ha intervistato proprio il giovane artista di Gallipoli.

Dario Carratta, parlando un po’ di te, come ti sei avvicinato al mondo dell’arte, e quali tecniche usi maggiormente?

Al mondo dell’arte mi sono avvicinato in modo molto naturale e spontaneo, da sempre ho armeggiato con colori e utensili vari, fino ad arrivare alla consapevolezza che era questa la strada che volevo intraprendere nella mia vita. Dopo la maturità ho deciso di iscrivermi presso l’Accademia di Belle Arti e cominciare la mia ricerca artistica in modo più maturo e consapevole. La tecniche che uso maggiormente sono l’olio, l’acrilico e l’acquerello, diciamo che poi le ho sperimentante un po’ tutte anche perché, in accademia, ci sono diversi corsi che ti danno la possibilità di spaziare. In questo caso con la mostra “Spam” ho indagato la questione installativa più che pittorica, e devo dire che è stato un processo molto interessante e stimolante, per me nuovo.

La tua personale, SPAM – informazione indesiderata, è l’ultima tappa del progetto artistico Distopie, della Galleria 291 Est. Come è nata questa collaborazione, cosa ti ha attratto maggiormente?

Sì, questa mostra fa parte del progetto Distopie che portiamo avanti da un anno, la collaborazione è nata grazie a Roberto D’Onorio che mi ha fatto conoscere Vania Caruso, la gallerista. Tutto il resto è venuto da sé, la galleria è uno spazio fresco e giovane dove si parla, si sperimenta, è questo mi ha subito stimolato, è questo che mi ha attratto maggiormente a collaborare con loro, ho abbracciato subito il modo dinamico di lavorare, di rapportarsi anche agli artisti ospitati. Credo sia un ambiente prolifico e anche raro da trovare dove qualità e nuove idee vanno di par ipasso.

La mostra ha un indirizzo tematico molto particolare. Che tipo di “realtà” rappresenti con le tue opere e cosa vuoi comunicare al pubblico?

Nelle mie opere cerco di rappresentare una realtà che poi fondamentalmente non esiste. Nel senso che cerco sempre di distaccare tutti i personaggi che popolano le mie opere da una “realtà vera” per trasportarli in una dimensione fondamentalmente onirica dove regna un situazionismo accostato al mondo dei sogni e che si sviluppa tramite meccanismi che non esistono per l’appunto nella realtà che noi viviamo. È proprio questo che voglio comunicare al pubblico: una sorta di distacco, di divisione dalla realtà, per dare altre chiavi di lettura al mondo e dare nuove possibilità di sviluppo tramite la fantasia e quello che essa può creare. Specificatamente nel caso di questa mostra (Spam) ho voluto ricreare un mini habitat dove vivono queste piccole sculture, una sorta di acquario umano dove i dettagli e le situazioni sono ferme e l’unico protagonista poi fondamentalmente è la nostra fantasia, che poi andrà a mettere ordine in questa piccola situazione ferma.

Cosa ne pensi dell’informazione in Italia?

Credo che l’informazione in Italia come ormai in tutto il mondo sia in questo periodo storico in una nuova fase di evoluzione. Siamo ormai colpiti giornalmente da informazioni di tutti i tipi ed anche in modo prorompente e aggressivo direi. Anche per questo l’informazione sta diventando una sorta di Spam a tutti gli effetti. L’informazione infatti è un qualcosa che va gestito e calibrato in modo molto retto e con un’etica ben costruita. Altrimenti, come notiamo appunto noi italiani, ci ritroviamo soggiogati da informazioni che non hanno nessun contenuto se non quello di far precipitare le persone o nella paura o, paradossalmente, farle vivere come se tutto vada bene anestetizzando il senso critico, e questo poi porta di conseguenza un popolo a prendere decisioni sbagliate e a ritrovarsi a far i conti con grandi crisi sociali.

Secondo te la tecnologia ed i nuovi mezzi di comunicazione che ruolo stanno avendo nel nostro modo di vivere nella società, di diffondere informazioni, di creare cultura ed arte?

La tecnologia sta avendo il ruolo che deve avere, cioè aiutare e far progredire anche perché, essendo stata creata dall’uomo, è un mezzo a sua disposizione per creare ricchezza e benessere oppure far sviare o addirittura manipolare. Credo che tutti i nuovi mezzi di comunicazione abbiano un potenziale abnorme e molte volte questa cosa viene sottovalutata dalla maggior parte delle persone. Ormai internet è diventato un grande hardisk delle nostre vite, tra blog, social network, etc, ci ritroviamo con la nostra vita che va in diretta sul mondo e la cosa più curiosa è che poi fondamentalmente siamo noi a volerlo fare, per quell’irrefrenabile voglia che abbiamo di far vedere al mondo che esistiamo. Poi tutto il resto è da vedere, come ho detto prima la tecnologia e i nuovi mezzi di comunicazione sono nati per agevolarci e renderci la vita più semplice, per quello sono uno strumento fondamentale per diffondere cultura ed arte, l’importante è non abusare dei propri mezzi e saperne sempre fare uno giusto uso.

Cosa ne pensi della situazione della cultura oggi in Italia? E che ruolo può avere ancora l’arte nella nostra vita?

La situazione culturale in Italia, secondo me, è molto attiva a discapito di come molti possano pensare. Nella mia vita ho incontrato gente che vive per fare cultura ed arte e ci investe un’intera vita per fare ciò e dare al prossimo anche la possibilità di vedere il mondo con occhi diversi che non siano, per l’appunto quelli, dell’informazione convenzionale. Non credo nelle crisi culturali, credo che sia un problema di educazione nel recepire la cultura, che è ben diverso. Molte volte chi fa cultura si scontra con realtà che la reputano come un qualcosa di inutile o addirittura un vezzo senza senso; sta appunto tutto nelle politiche che attua un paese, ma le persone che si battono per la cultura e la bellezza (intesa come arte) ci sono e sono intorno a noi, basta ascoltarle e darle una voce. L’arte può avere diversi ruoli nella nostra vita, l’importante è avere la sensibilità per capire che la vita non è soltanto quotidianità e bollette da pagare, ma anche bellezza e meraviglia e l’arte deve farci capire che siamo anche capaci di creare intorno a noi e per gli altri bellezza e che per questo va condivisa e va agevolata. Poi l’arte può creare ribellione, estasi, introspezione, paura…tutta una gamma di sentimenti, ed il ruolo che lei deve avere è proprio questo credo, smuoverci per consegnare a tutti noi nuove chiavi di lettura della vita, della nostra condizione di esseri umani.

SPAM, informazione indesiderata

c/o Galleria 291 Est

Viale dello Scalo San Lorenzo, 45 – 00185 Roma

Dal 15 al 29 giugno 2013

Ore 19.00

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