Il nodo Iva mette il governo alle strette

La questione Iva tiene il Governo sulle spine: ecco il punto sulla situazione

di Andrea Ranelletti

enrico_letta_angelino_alfanoCrescono le pressioni del Popolo delle Libertà sul Governo Letta per posticipare l’aumento dell’Iva. Il solco che divide chi ritiene che l’aumento dell’1% dell’aliquota sui beni al consumo, previsto a partire dal prossimo 1 luglio, resti una scelta obbligata e chi invece sostiene vada fatto di tutto per evitare di appesantire ulteriormente le spalle dei consumatori continua ad ampliarsi, mentre diminuisce lo spazio a disposizione per trovare soluzioni alternative. “Stiamo studiando tutte le opzioni – rivela il Ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni – l’obiettivo è quello di trovare il massimo d’intesa possibile per non creare nuovo debito”.

Mercoledì prossimo – salvo imprevisti e rinvii dell’ultim’ora – verrà annunciata la definitiva decisione sulla questione. Sono prevedibili tensioni tra le parti, già avvertibili dalla divergenza nelle posizioni prese in merito alla riuscita dell’accordo: secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, fonti del Pdl hanno sparso la voce riguardante “un’intesa di massima”, che porterà al rinvio dell’aumento di almeno tre mesi. Doccia fredda è giunta poche ore dopo da persone vicine al Presidente del Consiglio: “Non c’è alcuna intesa, mancano ancora le coperture, non è detto che si trovino”.

Desiderio di Letta e dei suoi è quello di mantenere un profilo basso, cercando di non esasperare l’opinione pubblica. Il problema resta infatti quello di reperire le coperture necessarie a scongiurare l’aumento: si continua a far riferimento al “tesoretto” derivato dal calo dello spread, che avrebbe consentito di accumulare almeno 3 miliardi di euro attraverso la minore spesa per interessi. Altre opzioni prese in considerazione sono quelle di una “copertura ponte” da un miliardo di euro, in grado di garantire la sostenibilità di un probabile rinvio dell’aumento di pochi mesi, o da due miliardi di euro, qualora si decidesse di rinviare il provvedimento per un periodo più lungo.

I nodi della questione non sono stati sciolti dall’incontro di venerdì scorso tra Alfano e Letta. Al termine del pranzo il leader del Pdl ha rilasciato una dichiarazione forte: “il destino del governo è legato al programma e se non è realizzato l’esecutivo non va avanti”. E’ netta quindi la pressione effettuata dal Pdl per mantenere una delle principali promesse – assieme a quella sulla cancellazione dell’Imu – del suo programma elettorale.

E’ uno stallo di natura prettamente politica quindi quello che sta causando il rinvio di una misura di cui le casse statali in difficoltà non sembrano oggi poter fare a meno. Più che la battaglia su un rinvio “cosmetico”, è oggi necessario che i partiti inizino a lavorare in maniera più capillare a riforme in grado di rimettere l’economia in piedi sul  breve e medio termine, cercando l’accordo su punti fondamentali per impedire l’asfissia industriale in una nazione che si avvicina a rapidi passi al punto di non ritorno.

(fonte immagine: http://tg24.sky.it)

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