Le White Women di Helmut Newton a Roma

Dal 6 marzo al 21 luglio al Palazzo delle Esposizioni la mostra su uno dei fotografi più significativi del XX secolo

di Francesca Britti

Fonte immagine: (C)Helmut Newton Foundation

Fonte immagine: (C)Helmut Newton Foundation

Donne nude e in pose provocanti. Ma mai volgari. Anzi implicitamente ironiche nello stravolgere l’immagine stereotipata della donna.

Corpi di modelle nude a volte perfetti a volte meno mettendo in risalto la bellezza di ogni donna e la sua personale sensualità, a testimonianza che non è la perfezione (o pseudo tale) a far emergere la femminilità e sensualità di una donna.

L’iniziativa di portare le opere principali di Newton nella capitale romana è stata della moglie dello scomparso fotografo, June Newton, che nel 2011 decise di raccogliere le immagini più emblematiche dei primi tre libri del marito che danno il titolo alla mostra: White Women, Sleepless Nights, Big Nudes.

La prima raccolta risale al 1976 quando, ormai alla soglia dei 56 anni, pubblica la monografia in cui, ritraendo donne seducenti, il fotografo reinterpreta il concetto di fotografia di moda e in particolare evidenzia la trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale.

Nel 1978 esce Sleepless Nights e in questa raccolta Newton attua un altro stravolgimento. Le fotografie di moda della precedente monografia diventano ritratti per poi cambiare in reportage e da reportage in scene del crimine. Questi scatti effettuati soprattutto per Vogue, per cui ha lavorato per una vita intera, lo consacrano come icona della fashion photography.

Ma entra ufficialmente nell’olimpo con la terza raccolta, Big Nudes, che come suggerisce il titolo riguarda nudi in gigantografia. Queste fotografie del 1981 riempirono le gallerie e i musei di tutto il mondo conquistando pubblico e critica.

Ciò che colpisce di Helmut Newton è la sua capacità di sviluppare narrazioni da temi apparentemente discordanti come i due nudi di Patty Hansen tra cui è inserita un’immagine religiosa di Poggibonsi che fa appunto da contrasto. Il fotografo costruiva, e le sue raccolte ne sono una prova, delle relazioni personali ed intime fra questi elementi non sempre facili da cogliere.

La lista di opere di forte impatto sarebbe lunga. Giusto per citarne qualcuna: Rimedio per un occhio nero in cui sono fotografati gli occhi di una donna con un pezzo di carne fresca utile ad alleviare un occhio nero. Nuda nelle alghe, fotografia scattata a Saint Tropez nel 1981, in cui una donna nuda, ritratta alla riva del mare, è ricoperta di alghe. O ancora una delle sue più famose, Here they come, in cui sono accostate due immagini delle stesse modelle che camminano per strada ma in una sono vestite e nell’altra nude.

La mostra è patrocinata da Roma Capitale-Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico, da Azienda Speciale Palaexpo, dalla Helmut Newton Foundation, in coproduzione con Civita e in collaborazione con GAMM Giunti.

Helmut Newton. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes

6 marzo – 21 luglio 2013

Roma, Palazzo delle Esposizioni, Via Nazionale 194

Orario 
Martedì, mercoledì, giovedì: 10.00 – 20.00
Venerdì, sabato: 10.00 – 22.30
Domenica: 10.00 – 20.00

Lunedì: chiuso

Informazioni: Tel. 06 39967500

 

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