Tutti contro tutti, o tutti con tutti?

La grande incomprensione della politica italiana a una settimana dal voto

di Camilla Barni

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Mancano solo pochi giorni al voto, ma il panorama politico italiano rimane ancora frammentato e incerto, soprattutto nell’ambito delle alleanze e dei programmi, o ancora, restano oscuri i nomi dei promettenti presidenti del Consiglio dei Ministri. Si torna a parlare di alleanza tra centro e centro – sinistra, il Cavaliere dall’alto del suo podio attacca Grillo e il professore; Bersani e il centro – sinistra non sanno da che parte stare, se con il professore, o con Vendola. Ma cerchiamo di fare ordine.

Partiamo dal professor Monti. Nell’ultima settimana di campagna elettorale, Mario Monti lancia un appello ai sui competitors: “Mancano pochissimi giorni al voto, davvero volete sottrarre ai cittadini italiani il diritto di formarsi un’idea sulla base di un confronto diretto tra i candidati?”. E così dicendo, invita i suoi due nemici a confrontarsi in diretta tv. Dall’altra parte i due diretti interessati fanno i vaghi e sviano con risposte allusive.

Se Bersani rimane a vedere quello che combinano Monti e Berlusconi, il Cavaliere è più diretto, usando un linguaggio forte e populistico. “Solo chi non capisce nulla di economia, come Monti, poteva fare errori come l’introduzione dell’Imu” ha affermato. La sua campagna elettorale incentrata soprattutto sulla promessa di restituzione dell’Imu agli italiani e alla creazione di milioni di milioni di posti di lavoro, continua incessante.

Dal palco di Torino, Berlusconi ne ha una per tutti: dopo gli attacchi sull’incompetenze del professor Monti, passa, come sempre, a terrorizzare i suoi ascoltatori parlando di comunisti mangia bambini. “Grillo è un vero pericolo per la democrazia”, ha detto l’ex Premier, e poi tutto sicuro di sé e della fiducia che gli viene trasmessa dai suoi ascoltatori nella sala del Lingotto, dice: “A noi Grillo ci fa un baffo”. Per il lui il problema con il Movimento 5 Stelle è soprattutto di contenuti: “Più dell’80% delle persone delle sue liste – ribadisce – vengono da ambienti di estrema sinistra”.

Se Berlusconi grida “al lupo al lupo” guardando i candidati di Grillo, Bersani cerca di portarsi a casa l’approvazione di Monti. Il professore condivide e apprezza la chiamata alla responsabilità di governo da parte di Bersani, ma precisa, “solo per fare riforme per rilanciare il Paese”, e ribadisce come tra i due schieramenti non ci sia nessun tipo di accordo o di ipotesi di accordo.

Intanto, a meno di una settimana dal voto, resta il dubbio sullo schieramento ibrido che vede insieme da Fini a Vendola. Si dice e non si dice, forse per vedere che effetto può fare sull’elettorato, ma più si avvicina la data del voto e più Bersani, Monti e Vendola smussano i loro angoli. Monti, nei confronti di Vendola, continua a sostenere le opinioni di quest’ultimo “sono rispettabili, ma non in linea con gli interessi del Paese”.

Intanto Vendola risponde che “Monti non è Berlusconi e che saranno i problemi reali a indicare la direzione di marcia”. Dichiarazione che fa il palo con le parole di Pier Luigi Bersani: “Sono convinto che con i problemi che abbiamo l’aspetto delle alleanze passerà in secondo piano e voglio vedere chi si sottrarrà alla responsabilità di fare qualcosa per questo Paese”.

Insomma, la fine si avvicina e ancora oggi gli elettori non sono in grado di stabilire di che morte dovranno morire: un governo composto da un’alleanza che vede nel suo insieme ex camice nere e comunisti ambientalisti, oppure un governo frammentario che litiga sempre e non conclude nulla? O peggio ancora, il ritorno del Cavaliere e della sua schiera che sa bene come si organizza economicamente un Paese?

(fonte immagine: http://www.panorama.it/)

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