Basket: Acea Roma ko a Reggio Emilia

Sconfitta per la Virtus contro la Trenkwalder (96-93). Coach Calvani: “Brava Reggio Emilia, noi non abbiamo fatto nulla di quello che dovevamo fare”

di Samuele Perotti (@SamuelePerotti)

Gani Lawal, migliore dell'Acea Roma ieri a Reggio Emilia (gonte immagine: dailybasket.it)

Gani Lawal, migliore dell’Acea Roma ieri a Reggio Emilia (gonte immagine: dailybasket.it)

La vicinanza con la Final Eight di Coppa Italia non può essere un alibi. La squadra vista ieri al PalaBigi è stata troppo brutta per essere vera. Sotto sin dai primi minuti, non ha mai reagito, tranne un sussulto d’orgoglio nel finale. Lenta e senza idee in attacco, molle e poco reattiva in difesa, dove anche il solito Datome è apparso distratto, l’Acea arriva sul -2 a 2’ dalla fine. Qui entra in campo la vera Roma, che non solo risistema la differenza canestri ma arriva ad un passo dall’impresa. Proprio da qui bisogna ripartire in vista della sfida di giovedì contro la chebolletta Cantù.

La prima sconfitta del 2013 per l’Acea coincide con la più brutta prestazione del campionato. Nemmeno a Bologna gli uomini di Calvani sono stati così in difficoltà. I meriti di Reggio Emilia sono tanti ma i demeriti della Virtus ancora di più. Come ha sottolineato il coach: “Noi in sostanza non abbiamo fatto nulla di ciò che avremmo dovuto fare”. La giornata ‘no’ si evidenzia già nel primo periodo. Gli emiliani scappano via trascinati da un super Donnel Taylor (16 punti nei primi 10′). Roma prova a ricucire, ma affidarsi ai soli lunghi non può bastare.

Nel secondo quarto le difficoltà dei romani emergono impietose. La difesa è in continua difficoltà negli uno contro uno, tutti i duelli vengono vinti dalla Trenkwalder, che appare più brillante. In attacco invece non si trovano azioni fluide e si giunge a forzare soluzioni personali. Questo deriva dalla serata negativa degli esterni e del playmaker titolare Jordan Taylor. Quest’ultimo è assente ingiustificato per tutta la partita: non gestisce bene il pallone e non fornisce assist. Solo nel finale, almeno a livello statistico si riprende (18 punti). All’intervallo Reggio Emilia è avanti 45-32.

Il peggiore in campo è Phil Goss. La guardia statunitense non difende e soprattutto non trova mai il canestro nei 26’ in campo. Vista la rotazione corta l’Acea non può permettersi un passaggio a vuoto così importante da uno dei suoi uomini più rappresentativi,  soprattutto se questo si affianca all’ennesima prova inguardabile e confusionaria di Bobby Jones. Anche l’uomo simbolo di questa squadra, Gigi Datome, fallisce. Il capitano è incisivo in attacco (22 punti, 3/5 da 3), dove guida i suoi nei tentativi di rimonta nella terza frazione (parziale di 8-0) ma in difesa è distratto. Basta un semplice movimento e viene lasciato sul posto.

Ottima invece la prova dei padroni di casa, che dopo due sconfitte tornano alla vittoria meritatamente. Il vero trascinatore è stato Donnel Taylor. L’americano è stato letale e la Virtus non ha trovato il modo di fermarlo: 30 punti (4/6 da 3) e 6 assist. La prova difensiva è stata superlativa e coach Menetti può essere contento dei suoi in attacco: 5 uomini in doppia cifra e un asse Cinciarini-Brunner di una straordinaria efficacia. Unica preoccupazione, il calo mentale nel finale.

Nell’ultimo quarto succede di tutto. In modo blando Roma prova a rimontare, ma viene ricacciata indietro dagli avversari e dai fischi arbitrali: un tecnico fischiato a D’Ercole, uno a Lawal e un antisportivo sempre a carico del centro dell’Acea. La Virtus sprofonda sul -21 (82-61) e in campo si vedono solo facce remissive. L’unico obiettivo sembrava essere quello di portare la differenza canestri a casa (dopo il +11 dell’andata) ma Roma stupisce sempre. Corsa, difesa aggressiva e 27 punti realizzati nell’ultimo periodo, comprese le recriminazioni arbitrali per un canestro da 3 non assegnato a Jones per passi.

Da questo ritmi, da questi canestri e dai due lunghi Lawal e Czyz bisogna ripartire per sperare nel colpaccio in Coppa Italia giovedì contro Cantù. La fisicità e la concretezza del numero 31 sono qualcosa di imprescindibile: doppia doppia per lui, 25 punti e 12 rimbalzi. Sembra rinato invece il polacco, che pur commettendo errori banali, lotta e da un ottimo contributo in attacco dove si propone con personalità e realizza 16 punti (9 rimbalzi).

Trenkwalder Reggio Emilia – Acea Virtus Roma 96-93 (25-15, 45-32, 67-56)

Trenkwalder Reggio Emilia: Jeremic 2, James 7, Taylor 30, Brunner 10, Antonutti 12, Veccia ne, Filloy ne, Slanina 17, Cervi 6, Silins 2, Deguara ne, Cinciarini 10. All. Menetti

Acea Virtus Roma: Goss, Jones 2, Tambone, Tonolli ne, Gorrieri ne, D’Ercole 10, Datome 22, Caridà ne,  Taylor 18, Lawal 25, Czyz 16, Lorant. All. Calvani

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