Frank Williams, l’uomo che partendo da zero ha costruito un sogno

Addio a Sir Frank Williams, l’uomo che ha creato una scuderia capace di vincere 7 titoli piloti e 9 costruttori in Formula 1.

È morto all’età di 79 anni Sir Frank Williams. L’uomo che nel 1966 ha fondato la Frank Williams Cars, un team che inizialmente prende parte ai campionati di F3 ed F2 e che dal 1969 approda nella massima serie automobilistica dando vita a una storia che ha portato in dote 7 titoli mondiali piloti e 9 costruttori.

La fortuna di Williams è stato l’incontro nel 1977 con Patrick Head, insieme al quale fonda la Williams Grand Prix Engineering. La prima vittoria di questa nuova scuderia arriverà nel 1979 grazie a Clay Regazzoni. La passione che Frank prova per il suo team è dimostrata da quanto gli accade l’8 marzo 1986. Dopo una sessione di test a Le Castellet in Francia, l’auto con la quale avrebbe dovuto raggiungere l’aeroporto si ribalta e questo fa sì che lui si fratturi due vertebre cervicali, cosa che lo portò a vivere il resto della sua vita su una sedia a rotelle.

Questo incidente non frena il suo entusiasmo, lo porta a vivere con maggior vigore la passione per le corse. Definito da molti “l’Enzo Ferrari d’oltremanica” ha accettato con onore questo paragone facendosene carico anche se, a differenza del genio italiano, per lui la squadra veniva sempre prima del singolo, una filosofia sposata fino all’ultimo giorno della sua gestione.

Keke Rosberg, Alain Prost, Nelson Piquet, Alan Jones, Nigel Mansell, Damon Hill, Jacques Villeneuve: questi gli uomini simbolo della sua scuderia, quelli che gli hanno portato in dote il titolo mondiale. A loro si è aggiunto anche – senza portare in dote l’iride, ma scrivendo una delle pagine più brutte della scuderia – uno dei più grandi piloti della storia della F1: Ayrton Senna, che a Imola il primo maggio del 1994, dopo appena 3 gare sulla monoposto biancoazzurra, perse la vita.

Nonostante il periodo travagliato, coinciso con la recente vendita al fondo Dorilton, il team ha mantenuto intatta la sua magia, il suo spirito portato in dote dal suo fondatore. Nonostante il suo allontanamento dall’azienda, e la sua morte, il team britannico porterà sempre con onore e orgoglio il nome di un visionario amato e rispettato da tutti all’interno del paddock della Formula 1.

Andrea Pulcini

Immagine di copertina via twitter.com/AleIannacci

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