Non solo gli U2: i Primal Scream live al Viteculture Festival

La band scozzese porta a Roma il tour in supporto all’album Chaosmosis sul palco dell’Ex Dogana

©Marta Bandino | Ghigliottina

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La città ormai è in delirio da giorni, sui tg non si parla d’altro e c’è anche l’attesa spasmodica dei fan. Sì, parliamo degli U2, che per giorni hanno raccolto l’attenzione dei media per il doppio sold out allo stadio Olimpico. La grande musica però non è stata protagonista solo del grande palco dell’Olimpico, un’altra grande band del Regno Unito si trovava nella capitale lo scorso 16 luglio. I Primal Scream hanno portato sul palco del Viteculture Festival il tour in supporto al loro nuovo album Chaosmosis per un live che ha toccato tutti i migliori pezzi della loro storia.

Il compito di aprire la serata per l’occasione è stato dato a due giovani band italiane che hanno dato più volte dimostrazione, sia a parole che coi fatti di essere in forte emozione, soprattutto perché avevano l’arduo compito di aprire la serata ad una delle band da cui hanno avuto maggiori ispirazioni. Prima la giovane voce di Lilian More poi il rock degli Handlogic hanno scaldato il pubblico e sicuramente hanno dato modo di farsi conoscere, si sa aprire la serata ad una grande band è sempre un buon banco pubblicitario.

Ma arriva finalmente il momento, la serata è già avanzata e sono quasi le dieci ormai, i Primal Scream salgono sul palco.

La band scozzese formatasi alla fine degli anni ’80 e composta da Bobby Gillespie alla voce, Andrew Innes alla chitarra, Martin Duffy a tastiera e sintetizzatore, Simone Butler al Basso, Darrin Mooney alla batteria, Kevin Shields alla chitarra solista e Barry Cadogan alla ritmica, ha accontentato i fan con una scaletta ben distribuita tra pezzi storici e pezzi nuovi che per una sera hanno fatto tornare tutti tra gli anni 90 e i primi 2000.

Eppure, probabilmente è proprio la capitale italiana a non essere una tappa fortunata per la band scozzese. Lo scorso anno erano stati annunciati, infatti, tra gli headliner del Rock in Roma ma furono poi in seguito costretti ad annullare la tappa a causa di un infortunio proprio del frontman Bobby Gillespie, caduto rovinosamente dal palco in una delle precedenti date.

Poco importa, la grande musica sale sul palco dell’Ex Dogana iniziando con Movin on up. Ed è subito un tuffo al 1991, al terzo album della band, Screamadelica, che dire: un inizio col botto. I fan esplodono e si inizia anche a ballare tra il pubblico.

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Si continua con l’album del ’91, è il turno Slip inside this house, cover dei 13th Floor Elevators. I suoni più psichedelici, i ritmi più marcati, sicuramente non fa altro che confermare la band scozzese tra le più influenti degli anni 90, capaci di unire più generi e sperimentare con la musica come molti hanno provato nel corso del decennio.

Dal terzo lavoro si passa al quarto, Give Out But Don’t Give Up del ’94 con Jailbird. Il pubblico è scatenato, la band ricambia dal palco, poco importa se non è il pubblico delle migliori occasioni, si instaura comunque un certo legame tra la band e i fan.

Un salto temporale di diversi anni, siamo nel 2006 ed è il turno di Dolls (Sweet rock and roll), eppure il sound è lo stesso, confermandosi come una delle band immortali del panorama rock.

Arriva però anche il momento dell’ultimo lavoro Chaosmosis con (Feeling like a) Demon again e il pubblico apprezza ormai completamente conquistato dal sound marchio di fabbrica della band.

I’m Losing More Than I’ll Ever Have, un altro grande classico direttamente dai primi album della band. La scaletta sta continuando a donare salti temporali continui, che il pubblico continua ad apprezzare scatenandosi e battendo le mani a tempo.

La scaletta corre veloce verso il termine si passa per Swastika Eyes fino ad arrivare all’intramontabile Rocks con cui il pubblico si scatena devinitivamente prima del bis.

Higher than the sun e Come Together chiudono una scaletta di quasi più di un’ora e mezza di live che ha sicuramente emozionato il pubblico.

Salti temporali continui e una coesione artistica della scaletta come solo una grande band può fare hanno caratterizzato un live davvero emozionante che si spera presto di poter rivedere, magari, con il pubblico che meriterebbe.

Di seguito la scaletta della serata
Movin’ On Up
Slip Inside This House
(13th Floor Elevators cover)
Jailbird
Dolls (Sweet Rock and Roll)
It’s Alright, It’s OK
(Feeling Like a) Demon Again
I’m Losing More Than I’ll Ever Have
100% or Nothing
Swastika Eyes
Loaded
Country Girl
Rocks

Encore:
Higher Than the Sun
Come Together

Cristiano Tofani

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