Venezia71: i titoli in programma alla Mostra del Cinema 2014

Annunciati i film di tutte le sezioni del prossimo Festival, dal 27 agosto al 6 settembre. Grande delusione per l’assenza di Herzog e Malick, ma sono stati finalmente confermati Abel Ferrara, Roy Andersson e Mario Martone. Con sorpresa arrivano Joshua Oppenheimer, Shinya Tsukamoto e il Director’s Cut di Nymphomaniac

di Giulia Marras

ven71-2Qualcuno azzardava Herzog, molti aspettavano Thomas Anderson, tutti sognavano Malick. Ma le (alte) aspettative non sono state soddisfatte, apparentemente, dal programma della 71esima Mostra del Cinema di Venezia.

Almeno nella sezione del Concorso Ufficiale sarà assicurato comunque qualche scandalo, sempre un po’ fine a sé stesso, rischiando di far passare i film in secondo piano, ma a volte tristemente necessario per la risonanza mediatica del Festival: in Concorso ci sarà dunque Abel Ferrara con la sua personalissima visione dell’ultima giornata e della morte di Pasolini, interpretato da Willem Dafoe con Riccardo Scamarcio nei panni di Pino Pelosi e Ninetto Davoli, interpretazione di una delle più celebri e discusse personalità italiane che di certo non lascerà indifferenti, data l’anima controcorrente del regista newyorkese.

Confermato il ritorno di David Gordon Green che ancora una volta porta con sé al Lido la grande star dell’anno, dopo Nicholas Cage in Joe, sarà Al Pacino (presente anche in The Humbling di Barry Levinson) con Manglehorn ad animare il red carpet. Per la prima volta apparirà invece il genio europeo di Roy Andersson, con A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence, titolo che già promotte lo strordinario surrealismo dei suoi precedenti lavori.

Dalla Francia Xavier Beauvois, Benoit Jacquot, David Oelhoffen e l’unica donna in concorso Alix De La Port, mentre l’Italia sarà rappresentata da Mario Martone con Il giovane favoloso su Giacomo Leopardi e i due illustri sconosciuti Saverio Costanzo e Francesco Munzi.

Abel Ferrara

Abel Ferrara

Due ulteriori nomi che potrebbero scuotere la gara potrebbero essere anche Joshua Oppheneimer con l’unico documentario in concorso The Look of Silence di nuovo sul genocidio comunista dell’esercito indonesiano del 1965 dopo l’acclamatissimo The Act of Killing (di cui vi avevamo già parlato lo scorso ottobre) e Shinya Tsukamoto, assiduo al festival veneziano, con Fires on the Plain, sulle conseguenze della II guerra mondiale viste dal fronte filippino. Infine Andrew Niccol, Fatih Akin, Andrej Končalovskij e il film di apertura di Inarritu Birdman.

Ma attenzione, come sempre, ai lungometraggi Fuori Concorso e agli eventi speciali che solo la Mostra di Venezia è in grado di riservare: sul versante italiano due titoli, fra loro speculari, stanno già facendo parlare per il tema politico e specificatamente riferito all’ultimo ventennio, rispettivamente di Sabina Guzzanti e Franco Maresco, sicuramente con due stili totalmente opposti. E ancora Peter Bodganovich, Joe Dante, James Franco, Amos Gitai, Ulrich Seidl, un nuovo cortometraggio di Manoel De Oliveira e, dulcis in fundo, il Director’s Cut del Volume II di Nymphomaniac di Lars Von Trier, di cui la prima parte non censurata era stata già proiettata al Festival di Berlino. Ciò non esclude però la proiezione della versione integrale, completa di entrambi i volumi, e neanche la presenza del regista danese, seppur ufficialmente ancora in silenzio stampa.

Tra gli eventi collaterali da segnalare troviamo l’anteprima di una serie HBO, Olive Kitteridge, con Frances McDormand, un tipo di occasione che sta invadendo sempre di più i Festival cinematografici, celebrando così la nuova qualità televisiva raggiunta con le serie più recenti, e i Leoni d’Oro alla Carriera a Frederick Wiseman, storico documentarista tra i più solidi del cinema mondiale, e Thelma Schoonmaker, montatrice prediletta di Martin Scorsese, sperando nelle rispettive retrospettive dedicate.

Mario Martone

Mario Martone

Nonostante i grandi nomi comunque presenti, pare che al Festival di Barbera manchi la spinta innovativa di una ricerca di nuovi linguaggi (e nuovi temi) da una parte, e dall’altra il coraggio e la responsabilità di aggiudicarsi in tempo rispetto ad altri festival (Toronto, New York) autori storici e fondamentali per la scrittura del cinema post-moderno.

Non dimentichiamo però le altre sezioni del Concorso, che in genere regalano le piccole perle dei registi emergenti e di nazionalità a volte sottovalutate per cui vale davvero la pena andare a scovare nei Festival: a Venezia le Giornate degli Autori, Orizzonti e la Settimana della Critica hanno raramente deluso.

Tra un mese esatto Ghigliottina.it sarà presente al Lido per seguire il Festival veneziano e darvi uno sguardo ravvicinato dei film e delle atmosfere.

Intanto, ecco il programma completo.

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