Asili nido e scuole dell'infanzia: a Roma è emergenza?

L’assessorato alla Scuola annuncia l’apertura di nuove strutture per favorire l’accesso di più bambini a nidi e scuole d’infanzia, ma il sindacato USB lancia l’allarme per il futuro di educatrici ed educatori. Ne abbiamo parlato con Daniela Volpe, rappresentante USB Comune di Roma

di Graziano Rossi
su Twitter @grazianorossi

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(fonte immagine: paesesera.it)

Sono settimane di fermento nella Giunta Marino e nei sindacati per l’annuncio dell’assessorato alla Scuola di Roma Capitale dell’apertura di 3 nuovi asili nido pubblici e altri 5 nidi convenzionati per favorire l’accesso alle strutture del Comune di oltre 450 bambini. Se da una parte c’è la notizia positiva per i nuovi edifici che accoglieranno i piccoli, il rovescio della medaglia riguarderebbe l’impiego delle educatrici e degli educatori che da anni aspettano l’assunzione e che invece si barcamenano tra supplenze e precariato, con il timore di non poter più lavorare.

Meno di un anno fa su Ghigliottina ci occupammo della situazione degli asili nido di Roma, e oltre alla questione dell’inserimento dei bambini nei nidi e nelle scuole di infanzia di tutti i Municipi della Capitale, parlammo del personale precario. Oggi la situazione sembra essere peggiorata. Abbiamo parlato di queste problematiche con Daniela Volpe, rappresentante del sindacato USB Comune di Roma.

L’assessorato alla Scuola del Comune di Roma ha annunciato l’apertura di 3 nidi pubblici per creare 116 posti e altri 5 nidi in convenzione per 338 posti. Qual è invece la situazione per le educatrici? Mi riferisco in modo particolare alle supplenti.
In riferimento alla proposta dell’assessore Alessandra Cattoi sull’apertura di 3 nuovi nidi pubblici e 5 cinque in convenzione bisogna sottolineare che questa comporterà la contrazione dell’orario dalle 16,30 alle 14.30 per 50 sezioni di piccoli e la generalizzazione dell’orario 8.00-16.30 per tutti i nidi che funzionano attualmente con orario più esteso. Tutto questo per rastrellare un certo numero di educatrici in grado di coprire l’organico necessario per l’apertura delle nuove strutture e riportare alla gestione diretta 7 strutture attualmente in concessione. Parliamo in definitiva di uno spostamento di risorse umane presenti nei servizi già esistenti per aprirne di nuovi. Se da una parte riconosciamo uno sforzo per l’abbattimento delle liste d’attesa, registriamo con amarezza l’assenza di un investimento serio sul settore educativo scolastico, che necessità invece, per la grave situazione in cui versa, di un pensiero di più lungo respiro che sappia dare la giusta importanza ai servizi educativi di questa città. Si continua maldestramente a rattoppare una barca che sta andando alla deriva senza definire con chiarezza dove va collocata la barra del timone.

Non solo asili nido, ma anche scuole dell’infanzia. Lo scorso 17 febbraio l’assessore alla Scuola Alessandra Cattoi ha inviato ai Municipi una nota relativa all’emergenza supplenti nei vari quartieri della città, per assicurare giornalmente le sostituzioni per il personale assente. In questo senso il sindacato USB su che posizioni si trova?
La situazione attuale nei nidi e nelle scuole dell’infanzia sta scoppiando per la mancanza di una risposta politica all’insufficiente personale che vi lavora. Nella stragrande maggioranza delle strutture educatrici e insegnanti lavorano con numeri che rendono impossibile il rapporto di qualità e la risposta adeguata ai bisogni dei bambini. Il paradosso è che questo avviene in presenza di un precariato ormai storico la cui richiesta di stabilizzazione continua ad essere disattesa. Quando come USB denunciamo la mancanza di investimento nell’educazione delle diverse amministrazioni che si sono susseguite parliamo del disastro che è sotto gli occhi di tutti. Come si fa a chiedere di fare gli straordinari per coprire il servizio quando ci sono educatrici e maestre che da tanti anni prestano il loro servizio da precarie? Questo significa non capire che questo lavoro, svolto per 8 ore, non può restituire qualità e attenzione.

Si parla anche di taglio di stipendi.
Non vogliamo tornare ad essere badanti ma essere educatrici con un target di qualità, come siamo state formate ad essere.

Da più parti si legge che la Giunta Marino stia lavorando peggio di quella guidata da Alemanno. Perché gli educatori delle varie graduatorie, personale precario a tutti gli effetti, non vengono assunti?
Non ci sentiamo marziani quando chiediamo assunzioni e rispetto delle norme stabilite per il funzionamento del servizio educativo e non siamo più in grado di sostenere l’indifferenza della politica verso un ambito che riteniamo essere fondante dal punto di vista sociale.

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Una risposta

  1. 10 Marzo 2014

    […] vengono a prendere i bambini ancora prima di questo orario. Per quanto riguarda la lotta al precariato voglio solo ricordare le 108 educatrici assunte nel 2013 e sottolineare che, nonostante i problemi […]

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