Rugby: Sei Nazioni, Italia nella tana dei Dragoni

Gli Azzurri iniziano la loro avventura col Galles, campione nel 2013. Si chiude con l’Inghilterra. Jacques Brunel: “È ancora presto per il titolo”

di Gabriele Farina
su Twitter @Gabri3_0

torneo-rugby-6-nazioni-diretta-tvDalla tana dei Dragoni all’arena coi Leoni. L’Italrugby si presenta carica al Sei Nazioni 2014. Gli Azzurri della palla ovale esordiranno oggi, sabato 1° febbraio al “Millennium Stadium” di Cardiff, contro i detentori del trofeo del Galles. Gran chiusura il 15 marzo all’Olimpico di Roma contro l’Inghilterra. Analizziamo le sei squadre al via, partendo dalla formazione di Brunel.

Il sogno azzurro: fare meglio del 2013. “Al Mondiale mancano 16 o 18 gare, si può dire che sia domani”. Jacques Brunel, commissario tecnico della Nazionale, nel breve periodo è focalizzato sulla massima rassegna continentale, ma punta già a un campionato più ambizioso, che scatterà però soltanto nel 2015.

Abbiamo moltissimi giovani che hanno già fatto tanta esperienza – ha aggiunto il ct – e proseguiremo su questa strada. Lo scorso anno è stato un Sei Nazioni di alto livello per noi, ma l’Italia non è ancora pronta per competere per il titolo. Speriamo di riuscire a farlo l’anno prossimo, prima della Coppa del Mondo”.

Fare meglio della scorsa edizione vuol dire superare quota due vittorie, raggiunte per la prima volta nel 2013 (successi su Francia e Irlanda) dopo sei anni. Il calendario è tosto: dopo l’esordio in Galles (si parte alle 15.30), si va a Parigi, allo “Stade de France”, dove l’Italia scenderà in campo contro i transalpini (domenica 9 alle 16). Esordio casalingo sabato 22 contro la Scozia: a Roma si parte alle 14.30. Terzo impegno esterno a Dublino, sabato 8 marzo (kick off alle 15.30). Ancora una settimana e si torna nella Capitale, dove alle 13.30 arriva il XV della Rosa.

Jacques Brunel, ct dell'Italia (fonte immagine: Gabriele Farina)

Jacques Brunel, ct dell’Italia (fonte immagine: Gabriele Farina)

La squadra di Brunel. La fascia di capitano resta a Sergio Parisse. Out Minto, torna Mirco Bergamasco. Di seguito la lista dei trenta convocati. Piloni: Martin Castrogiovanni (Tolone), Lorenzo Cittadini (Benetton Treviso), Alberto De Marchi (Benetton Treviso), Michele Rizzo (Benetton Treviso); tallonatori: Leonardo Ghiraldini (Benetton Treviso), Davide Giazzon (Zebre); seconde linee: Marco Bortolami (Zebre), Marco Fuser (Benetton Treviso), Quintin Geldenhuys (Zebre), Antonio Pavanello (Benetton Treviso); flanker/n.8: Robert Barbieri (Benetton Treviso), Mauro Bergamasco (Zebre), Paul Edward Derbyshire (Benetton Treviso), Joshua Furno (Biarritz Olympique), Sergio Parisse (Stade Francais), Alessandro Zanni (Benetton Treviso); mediani di mischia: Edoardo Gori (Benetton Treviso), Tobias Botes (Benetton Treviso); mediani d’apertura: Tommaso Allan (Perpignan), Luciano Orquera (Zebre); centri: Tommaso Benvenuti (Perpignan), Michele Campagnaro (Benetton Treviso), Gonzalo Garcia (Zebre), Alberto Sgarbi (Benetton Treviso); ali/estremi: Mirco Bergamasco (Vea-Femi Rovigo), Angelo Esposito (Benetton Treviso), Tommaso Iannone (Zebre), Luke McLean (Benetton Treviso), Guglielmo Palazzani (Zebre), Leonardo Sarto (Zebre).

Le altre. Il Galles è favorito d’obbligo. Guidati da Warren Gatland, ex All Black, i rossi possono contare su giocatori di classe come Alex Cuthbert, Leigh Halfpenny, il capitano Bradley Davies e “Capitan Uncino” James Hook. Con l’Italia possono vantare 17 vittorie in 20 confronti (1 pari e 2 sconfitte).

Diciannove su diciannove sono invece le vittorie dell’Inghilterra sugli Azzurri. La squadra di Stuart Lancaster ha un Owen Farrell che viaggia con una media di 12 punti a gara (108 in 9 presenze). Tanti i volti nuovi per gli inventori del gioco, che puntano a un torneo di vertice.

Vogliosa di riscatto la Francia. Lo scorso anno i vicecampioni del mondo erano partiti con grandi ambizioni, finendo malinconicamente all’ultimo posto in classifica. Philippe SaintAndre si affida a una squadra più giovane, guidata da Thierry Dusautoir, per poter invertire la tendenza. I precedenti con l’Italia sono di 32 vittorie e 3 sconfitte per Les Blues.

Più equilibrato il confronto tra l’altra possibile grande sorpresa del torneo, la Scozia, e gli Azzurri. Gli Highlanders hanno portato a casa 14 incontri su 21 (7 le partite perse). Lo scorso anno hanno chiuso terzi, con gli stessi punti del XV di Brunel, ma con una migliore differenza punti. Scott Johnson (coach ad interim) si affida a Tim Swinson, miglior giovane nel 2013, per ripetere l’exploit.

La mina vagante sarà l’Irlanda. Affidatasi a un altro neozelandese, Joe Schmidt, la formazione del Trifoglio è sempre un avversario pericoloso da affrontare. Chiedere al Galles campione in carica, lo scorso anno sconfitto all’esordio 22-30 a Cardiff. I verdi hanno un record di 18 vittorie e 4 sconfitte con l’Italia. La stella rimane Brian O’Driscoll, 60 cap e 133 punti.

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