Formula 1: top e flop della stagione appena conclusa

Dominio Red Bull-Vettel promossi a pieni voti, male la Ferrari che alla fine perde anche il secondo posto nella classifica costruttori

di Marina Cavaliere
su Twitter @CavaliereMarina

La Red Bull ha dominato anche quest'anno

La Red Bull ha dominato anche quest’anno

Un’altra stagione di Formula 1 si è conclusa, dominata ancora una volta dal tedesco della Red Bull, Sebastian Vettel, che a soli 26 anni si laurea campione del mondo per la quarta volta consecutiva, accumulando una serie di record che prima di lui sembravano impossibili, imponendosi con una superiorità quasi imbarazzante su tutti.

Vorremmo poter dire qualcosa di simile per la Ferrari ma, purtroppo, i risultati e le prestazioni di questa annata non ce lo permettono proprio. È vero, Fernando Alonso si è difeso come ha potuto riuscendo più di una volta a mettere una pezza lì dove la scuderia di Maranello proprio non ci arrivava, ma il successo di una stagione non si fa su episodi singoli e sporadici.

Ma andiamo a vedere scuderia per scuderia i voti che secondo noi si meritano i protagonisti al termine di questa stagione di Formula 1:

RED BULL: 10 – Se esistesse un voto ancora più alto, se lo meriterebbe tutto. Tredici gare vinte su 19 (tutte di Vettel), 596 punti nella classifica mondiale (con oltre 200 di vantaggio sulla seconda), 24 podi totali e 11 pole position. Ha praticamente dominato per tutto l’anno e poco importa se il cambio in corsa delle regole sugli pneumatici potrebbe aver favorito la scuderia austriaca, perché quando si arriva a conquistare il quarto titolo mondiale consecutivo con quella superiorità che nessun altro riesce a contrastare, c’è molto poco da recriminare. Dal 2010 il team è una macchina da guerra: 52 pole position, 41 vittorie e 86 podi collezionati dagli uomini della Red Bull in questi anni. Horner e Newey sono una garanzia, tocca agli altri riuscire a rispondere e quantomeno impensierire Vettel e compagni.

MERCEDES: 7 – Le Frecce d’Argento sembravano essere tra le pretendenti più accreditate al titolo mondiale ma poi, non si sa ancora bene perché, si sono perse per strada non riuscendo più a centrare le prestazioni di inizio anno, lasciando un senso di incompiuto che prevale su tutto il resto. Anche perché i 360 punti con cui la scuderia tedesca ha chiuso quest’annata sono tutt’altra cosa dei 142 dell’anno scorso. Il miglioramento c’è stato, è innegabile, e per questo la Mercedes si merita un buon voto. L’ombra di quel test segreto con gli pneumatici che forse qualche vantaggio alle monoposto tedesche ha portato, ha sollevato dubbi e critiche. Non si possono comunque dimenticare le tre vittorie e le otto pole position stagionali e il fatto che dietro le imprendibili Red Bull ci sono loro. Sono attese per l’anno prossimo per la consacrazione definitiva.

Uno dei pochi momenti in cui la Ferrari ha potuto esultare per un risultato positivo

Uno dei pochi momenti in cui la Ferrari ha potuto esultare per un risultato positivo

FERRARI: 4 – Mai competitiva e con evidenti gap da colmare rispetto alle dirette avversarie, la Ferrari non può andare oltre l’insufficienza. Questa doveva essere la stagione del riscatto, della vittoria e invece è andata addirittura peggio del 2012. Fatta salva la prima parte del mondiale in cui la Rossa ha fatto registrare risultati discreti, il resto dell’anno è stato solo un crollo vorticoso verso il basso, senza possibilità di ripresa. Se qualche barlume di luce c’è stato, come le vittorie in Cina e in Spagna e altri 10 podi, è stato grazie a qualche miracolo di Alonso che ha tentato di colmare i vuoti della vettura con le sue qualità. È anche grazie a lui se alla fine la Ferrari può contare su un terzo posto nella classifica costruttori e un secondo, il suo, in quella piloti. Lo stesso Stefano Domenicali lo ha ammesso: la seconda parte di stagione è andata tutta in calando, mentre le altre scuderie si miglioravano. Bestia nera delle Rosse sono sempre state le qualifiche, dove non sono mai riuscite a piazzarsi davanti a esclusione della prima fila guadagnata da Massa in Malesia. Per il resto, da Montecarlo agli Stati Uniti (14 gare), Alonso non è mai riuscito a partire dalle prime due file e quando sei dietro in gara, è difficile rimontare.

LOTUS 6.5 – Una stagione che sa di miracolo quella della Lotus quest’anno, considerando anche che i fondi della scuderia erano praticamente nulli. Una vittoria e quattro podi per Raikkonen nelle prime cinque gare della stagione e una crescita esponenziale di Grosjean hanno permesso alla scuderia di lottare per un po’ per il secondo posto nella classifica costruttori, almeno fin quando il pilota finlandese non ha iniziato ad accusare quei problemi alla schiena che poi l’hanno costretto a saltare le ultime due gare. A proposito di Raikkonen, se un appunto si deve fare alla scuderia è proprio quello di aver gestito male le polemiche tra la Lotus e il suo primo pilota dopo la conferma del suo addio a fine stagione. Una leggerezza che costa un mezzo punto alla squadra anche se, tirando le somme, ha di che gioire: 14 podi e 315 punti sono un ottimo bottino, considerata la base di partenza.

MCLAREN: 4 – Un disastro la stagione della scuderia di Woking, probabilmente una delle peggiori di tutta la sua storia. Mai competitiva, ha disputato la stagione peggiore dal 1966, con zero podi all’attivo e un quarto posto, quello di Button in Brasile, come miglior risultato. Alla fine chiude quinta nella classifica costruttori, bottino più che misero per una scuderia che di mondiali ne ha portati a casa otto.

(fonte immagini: formula1.com)

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