Baseball: Mlb, le World Series si tingono di rosso

Ottavo titolo per i Boston Red Sox, che battono 4-2 i St. Louis Cardinals nell’anno della tragica Maratona

di Gabriele Farina
su Twitter @Gabri3_0 

L'esultanza dei Red Sox per la conquista delle World Series

L’esultanza dei Red Sox per la conquista delle World Series

Calze rosse per le World Series. I Boston Red Sox superano in sei gare i St. Louis Cardinals e conquistano per l’ottava volta il “Fall Classic”, il classico d’autunno, le finali del torneo di baseball più famoso del mondo.

Decisiva la vittoria per 6-1 al Fenway Park del Massachusetts, storico impianto dei rivali dei New York Yankees, per una squadra che ha conquistato il terzo titolo dal 2004. Il primo in casa dalla fine della prima guerra mondiale.

Era l’undici settembre del 1918 (un’altra data entrata, purtroppo, nella storia degli Americani) quando Boston sconfisse ancora una volta in gara-6 i Chicago Cubs per conquistare il quinto anello nelle allora cinque finali disputate.

Ottantacinque anni dopo, i Red Sox hanno riportato lo stendardo delle World Series a sventolare dinnanzi al proprio pubblico, dopo una stagione da protagonista: primo posto nella Conference e un cammino d’autore nei playoff.

Come da pronostico, direbbe qualcuno, la serie è andata a Boston. La squadra del Massachusetts aveva esordito con un roboante 8-1 in gara-1, sempre di fronte al proprio pubblico, scatenando l’entusiasmo di piazza e anche gli amanti delle statistiche. Negli ultimi ventiquattro anni, infatti, in venti casi chi aveva conquistato la prima sfida aveva fatto suo il titolo.

Detto, fatto e i Cardinalidi del Missouri invertono la serie. Dapprima pareggiano di forza la serie con un 4-2 in trasferta: nella prima sfida interna al Busch Stadium, vincono con il “giallo”. Nono inning, 4-4, un eliminato, St. Louis alla battuta. Jon Jay non sceglie il sacrificio con due uomini in base, ma risponde con la mazza alla fast ball di Koji Uehara. Dustin Pedroia riesce a recuperare la palla e eliminare, grazie a Jarrod Saltalamacchia, Yadier Molina: secondo out. Boston cerca la terza eliminazione, ma Will Middlebrooks in terza si lascia scappare la piccola sfera. Allen Craig corre verso casa base ma viene sgambettato, forse involontariamente. Per l’arbitro è ostruzione: 5-4 Cardinals, Red Sox sotto nella serie tra le proteste.

Boston va sotto anche in gara-4, ma ha la forza di reagire e ribaltare il punteggio sino al 4-2 con cui pareggia la serie. Un doppio in gara-5 permette ai Red Sox di vincere 3-1 il quinto confronto, lasciare il Missouri e tornare in Massachusetts forti del primo “World Series point”.

A Boston i Red Sox aggrediscono la partita: dopo quattro inning è già 6-0 per la squadra di casa, spinta da un monumentale David Ortiz che dal piatto colpisce con il 68,8% della frequenza: oltre due lanci su tre finiscono sulla mazza del futuro “most valuable player”, il miglior giocatore dell’intera serie. Il resto lo fa John Lackey, pitcher che concede poco o nulla dal monte di lancio come già fatto in gara-5. Il punto al settimo dei Cardinals serve più per la bandiera e le statistiche: le World Series vanno a Boston.

Un successo dedicato alle vittime dell’attentato alla Maratona del 15 aprile. Una ferita che la Bean City vuole suturare, ma non dimentica: “Boston strong”, “Boston la forte” è divenuto il motto dopo la corsa. “Boston strongest”, “Boston la più forte” è il grido dei tifosi delle Calze Rosse. I colori di Halloween saranno “neri”, ma il baseball è la passione oggi si tingono del colore del sangue e della passione.

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