Aumento bollette: non solo Tares

Le tasche degli italiani sotto l’attacco del caro imposte

 di Andrea Ranelletti

Dopo settimane trascorse a discutere le strategie necessarie a evitare un aumento dell’Iva che alla fine c’è stato, arrivano nuove notizie dal fronte della lotta tra Stato e contribuenti. L’Associazione Artigiani e Piccole Imprese CGIA di Mestre ha rilasciato un comunicato in cui stima come quest’anno l’importo medio delle bollette sui rifiuti pagato dalle famiglie italiane sia destinato a giungere attorno ai 450 euro a famiglia. La Tassa Rifiuti e Servizi (Tares) è destinata a costare nel complesso 2 miliardi di euro in più rispetto a quanto costavano le precedenti imposte Tarsu e Tia. Secondo le stime della Cgia, rispetto a tredici anni fa nel 2013 ci sarà un aumento delle imposte sui rifiuti pari al 67%, passando dai 270 euro medi del 2000 ai 450 attuali. Se invece si prende in considerazione l’ultimo anno di rilevazione effettiva, il 2011, l’aumento sarà di 52 euro medi a famiglia.

Serit_bollette-2-364x300«Come è possibile che nel 2013 le famiglie paghino un importo così pesante» è il commento del segretario dell’Associazione Giuseppe Bortolussi «quando negli ultimi 5 anni di crisi economica la produzione dei rifiuti urbani è diminuita del 5 per cento e l’incidenza della raccolta differenziata, che ha consentito una forte riduzione dei costi di smaltimento, è aumentata di oltre il 30 per cento?»

La Tassa Rifiuti e Servizi viene introdotta il 6 dicembre 2011 dal cosiddetto “Decreto Salva Italia”, la manovra pensata dal governo Monti poco dopo esser subentrato a Berlusconi per mantenere l’Italia vicina all’Europa nel momento in cui la crisi sembrava trascinare il Paese alla deriva. La Tares – entrata in vigore a partire dal 1° gennaio 2013 – accorpava le precedenti tasse Tia (Tariffa di Igiene Ambientale) e Tarsu (Tassa per lo Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani), riparametrando il costo dell’imposta sulla base della grandezza dell’immobile, sul numero dei suoi abitanti e sulla produzione media di rifiuti. Oltre a coprire le spese comunali per la gestione dei rifiuti, la Tares doveva sostenere anche spese comunali come la manutenzione delle strade e delle aree verdi e l’illuminazione pubblica, risultando in un ulteriore aggravio per le tasche dei contribuenti.

Stando a quanto riportato dalla Cgia nel suo rapporto, la principale ragione di preoccupazione sta nel fatto che «la Tares dovrà assicurare un gettito in grado di coprire interamente il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, vincolo non previsto con l’applicazione della Tarsu». Inoltre, «si prevede una maggiorazione su tutti gli immobili pari a 0,3 euro al metro quadrato con la quale si andranno a finanziare i servizi indivisibili dei Comuni».

Quella sulla Tares non è però la sola cattiva notizia della settimana: uno studio di Confedilizia – riporta l’agenzia Ansa – ha mostrato come i due terzi delle province italiane abbiano adottato una nuova imposta, il “tributo ambientale sulla casa”, che prevede un’aliquota pari al 4,48 medio. Confedilizia ha indicato come  il tributo provinciale per l’ambiente abbia conosciuto «una costante crescita, passando da una aliquota media del 3,08% registrata nel 1993 ad una aliquota media del 4,48% toccata nel 2012».

(fonte immagine: http://www.telenovaragusa.com)

 

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