Gibilterra contro la corruzione

Il governo spagnolo dribbla il caso Bárcenas ed entra in conflitto con l’Inghilterra per la rocca di Gibilterra

di Maria Bonillo Vidal

Colas-horas-acceder-Gibraltar-festivo_EDIIMA20130826_0462_4L’estate spagnola è stata un po’ piú tranquilla rispetto a quella dell’anno scorso. Lo spread non ha fornito nuove preoccupazioni, la borsa non è precipitata a livelli preocupanti, non c’è stato nessun salvataggio di banche in extremis da parte dell’Unione Europea e, in definitiva, non è sembrato fosse vicina la fine di un governo o il collasso di un intero sistema. Tutto ciò nonostante la pressione continui, beninteso. Il PP di Mariano Rajoy rimane immerso nella bufera giudiziaria sollevata dal caso Bárcenas e, proprio nel momento in cui procede la fase istruttoria, l’esecutivo si concentra su altri problemi: la rocca di Gibilterra.

Ogni tanto si ripresenta il dibattito su questo lembo di terra peninsulare, ma quest’estate gli atti dei britannici si sono trasformati nel pretesto perfetto per sviare l’attenzione dell’opinione pubblica dal caso Bárcenas verso la sovranità della rocca. Il lancio di grandi sassi verso il fondo marino che ha reso complicata la pesca ai marinai andalusi nelle acque di Gibilterra, ha fatto scoppiare un conflitto diplomatico ad oggi ancora irrisolto.

La Spagna ha risposto con dei controlli alla frontiera in piena stagione turistica. Le immagini di migliaia di cittadini inglesi e altri visitanti fermi in fila davanti alle barriere hanno accompagnato le classiche notizie dagosto negli approfondimenti di giornali e televisioni di tutto il Paese. Sul versante inglese non è stato lo stesso: pochissimi media hanno dato così tanta importanza alla controversia, benché il premier britannico abbia deciso di interessarsi in prima persona al conflitto.

Intanto Mariano Rajoy ha già dato avvio a una nuova stagione politica promettendo una pronta ripresa economica e un abbassamento della pressione fiscale entro il prossimo anno: promesse senza dubbio coraggiose e pericolose, se si tiene conto del fatto che il PP in campagna elettorale ha promesso di ridurre le tasse ma poi, di fatto, ha decretato l’aumento di acqua, luce, gas, l’IVA e IBI – corrispettivo iberico dell’IMU. Il premier, nel suo discorso di venerdì, ha parlato soltanto della crisi e della situazione che attraversa il Paese iberico e, ancora una volta, ha sorvolato su Luis Bárcenas – per 30 anni tesoriere del Partido Popular, oggi in carcere.

Proprio mentre Rajoy incoraggiava il Paese con discorsi carichi di speranza, si è appreso che il PP ha consegnato al giudice che indaga sul caso Bárcenas i computer usati dall’ex tesoriere. Ebbene: erano vuoti – pare che gli hard-disk di entrambi siano stati formattati. Un probelma, secondo lo stesso Bárcenas. Un ostacolo, poiché “nei computer c’erano prove” che confermavano i finanziamenti illeciti del Partito Popolare. Politici, giudici, giornalisti: le vacanze sono finite.

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Una risposta

  1. 18 Settembre 2013

    […] “fantasma del catalanismo” – agitato da alcuni, applaudito da altri. Riflettori spenti su Gibilterra, sui tagli, sulla crisi, sui problemi di corruzione che investono Governo e Casa Reale. Ritorna il […]

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