Chi sarà il prossimo Napolitano?

L’elezione del Presidente della Repubblica si avvicina e i saggi preparano una “ricetta” vincente

di Camilla Barni

redgiorgioSettimana impegnativa per il Presidente Napolitano. Sono ormai 50 giorni che il nostro Paese non ha un esecutivo e tra pochi giorni il Presidente della Repubblica andrà in pensione. Chi lo succederà? Chi riuscirà a portare il Paese fuori da questa crisi non solo economica, ma anche politica e sociale? I saggi, saliti al Quirinale, presentano la loro “ricetta” per affrontare questa situazione che giorno dopo giorno, porta alla chiusura di imprese, fabbriche e negozi. Alla fine, chi ci perde, sono sempre i cittadini.

Il 18 aprile avranno inizio le prime votazioni per le elezioni del Presidente della Repubblica. Il successore di Giorgio Napolitano avrà il grave compito di affrontare questa crisi politica, che sta portando il Paese al declino totale. Mentre le voci sugli accordi tra le forze politiche per trovare un nome sul quale far convergere i voti necessari si susseguono, la rosa per l’elezione del XII Presidente della Repubblica sembra cambiare giorno dopo giorno.

Tra i candidati circola il nome di Paola Severino; l’idea portata avanti da Gianni Letta, sarebbe quella di trovare una figura terza, collocabile al di fuori degli schemi. Le forze politiche continuano imperterrite a confrontarsi senza raggiungere un verdetto, rendendo così impossibile un’elezione definita e chiara.

Il Pd si divide al suo interno: i “renziani” hanno dichiarato di non appoggiare coloro che non ritengono adatti. Gli ex Ppi confermano l’appoggio alla candidatura di Marini e diversi senatori e deputati del Pd hanno dichiarato di non condividere la possibilità di votare Prodi, coinvolgendo in questo anche una buona fetta di grillini. Su questa ipotesi, 120 senatori  e deputati sono pronti a redigere una lettera pubblica per bloccare tutto, in quanto secondo loro Romano Prodi sarebbe un candidato che divide troppo.

Ed ecco che davanti a tutta questa confusione, arriva il Cavaliere Silvio Berlusconi che sarebbe disposto ad appoggiare Massimo D’Alema per la candidatura al Colle, questo perché da solo il centro – destra non ha i numeri adatti per poter gettare scompiglio nel Partito Democratico. Mara Carfagna dichiara che sarebbe contenta di vedere sul trono Emma Bonino, perché si sentirebbe garantita da una donna come lei, nonostante una certa distanza di posizioni e di carriera.

Scelta Civica si augura di poter eleggere un Presidente che sia davvero condiviso, e si è posta l’obbiettivo di fare di tutto per evitare che il Pd scelga da solo. Oltre a questi, i nomi che spuntano più frequentemente e i più probabili sono quelli di Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky e Barbara Spinelli, insieme a Giuliano Amato, Giuseppe De Rita e Pietro Grasso. Non poteva mancare la candidatura anche qui di Mario Monti, come elemento di unione tra democratici e liberali, ipotesi che in questi ultimi giorni sembra declinare.

I saggi nominati da Napolitano per cercare di uscire da questa crisi politica hanno presentato il loro primo lavoro al Colle, stilando due relazioni che sono state rese disponibili sul web. Uno dei primi punti sviluppato è di carattere istituzionale. L’ingovernabilità si combatte con lo stop al bicameralismo perfetto.  La proposta è quella di dare vita a “una sola Camera politica ed una seconda Camera rappresentativa delle autonomie regionali”. I saggi ritengono necessario ridurre il numero delle commissioni parlamentari permanenti.

Si sono espressi anche sullo spinoso argomento del finanziamento pubblico  dei partiti. ”Il finanziamento pubblico delle attività politiche in forma adeguata e con verificabilità delle singole spese, costituisce un fattore ineliminabile per la correttezza della competizione democratica e per evitare che le ricchezze private possano condizionare impropriamente l’attività politica”.

Infine, sulla questione economica, giudicano la pressione fiscale “troppo alta” soprattutto a fronte di “un livello di servizi pubblici non sempre adeguato”. Pressione fiscale che è di ostacolo alla “crescita economica”. E sottolineano il fenomeno dell’evasione fiscale: “Occorre riequilibrare la tassazione, riducendo il carico che grava sui redditi da lavoro e d’impresa”.

(fonte immagine: http://www.avantionline.it/)

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