Annamaria Guzzio

Annamaria Guzzio, Art Theatre Counselor e direttore della sede di Palermo dell’Istituto Teatrale Europeo e conosciuta in quanto esperta nella costruzione della fiaba e della favola oltre che della conduzione di gruppo nel teatro creativo:

La Teatroterapia, così come tante altre professioni di aiuto alla persona, fa parte di un lungo elenco di professioni in attesa di riconoscimento, legittimo e sacrosanto, e di compilazione di un albo professionale che garantisca i singoli operatori, gli utenti e la collettività.

A questo proposito è stato istituito un cosiddetto tavolo UNI con il fine di individuare regole generali relative al metodo e alla struttura di tutte le norme relative al riconoscimento delle attività professionali non regolamentate. Al punto 4 delle “Norme nazionali uni nell’ambito delle attività professionali non regolamentate” si declina uno dei punti cardine e cioè: “Ai fini della declinazione dei requisiti di conoscenza, abilità e competenza della specifica figura professionale è necessario partire da una preliminare identificazione dei compiti e delle attività specifiche della figura professionale (punto 4)”.

Tutto ciò è sicuramente auspicabile da parte di tutti noi operatori del settore ma quello che non ci è chiaro è perché tutto ciò avvenga senza coinvolgimento di tutte le realtà operanti nel settore, riservando solo ad alcune “scuole” il diritto di essere rappresentate.

Sicuramente, con dati di fatto inconfutabili, il metodo Hansen è riconosciuto e operante già dal 1973 ed ha costituito il modello ispiratore di tante realtà odierne. dunque l’operatore teatroterapista specializzato nel metodo Hansen dovrebbe essere a buon diritto inserito tra le figure professionali rappresentate. Mi si chiede il perché di questa omissione ma io non so rispondere se non rimandando a figure professionali più competenti la risposta.

Io, da professionista operante già da molti anni nel settore posso solo affermare che la Teatroterapia metodo Hansen, altrimenti definita Art Theatre Counseling è una metodologia di aiuto alla persona effettivamente efficace e rilevante e a questo proposito potrei portare esperienze e relazioni sui tanti percorsi effettuati ma credo che ciò non sia sufficiente. probabilmente occorrono anche conoscenze di tipo diverso che permettono a questa scuola di dire, a buon diritto, la propria sull’argomento:

Qualcuno se ne vuole occupare? o dobbiamo ancora recitare il ruolo di Cenerentola in questo campo?

Il mio è solo un appello a colleghi più giovani e competenti di quanto non possa essere io affinché non si trascuri questo particolare della professione. Rischieremmo altrimenti di rimanere fuori da un tavolo ( o una tavola) a cui rimarranno seduti solo i più astuti.

auguro a tutti voi un proficuo percorso, certa che ribadendo la propria identità di operatori preparati e qualificati si possa con onestà d’intenti proseguire lungo la strada che Mariagiovanna Rosati Hansen, tanti anni fa ci ha indicato e continua a percorrere.

Annamaria Guzzio

Una risposta

  1. 29 Settembre 2014

    […] A questo punto vorrei aggiungere ciò che è stato anche denunciato da Annamaria Guzzio,  Art Theatre Counselor, direttore della nostra sede di Palermo e conosciuta in quanto esperta nella costruzione della fiaba e della favola oltre che della conduzione di gruppo nel teatro creativo: “La Teatroterapia, così come tante altre professioni di aiuto alla persona, fa parte di un lungo elenco di professioni in attesa di riconoscimento, legittimo e sacrosanto, e di compilazione di un albo professionale che garantisca i singoli operatori, gli utenti e la collettività”. (continua a leggere le sue dichiarazioni qui) […]

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