CuRIOsità olimpiche #3: il ritorno del rugby (ma a 7)

La palla ovale torna a rotolare sotto le bandiere sventolanti dei cinque cerchi olimpici. Dopo 92 anni il rugby torna disciplina dei Giochi e lo fa con la sua variante più sfiziosa: il Seven

di Andrea Pulcini
su Twitter @Purcins

rio2016-rugbyA volte ritornano. Perché la storia che stiamo per raccontarvi è quella di un ritorno. Una disciplina che dopo la sua presenza nelle prime quattro edizioni dei Giochi (Parigi 1900, Saint Louis 1904, Anversa 1920, Parigi 1924) torna sport olimpico: stiamo parlando del rugby. Non lo fa con la sua conformazione classica, ma nella sua forma stringata, il Seven o Rugby a sette. In questa disciplina c’è più velocità e più possibilità di meta.

Nato nel 1883 grazie all’intuizione di Ned Haig, un macellaio scozzese, questa disciplina “ridotta” è sempre stata uno sfizio di fine stagione soprattutto in terra d’albione. Una data storica per la disciplina è il 1976. In quell’anno fu organizzata la King Kong Seven, kermesse di tre giorni che smosse le coscienze del mondo verso questo sport. Nel 1993 è nata la Coppa del Mondo. Una vera iniezione al movimento l’ha data la decisione presa nel 2009 dal CIO di far esordire il Seven come disciplina olimpica. Il massimo comitato sportivo ha optato per il “fratello minore” per non oscurare la popolarità della Coppa del Mondo di rugby, evento in grado di spostare grandi masse e opinione pubblica. Da quella data è iniziata la diffusione di questo sport in gran parte del globo. Unica voce fuori dal coro l’Italia, che non ha investito su questa disciplina in virtù del fatto che la Federazione preferisce puntare ad altro, ad esempio al progetto Celtic League.

Sette minuti a tempo per due frazioni, campo regolamentare da rugby, ma solo sette giocatori in campo. Questi gli ingredienti di uno sport che con la vetrina olimpica vedrà evidentemente aumentare il numero di appassionati.

Togliersi il caschetto, le protezioni, il paradenti e l’armatura. Questo hanno pensato e fatto sei giocatori della NFL (National Football League), lega USA di football che per un breve batter d’ali hanno deciso di cimentarsi con questo sport. Si tratta di Devon Allen, Jahvid Best, Nate Ebner, Perry Baker, Carli Isles e Garrett Bender.

Quanto scritto sopra potrebbe rappresentare un bel precedente e far venire la voglia di Seven a qualche collega del XV. Una cosa alla quale starebbe pensando seriamente l’Italia che in previsione dell’Olimpiadi 2024 potrebbe allestire una sua Nazionale per l’occasione.

Le favorite – Per concludere, come ogni competizione che si rispetti vanno segnalate le nazionali favorite. Per quanto riguarda il torneo maschile, le Fiji, campioni in carica delle World Series, sono la squadra da battere. Seguono Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa. Nel femminile a serrare le fila e partire col favore del pronostico è l’Australia, con Nuova Zelanda e Canada subito dietro. Potenziale sorpresa del torneo la Francia.

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