Il Manchester United e la maglia numero 7

Nel mondo del calcio ci sono numeri che creano un immediata associazione con il suo possessore, la 3 e Paolo Maldini, la 6 e Gaetano Scirea, Maradona e la 10 e così via. E poi ci sono una squadra ed un numero che vivono un rapporto strano: parliamo del Manchester United e della sua maglia numero 7

di Andrea Pulcini

george best 7

George Best

Ci sono numeri nel mondo del calcio che rievocano emozioni. Se pensiamo al numero 3 ci vengono in mente tre grandi personaggi: Roberto Carlos, Giacinto Facchetti e Paolo Maldini.

Il 13 porterà alla memoria di tutti gli appassionati Alessandro Nesta. Il 6 è un tatuaggio su cui sono impressi i nomi di Franco Baresi e Gaetano Scirea. La 8 invece ci porta alla mente Gerrard, Lampard,e Gattuso, che con quel numero è diventato campione del mondo.

O ancora, come non pensare alla 10 che a Torino, sponda Juventus volevano ritirare dopo che Alessandro Del Piero l’ha onorata per anni. Questo numero è stato invece bandito a Napoli, dove hanno ritenuto ingeneroso mettere un nome qualunque sopra al numero che fù di Maradona. Una menzione speciale la merita un uomo che il 10 l’ha portata con fierezza, in una parabola iniziata col pallone d’oro e conclusa in provincia, Roberto Baggio. Tornando all’oggi come non citare Messi, che seppur partendo col 18, ha reso piena giustizia al 10. Ma anche Totti, un veterano che si è cucito addosso la maglia giallorossa della Roma e con essa ha centrato imprese straordinarie.

Ma c’è un club dove il numero travalica l’uomo. Un club il cui stadio è soprannominato teatro dei sogni. È il Manchester United. Dove c’è un numero che non si sceglie ma che viene assegnato al giocatore di maggior talento. Perché a Old Trafford il 10 è un numero destinato ai giocatori di talento ma il 7 è per un eletto, che per averla deve dimostrare di possedere caratteristiche superiori al fantasista.

Come può finire su spalle qualsiasi una maglia che tra gli altri è stata indossata da gente come: David Beckham, Eric Cantona e soprattutto George Best.
Perché al genio nord-irlandese si deve la fama attribuita a questa maglia. Fu ammirando le gesta del furetto che giocava con il destino che questa maglia assunse un’aurea mistica.

Non si può far indossare a chiunque la maglia di un giocatore che durante un match tra la sua nazionale e l’Olanda, fa un tunnel a Johan Crujff, gli si avvicina e gli fa: “Ora tu sei il migliore, ma solo perché io non ho più tempo per esserlo”.

manchester united 7O ancora per tornare a tempi più recenti di un giocatore che ha dato un calcio ad un tifoso (Eric Cantona). È inevitabile che una maglia del genere è una responsabilità che pochi si possono permettere di prendere.

Sir Alex Ferguson, padre-padrone dello United fino al giorno del suo ritiro ha gestito con parsimonia questa maglia, affidata sempre a giocatori cardine delle sue squadre. Non a caso i 7 dei Red Devils sono sempre andati via perché pagati a peso d’oro. O perché il carattere troppo stravagante del suo possessore lo spingeva ad eclissarsi.

Un giovane 18enne portoghese, appena arrivato da Lisbona, era desideroso di avere sulle sue spalle la maglia numero 10 del Manchester United. Sembrava tutto fatto ma una persona disse “No! Non è questo il numero che fa per te. Prendi questa, è una maglia che qui ha un gran peso, ma tu saprai onorarla”. Quel giovane portoghese era Cristiano Ronaldo da Madeira, mentre la voce autoritaria che lo obbligò a quel numero era di Ferguson. CR7 comprese fin da subito l’importanza del compito che gli era stato affidato e si dimostrò sempre degno di questa maglia.

Dopo Ronaldo la 7 sembrava aver perso importanza, un giocatore come Angel Di Maria non si è dimostrato degno di indossarla.

Il destino sembra cambiato nell’estate del 2015 quando dal PSV il Manchester preleva Memphis Depay. Il giocatore ha un caratteraccio. Per capire il personaggio basti pensare che nella sua casa olandese ha fatto montare un ring. Dentro il campo invece incanta, è capace di regalare colpi geniali.

Il colpo di fulmine è immediato, la 7 nel frattempo lasciata libera da Di Maria (trasferitosi al PSG) è sua. E per quanto sta mostrando in queste prime uscite sembra esserne degno. Se sarà l’ennesimo nome da aggiungere al libro dei ricordi solo il tempo potrà dircelo. Fino ad allora ogni qualvolta nello United vedremo qualcuno con quel numero addosso, la mente ci riporterà alle imprese ad esso collegato.

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