Cipro si mette in salvo

Raggiunto l’accordo a Bruxelles. Tutelati i risparmiatori sotto i 100.000 euro. Ridimensionato il sistema finanziario dell’isola

di Roberto Casucci

ciprobankCipro e UE hanno finalmente trovato una soluzione per evitare la bancarotta finanziaria e la possibile fuoriuscita del paese dall’euro. Dopo una lunga notte di trattative a Bruxelles, i ministri delle finanze dell’eurozona hanno approvato l’accordo tra il presidente cipriota Nicos Anastasiades e la troika (FMI, BCE, UE).

Il piano prevede una profonda ristrutturazione del sistema finanziario. Saranno coinvolte le due maggiori banche del paese, che versano nelle situazioni più gravi, con la creazione di una “good bank”, che sarà salvata, e di una “bad bank” che sarà pilotata verso il fallimento. La Laiki Bank, destinata alla chiusura, trasferirà i suoi asset buoni alla Bank of Cyprus. Quest’ultima beneficerà a Maggio del prestito di dieci miliardi di euro dell’UE.

I depositi sotto i 100.000 euro non subiranno alcun prelievo forzoso e i piccoli risparmiatori della Laiki Bank saranno garantiti dall’UE. Il portavoce del governo cipriota, Christos Stilianides, ha annunciato che il prelievo per i conti superiori ai 100.000 euro si aggirerà intorno al 30%. Il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem si è detto “convinto” che il nuovo accordo sia migliore di quello precedente perché le perdite maggiori “saranno concentrate là dove sono i problemi, nelle grandi banche”.

La Russia, che vanta molti crediti con Cipro, ha intanto fatto sapere che prenderà inciprovignetta considerazione le implicazioni per i suoi interessi del piano concluso a Bruxelles. Come ha precisato il Primo Ministro, Dimitry Medvedev, “abbiamo bisogno di capire le conseguenze di questa storia e quali sono le implicazioni per il sistema finanziario e monetario internazionale, così come per i nostri interessi”.

Il clima dell’incontro con la troika, con cui era stato firmato un salvataggio la settimana scorsa, è stato molto teso. I tempi sono stati molto lunghi e, più volte, il presidente cipriota Anastasiades avrebbe minacciato le dimissioni di fronte a condizioni inaccettabili. Il confronto è stato aperto e il compromesso difficile.

Si può ritenere però, che l’accordo abbia soddisfatto le esigenze sia dell’Ue sia di Cipro. L’aura d’incertezza che si stava diffondendo intorno all’euro e la paura che il prelievo forzoso sui conti correnti fosse un pericoloso precedente sono state placate. I piccoli correntisti dell’isola sono stati tutelati liberando il governo locale da forti pressioni sociali. Probabilmente gli istituti di credito saranno presto riaperti sull’isola e sarà evitato il fenomeno della corsa agli sportelli.

L’UE ha raggiunto sia l’obiettivo di ridimensionare il sistema finanziario dell’isola sia di raccogliere i 5,8 miliardi di euro previsti. Non dobbiamo dimenticare, però, che questo è il quinto intervento di salvataggio nell’eurozona. Gli squilibri esistono e si diffondono. Riuscirà Bruxelles ad avere sempre una scialuppa pronta a recuperare i suoi naufraghi?

(fonte immagini:  ABCNEWS.GO.COM – darussophile.com)

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