“Alberto Sordi, storia di un italiano” al Cinema Trevi di Roma

A 10 anni dalla scomparsa dell’attore romano, il Cinema Trevi di Roma rende omaggio ad Alberto Sordi con un’imponente rassegna

di Federico Larosa

fonte immagine: fondazionecsc.it

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Maccarone, m’hai provocato e io ti distruggo! Io me te magno!”. Chi di noi non ha mai pronunciato, per scherzo e per gioco, tra amici, questa celebre battuta di Alberto Sordi tratta da Un americano a Roma, uno dei film più celebri e popolari interpretati dall’Albertone Nazionale?

Il prossimo febbraio cade una ricorrenza tristemente importante per tutti gli ammiratori dell’attore romano. Il 25 febbraio saranno infatti 10 anni dalla scomparsa di quella maschera della commedia italiana che è stata Alberto Sordi, ed il Cinema Trevi (Vicolo del puttarello, 25 – Roma) ha deciso di proporre la punta di quell’iceberg che è stata la sua produzione artistica come interprete.

Nel corso della sua carriera, la partecipazione come attore di Sordi è stata una delle più prolifiche, ed è proprio su questa vastità che il Cinema Trevi realizza, nel decimo anniversario della sua scomparsa, un’imponente rassegna divisa in due parti. La prima parte è stata proiettata da 15 al 23 gennaio 2013, mentre la seconda verrà presentata nel mese di febbraio, in cui effettivamente cade la ricorrenza della sua scomparsa.

Sia in vita che anche dopo la sua scomparsa, Alberto Sordi è stato da alcuni osannato e da altri criticato, ma mai è passato inosservato nel panorama del cinema italiano, e non solo. Ciò che colpisce della sua resa attoriale è la capacità di cogliere con efficacia e restituire con arguzia i difetti degli italiani, dei quali forse si è anche compiaciuto. Sordi ha fatto parte di quella generazione di attori e registi che hanno contribuito a rendere grande il nostro cinema a livello internazionale.

Le sue commedie, molte, hanno strappato, e continuano a farlo, risate, lasciando tuttavia quell’amaro in bocca a causa dei personaggi da lui interpretati, mai completamente buffi ma sempre caratterizzati da un alone di tristezza e miseria che girava loro intorno e dal quale scaturiva la loro comicità intrinseca.

Cos’altro dire che non sia stato già ampiamente dibattuto sull’attore più celebre in Italia, dopo Totò? Non resta che abbandonarsi non solo alle immagini, ma anche alle parole altrui, soprattutto di chi ha avuto la fortuna di lavorare con lui, come Vittorio De Sica: «Nessuno più di Sordi ha saputo caratterizzare così bene l’uomo medio…Sordi è riuscito a mettere in mostra il lato storto, ridicolo del carattere italiano. Ha fatto della satira che molti considerano crudele; secondo me invece questa crudeltà nasce da una forza morale…Sordi è un attore comico che ha dentro un’amarezza che s’indigna di fronte a vizi e vorrebbe che non esistessero. Allora colpisce e gode a frustare e, pur facendo della satira un po’ cattiva, moralizza».

Dopo film come Un eroe dei nostri tempi, I vitelloni e Lo sceicco bianco, la rassegna “Albero Sordi, storia di un italiano” proporrà, a partire da venerdì 1 febbraio e fino a sabato 16 febbraio, pellicole come Lo scopone scientifico, Detenuto in attesa di giudizio e Un borghese piccolo piccolo.

Per maggiori informazioni sulla rassegna e per il calendario completo delle proiezioni, consultare il sito: http://www.fondazionecsc.it

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